giovedì, febbraio 27, 2014

(21/02) 2014 l'anno del compasso

Contatto.

Vi dirò com' è andata.
Mentre capite che un grandangolo può suggerire alla mente un esploso enorme rispetto al misero teatro che avete davanti, vi rendete contemporaneamente conto del fatto che anche questo spettacolo sarà una enorme bolla televisiva. Una voce fuori ha già iniziato a ripetere "signori solo altri due minuti signori prego seduti" troppe volte, il volteggio degli abiti estremi - a volte terribili a volte solo naive, e l'invasione delle tette puntute ingioiellate truccate, come negli anni gloriosi in cui -forse- questo Ariston aveva una gloria.
Teste mature su corpi non loro, urlano oppure scattano, immagine immagine immagine "forse meglio se mi metto che dietro si legge POLTRONISSIME".
Eccolo, minuto, il direttore del circo. applaudono il suo medio saluto, i suoi medi auguri, le sue medie didascaliche osservazioni. cronaca di una morte annunciata.
Noioso, perbenista, lento, retorico, ti seguono i degenti d'ospedale cercando di capire se vali un vello come quello che ti è stato pagato.
Siete ora privi di qualsiasi riferimento. il varietà offre un menù da Domenica In condensato in meno ore, è stato decongelato un mago illusionista dicono, poi canta qualcuno ah si è il figlio noiosissimo di un padre noiosissimo che ha scritto una litanìa che la dovete riascoltare perchè la scuola genovese e mia madre si innamorò ed io ve la rifaccio che se commuovo vinco.
Fiumi di parole incrociate, la scaletta viaggia serrata e una donna in galleria urla "300 euro per non vedere nienteeeeeee" e dal palco una risposta a caso. non preoccupatevi. avete già sentito che i tentati suicidi sono stati passati durante la serata d'apertura. avete evitato con questa furbata della semifinale anche l'ospite politico. sapete già che questo spettacolo si fa carico morale della situazione in cui verte il paese intero e lo si vede benissimo dalla mancanza di fiori nella scenografia. avete appreso in 1,274 secondi che un cantante di un gruppo degli anni '70 è scomparso pochi istanti prima in un incidente stradale ma adesso pubblicità.
La valletta è meno bella di quelle oche strapagate che non sanno parlare questa si che fa ridere mentre decide da dove entrare e cambia d'abito e sviluppa le gag che porco mondo come fa ridere. Avrete anche il momento dello scandalo, sacrilegio un cantautore tra i big ha infranto le regole del santo festival quindi dovrà essere messo alla gogna, ma ti prego caro autore disonesto, torna a trovarci domani che la ribalta non si nega a nessuno e cazzo quanto ci dispiace ma devi proprio andare fuori dalla gara che qui non siamo a perdere tempo con dei brani editi nella parrocchia del quartiere. ma già ti volevamo bene, potresti avere un futuro, magari iscriviti l'anno prossimo.
Ora però canta lui in persona ssshh proprio lui, che credevate che il reparto archeologia di mamma SIAE si perdesse ad inseguir farfalle. quindici minuti di ricerca della tonalità per lui, quindici(alla n) della celebrità che si è rubato con una sola canzone scritta, per parlare intonando coperto da una valanga di pianoforte che bravissimo il pianista ma quando canta questo.
Tra un "entra di qua" ed un colpetto che ancora non hai imparato a star sotto il riflettore e guardare in camera, tra un 'lo annuncio io' ma 'no questa era la mia battuta del momento', lo show procede inesorabile lungo le sue 4 ore. Ed i due pietosi sul palco lo fanno notare, abbiamo un'età qui, come voi in sala e voi a casa tutti, mica si può continuare la televisione fino oltre le 23...quasi sbadigliano, gli duole moltissimo dover presentare le nuove proposte che nuove è una parola davvero blasonata nella modernità.
i così chiamati BIG si susseguono tronfi delle loro cover, stasera che sera, rifiorisce ad libitum la musica leggera italiana. sono tutti ma proprio tutti accompagnati da ospiti ancora più BIG che non è mai abbastanza. allora l'ex cantante di un ex-gruppo spunta insieme ad un attore ed una modella che suonano rispettivamente batteria e basso il che ci porta alla conclusione che la musica è proprio per cani e porci. infatti un altro attore attempato e visibilmente ubriaco fa da spalla ad una specie di muppet con un flanger in bocca, sbagliando totalmente il brano ma il bello della diretta e Sanremo è Sanremo, poi è la volta di un big meno big insieme ad uno che mascherato si propone come un big di altro settore, quello alternativo quindi ora spopolerò anche nel mainstream e per farvi vedere quanto valgo invito a suonare la batteria uno che famoso e famigerato lo è davvero, però qui fa la figura del cane pastore senza gregge.
Ospiti internazionali quindi, che sollievo. peccato che a medioman e valletta non siano stati pagati sufficienti rimborsi per imparare un pò di lingua straniera -che mica nella vita uno si può ammazzare di lavoro senza motivo- e allora ciao grazie grande abbiamo qui con noi tommy lì come stai ti piace l'Italia e la pizza e per finire, si deve passare alla fase ultima, prima delle ATTESISSIME premiazioni.
L'ospite viene presentato leggendo le ultime righe dell'ultima cartelletta, stanchi che solo dopo 8 ore in miniera ci si sente così stanchi - ma guarda se questa esibizione la si può passare dopo la mezzanotte meledetti autori- e quindi ecco finalmente gli unici 12 minuti di vera musica (probabilmente) dell'intera manifestazione.altro ospite internazionale ma è il momento di andare avanti, il tuo bisnonno aveva origini italiane quindi tu parlerai benissimo italiano, cosa ti piace, hai girato per la città, il tuo nuovo singolo lo presentavi qui stasera e grazie della presenza e la pizza si è buonissima e le donne beh le italiane sono insuperabili e vabbè adesso però accomodati che dobbiamo andare a casa.
Signori e signore, ecco il vincitore. con un sottinteso "abbiamo-dovuto-sdoganare-stocazzo-di-RAP" ecco a voi il ragazzetto bravo bravo che viene dalla terra dei fuochi che però lui mica spara lui si esprime col rap e a forza di parole in rima è arrivato al cuore della gente, che bravo che è e che bel business è il rap ma quanto ci farà mangiare già sto contando il contante.
Hanno passato la dogana le canne, i tatuaggi, le creste i piercing non vedo perché non il rap. figli e pronipoti di mtv che passano per la rai in elegante scivolata quasi che non ve ne accorgete. uscendo dal teatro in preda a convulsioni da sbadiglio, le persone accalcate a caccia di celebrità riescono a confondervi con attori o cantanti a caso mentre voi starete pensando a dove/cosa mangiare e quanto il parcheggio esclusivo custodito del teatro avrà prosciugato la vostra carta di credito.
Vi ritroverete in strada a pensare a quanto rimpiangete il Festivalbar.

Compasso

Il teatro Ariston di Sanremo, credo come tutti i teatri visti in tv o gli studi televisivi stessi, è davvero piccolo e vecchio.Si, vecchio, non vintage o antico. Le locandine appese, le bacheche dorate di alluminio, i pavimenti ed i bagni, le sedie come il bar o le insegne, tutto sa di bar-sport. Frequentato a questo punto solamente nella settimana del Santo festival, forse un paio di giorni di attività per il Premio Tenco (che alcuni rumors danno per prossimo alla chiusura), vanta un bestiario umano davvero notevole. Sarete a disagio anche se ultra-settantenni. Nella serata della semifinale dell'edizione 2014, di venerdì, questo bestiario a quanto pare si espande raggiungendo livelli estremi di velinismo, nota malattia della modernità che riduce le persone a mere sagome da scatto digitale e le spinge, nei casi incurabili, all'avvicinamento di celebrità vere o presunte, di modo che l'aura di queste possa trasmettersi o almeno il loro manager possa decidere di fare un'avance. Ma veniamo all'evento.
Fabio Fazio, per l'ennesima volta presentatore del festival, è personaggio stanco e poco carismatico. Le sue battute -sarà colpa degli autori- sono del livello dei film di Fabio Volo. nota bene: dei film di Volo. Un democristiano al fronte. Ma con un conto in banca accresciuto di €600.000 per sole 5 serate.
Lo spettacolo somiglia, anzi, è l'estensione di Fazio. Un po' come vedere un episodio del Bagaglino ma più lungo del solito. Battute a salve sulla politica, sul sociale, sulla crisi, nemmeno un accenno biografico o critico -critico!- su ospiti o cantanti in gara. La presenza del Mago Silvan e poi il cameo di Gino Paoli illustrano bene la ventata di novità che il festival ci porta. Il primo entra giustificando subito la sua lunga assenza dalla tv per via delle sue costanti turnè a Las Vegas dove va fortissimo, il secondo come già detto, è il fantasma di sé e come cantante beh..a ognuno i suoi pareri in proposito.
Così mentre si alternano esecuzioni di dubbio gusto (la versione di Nel blu dipinto di blu di Gualazzi con Bloody Beetroots e Tommy Lee dei Motley Crue è davvero imbarazzante, della versione di DeAndrè di un pezzo di DeAndrè vorrei evitare di parlare) apprendiamo al volo e decontestualizzata la notizia della morte per incidente di F. Di Giacomo cantante del Banco Del Mutuo Soccorso. Decontestualizzata perché appena accennata e priva di sentimenti o risonanza sulla serata. Ma si sa, quelli del progressive non contano. Viva la musica leggera.
E la comicità innocua della prima serata. La Littizzetto è, assecondando il tenore del festival, innocua e meno simpatica del solito. Sarà che l'abbiamo sopportata sempre in pillole ed ora invece…
Viene poi la volta dello scandalo-momento. Riccardo Sinigallia squalificato perché qualcuno avrebbe segnalato l'avvenuta esecuzione del pezzo un anno prima del Sanremo. Trattandosi di una rassegna di inediti, la cosa risulta inaccettabile e le regole sono regole. Peccato.
Quattro ore sono lunghe, come questo articolo direte, ma ci tengo a delineare bene il tutto affinché possiate correre a prenotare il biglietto per la prossima edizione. E poi se siete arrivati fino a qui è che, in fondo, Sanremo oppure il gossip, vi stuzzica.
In questo tempo lunghissimo gli stessi presentatori più volte ripetono che sono stanchi e che preferirebbero essere a casa con i loro cagnetti. Ripetiamo, €600.000 Fazio, €370.000 Littizzetto per le 5 serate, euro più euro meno.
I big con le loro versioni di pezzi famosi vanno dal cantante de Le Vibrazioni con Scamarcio alla batteria a Giusy Ferreri con Alessandro Haber (!) passando per Antonella Ruggiero con Digiensemble Berlin e Frankie HiNrg con Fiorella Mannoia. In tutto questo la giuria di qualità presidiata dal regista Virzì e composta da personaggi più o meno legati alla musica si prepara a votare giudicando soprattutto le nuove proposte di cui abbiamo i quattro finalisti con codice 1 2 3 4 se volete mandate un sms al costo di solo €1,02 astenersi minorenni.
Si esibiscono Zibba, scuola genovese, Diodato, cantautore malinconico, TheNiro penalizzato anche da un audio pessimo nella sua esibizione indie, Rocco Hunt, baby rapper napoletano.
Prima del finale al cardiopalma, viene pigramente invitato ad esibirsi Paolo Nutini, che effettivamente tra una Caruso intonata con pronuncia dubbia ma grande voce, Candy altro suo classico e Scream per lanciare il nuovo album, si pone una spanna più in alto di tutta la qualità finora sciorinata liberamente. Bene il sound, bene i brani, bene lui.
Ma come per tutti gli ospiti non italofoni, viene incalzato da domande ed osservazioni in italiano proprio perché a noi, di assumere gente che sappia anche un minimo di inglese, non va giù. Prima che lo chiediate, il cache dell'interprete è stato assorbito dalla parcella dei presentatori e probabilmente investito per le mirabolanti imprese di Silvan.
Il resto è già storia antica. Rocco Hunt ha vinto, perché in qualche modo qualcuno doveva pur istituzionalizzare questo benedetto rap, e farlo passare attraverso Sanremo poteva e doveva essere la mossa giusta. Se poi questo passe-partout è anche del sud, povero sud, sofferente sud senza lavoro, violento ma di cuore allora…il quadro è perfetto. Tutti uniti, almeno per Sanremo ed i Mondiali di calcio. Che tenerezza.


venerdì, dicembre 20, 2013

doc guerrilla

sottofondo: tic-toc, bifolcheggiamenti.


Non sono un cultore e, sin d'ora, me ne vanto.

lunedì, marzo 18, 2013

cauto incedere

sottofondo: Sigur Ros - Hoppipolla

...il nostro protagonista incede nei passi cercando di scacciare i pensieri funesti che attanagliano la sua gola.
ha freddo, sente di essere inadeguato a quel clima gelido, ma sa anche che non è la pioggia a fargli quell'effetto.
lei ha aperto il suo cuore, nel momento stesso in cui egli si lasciava andare alla deriva di un sentimento schiacciante. schiacciante e prepotente, di una piacevole invasività.
le sue parole suonarono quasi familiari, suonarono come una firma in calce ad una unione di anime inquiete
familiari come il suono del tiro della sigaretta notturna, così sommesso, così sfuggente ma pur sempre implicito nel tabagista.

ora la paura, più di tutte, è la padrona della scena...nel momento stesso in cui si apre il fatidico vaso di Pandora, ognuno in cuor suo sa che le cose possono cambiare
soprattutto per lei, semmai dovesse scoprire che parlargli le ha fatto male,
e non le rende le cose più semplici, non scivola la fiducia come fino al giorno prima ma complica una relazione così travolgente da non lasciar feriti, così slavina da oltrepassare ogni preconcetto.
il suo sguardo, quello serio, quello molto serio coperto appena dal velo della tristezza di chi adulto si è ritrovato per un istante in un istante
lo aveva distrutto come poteva esserlo una chiglia di un veliero dopo una cannonata.
la paura che può non farle vedere quanto una lacrima possa spiegare meglio di mille parole
la paura di non essere trattata con il rispetto che merita e che ha avuto fino al momento immediatamente precedente.
la stessa paura che lui applica alle cose per non romperle, il timore di tante operazioni a cuore aperto alle quali non ci si è mai abituati.

il tempo che resta, speso nell'attesa di un segnale.
il tempo che resta, passato al ritmo dei tasti mentre scrive di getto nel silenzio inopportuno. vorrebbe che il telefono squillasse, vorrebbe che una chat si aprisse, per la prima volta forse dopo anni.
il silenzio può logorare come l'acqua, se lasciato a se stesso nell'imbarazzo dell'attesa.

poi il telefono squilla.
genuino stupore. non è un call center di telefonia mobile.
dall'altra parte c'è lei, a confermare che la paura, se si vuole, si può affrontare.
che il tempo speso a crescere, ogni tanto, è stato utile a rafforzare un'anima fragile.

[…]

lunedì, luglio 23, 2012

Politicamente scurrile

sottofondo : 'More Human Than Human' - White Zombie

- Ciao io sono Elena.

- Piacere, V.

- volevo parlarti del quartiere, la casa...insomma un pò di robe..è la seconda volta che vengo a Londra e pensavo...

- dimmi, son qua apposta.

- è che...ieri sera tornavo dal supermarket ed ero in questa strada laterale...ma..la zona che mi hai consigliato, è tranquilla?

- in che senso? cioè, è molto controllata sicuramente..quindi mi azzarderei a dire di si.

- è che...cioè...è piena di extracomunitari!

- ...

TRUE STORY

domenica, settembre 25, 2011

tardo antico

sottofondo: un motivetto solare che non ricordo bene.

in quest'aria fumosa e ansiogena la mia mente continua a sussurrare questa canzone.credo sia molto vecchia,di una pop band,ma non ricordo altro.
il fatto è che come ci si aspetta in certi ambienti o situazioni, non so, si da più per scontata una serietà, un contegno o una leggera repressione di clericale aroma. nulla di ufficiale,nulla di sensazionale, una scena ordinaria ma pur sempre stucchevole in cui non riesco ad evitare di pensare a quel motivo -ma ti pare il momento questo?-
la risposta che mi sono dato è che il mio povero cigolante ingranaggio vada in loop quando una discussione arriva al paradosso della triplice ripetizione. un deja vu su due diversi livelli, oppure se preferite, un b-movie carente di montaggio -anche se continuo ad adorare le scene dell'insetto gigante tagliuzzate e ripetute per dare enfasi alla strage-.
funziona più o meno così. l'interlocutore ha a che fare con un problema, o quello che sembra essere un grosso problema. in questo preciso istante mi stai parlando, io ti conosco si,decisamente sei collocato nella mia vita e tieni al tuo discorso in maniera così sanguigna che non posso non commentare, dovrò dare un contributo. non mi basterà un cenno affermativo della testa, non me la caverò con un mero "si,certo". ecco procedi lentamente verso un'esplosione scenica alla quale dovrei rimanere in choc o chessò, almeno meravigliarmi. il fatto però è che ho vissuto questo molte volte,forse questa vita non ha nemmeno l'esclusiva sul ricordo. ho tentato di capire e di carpire certe emozioni, ma ho imparato troppo presto che, se non cerco lo scontro, non voglio nemmeno vivere il problema. ora me ne vuoi passare uno, ma la mia alienazione è talmente avanzata che non riesco più a distinguere tra i rumori nella mia testa.

- MERIDIANI -

sottofondo: P.N.G. by DroB

Eravamo fermi di nuovo, davanti un passaggio a livello. L'atmosfera calda della tarda primavera batteva sui vetri mentre fuori il movimento più evidente era quello degli alberi che inghiottivano la ferrovia da entrambi i lati...Sporgevo il braccio per cercare conforto in quei paesaggi di una campagna romana inedita.
Lei aveva quelle rughe illuminate, quelle del sorriso della temperanza che solo una madre può portare così orgogliosamente. Cercava con quell'espressione di comunicare "non siamo poi così in ritardo".
Si invece. Eravamo in un ritardo mostruoso, epocale. E ancora ben distanti dall'aver colto il percorso giusto per arrivare.
Quando il passaggio a livello decise di alzarsi, sembrò che soltanto per noi portasse al seguito un raggio di sole intermittente. Una specie di sveglia aliena molto morbida ci riportava al momento, risollevando di poco il morale. Pochissimo.
Probabilmente il fatto che la radio passasse un brano di Ramazzotti non aiutava molto, ma anche quella della stazione radio era stata una scelta convenzionale per mantenere un profilo di famiglia modello in un viaggio importante e perciò equilibrato; e poi avrebbe evitato che mia sorella, navigatore in seconda per l'occasione, si spazientisse iniziando ad inveire contro tutti gli dei del rock coprendo ogni altro suono disponibile.
(metabolismo)
(carburatore)
"sei sicura che questa strada riporti alla principale? allo svincolo per il centro?"
"ma cosa ne so io, sei tu che vai scovando stì posti assurdi...dove c***o ho messo la cartina!?"
"calmi, tra poco ci fermiamo a fare benzina e chiederemo all'omino"
Aveva questo modo incredibile di definire così genericamente, eppure sempre perfettamente calzante, il benzinaio, il caldaista, il netturbino, l'edicolante...praticamente come tradurre tutta una realtà in un villaggio Playmobil, con un solo vocabolo.
Quasi sorridevo. Poi avevo fame.
Però il medico, questo luminare assoluto della scienza nutrizionale (se ne esiste una a questo punto), non avrebbe di certo approvato quest'espressione paciosa mentre noi si rischiava di saltare l'appuntamento senza poter avvertire. Lontani dalla civiltà o quasi, senza che nemmeno l'idea di cellulare avesse sfiorato la mente umana, avremmo aspettato altri cinque mesi per ottenere udienza.
Ma non lo volevamo. Questa doveva essere sembrata la soluzione definitiva al mio problema, l'ultimo tentativo dei miei cari per dimostrarmi che in fondo "non si può mai dire che sia finita" e quindi avremmo avuto la meglio non solo sul mio disturbo, ma sul caldo, la musica le strade senza senso e tutto il traffico della capitale.
Mio padre era assente giustificato, ma si era premurato di dare una di quelle sue benevole soluzioni lampo con pacca sulla spalla, in cui ogni riferimento spaziale viene dissacrato da nomi di strade come 'via della congiuntura destra' o codici tipo 'la quarta traversa è quella che indica la SS114, ma non fatevi ingannare dal semaforo che sta immediatamente dopo lo spartitraffico.chiaro,no?'.
Facile per lui, aveva smesso di andare a Roma almeno vent'anni prima e si rifiutava di tornarci, forse anche per non scoprire che il suo talento nell'orientamento era stato spazzato via da un uragano edilizio assassino.
Chiaro come un quadro di Escher, si.
Ero il più nervoso, credo, ma lo si è comunque quando la destinazione è l'ennesimo studio medico e proprio stenti a farci l'abitudine, affamato poi. Non ti spaventano quei posti, ma sai ormai che i giorni successivi saranno giorni di privazione, qualsiasi essa sia.
(devo ammettere però che mangiare soltanto gelati dopo un intervento dal dentista poteva rivelarsi piacere immenso e accattivante)
"mamma ma non hai visto che hai passato l'incrocio??dovevamo girare a sinistra c***o!!"
"calmo, torno indietro."
"ma se ci andiamo un'altra volta?aspetteremo, io mi sono rotta le palle di girare a vuoto" "mica stai morendo,te!"
"lo so bene, ma io mi sono rotto le palle di aspettare altri mesi, semplice."
"come ti pare, io ve lo dico: alle 7 stasera voglio essere a casa, chiaro??"
Lo speaker stava passando il testimone all'oroscopo, ma sapevo già che, per quanto me ne fregasse qualcosa, al momento di ascoltare il mio segno sarebbe passata un'ambulanza o avremmo attraversato un sottopassaggio per cui mai avrei saputo del mio futuro prossimo in balìa di Saturno.
"cristo finalmente...ecco questa è la via"
"non bestemmiare, vedi? siamo arrivati"
Lo studio non era poi così austero. Mi aspettavo qualcosa di più marcato, forse addirittura tutti quei poster sulla dieta perfetta oppure sull'iter per diventare un perfetto salutista, incluse poi le cornici a raffica di tutti i titoli di studio raggiunti dal dottorone.
Nulla di tutto questo, una persona gentile e abbastanza innocua mi attendeva dall'altra parte della reception.
Mia madre finalmente tranquilla e riposata sulla poltroncina della sala attesa "vai,sei in buone mani" sembrava dire. Mia sorella iniziava a chiacchierare di tutto o nulla con la segretaria, e questo era un talento che le avevo sempre riconosciuto; non si sarebbe mai annoiata, nemmeno in ascensore.
Dopo la visita di rito ad analizzare la mia incredibile magrezza ed un'occhiata non rapida alle mie ultime analisi, il dottore si sentì pronto ad enunciare il suo responso. Facile, la premessa è sempre un sospiro.
(metabolismo)
(recettori)
"seguimi di là, vorrei parlarne davanti a tua madre"
"Signora, come vi avranno già detto, il problema fondamentale è il metabolismo. Suo figlio ha un problema che tutti vorrebbero: il suo metabolismo lavora ad una velocità allarmante che lo fa dimagrire a vista d'occhio"
Sul 'tutti vorrebbero' pose un'espressione compiaciuta da battuta a segno. Nessuno di noi rise, soltanto perchè lui era ignaro del fatto che questa battuta avevamo avuto modo di sentirla in ogni ambulatorio visitato. La più quotata restava comunque 'suo figlio è fortunato, non potrà mai essere un ciccione'.
Quello che seguì fu una lunga digressione su cause ed effetti, non assoluta emergenza o gravità del disturbo, rimedi naturali associati a terapia costante...ogni dettaglio ulteriore mi sfuggiva nel torpore indotto dalla temperatura dello studio insieme al verdino relax delle pareti ed un pizzico di fame.
Ed ero disarmato. Mi sentivo come immaginavo si sarebbe sentita una lepre sfuggita alla cattura al calar della sera. Cercavo una soluzione, noi cercavamo una soluzione, che sembrava non arrivare.
Ad un tratto, come se l'oratore, accortosi della lentezza di un suo concetto, avesse spinto il tono all'estremo per catturare attenzione, il medico schiarì la voce e pose la sua soluzione. Si trattava di un bivio, eventualmente.
(trasmettitori)
"Suo figlio ha due opzioni. Per risolvere questo problema in via - diciamo - definitiva, dovrà decidere di seguire pedissequamente una terapia che assegnerò insieme ad un'alimentazione bilanciata oppure ignorare il tutto ed aspettare che la crescita, il superamento dell'adolescenza facciano il loro corso e - speriamo - fermino il problema. Il fatto è che, devo dirlo, la terapia a cui vorrei sottoporlo ha degli effetti collaterali. Non è scontato per ogni caso trattato, ma la tendenza alla perdita dei bulbi piliferi, dei denti ed al cambiamento di pelle stagionale - con diafanismo non cronico - sono effetti percentualmente riscontrabili nel periodo successivo al primo anno. Ma nessuna preoccupazione, si risolverebbe tutto con la chirurgia moderna. Grazie a questa terapia, avrete comunque risultati abbastanza velocemente e potrete riavere il figliolo nella forma che conoscete. Il consiglio è di non aspettare troppo".
Disse tutto questo calibrando ogni parola, credo più per trasmetterci calma che altro. Praticamente il silenzio che seguì poteva essere interpretato come riflessione per me, sollievo per mia madre, liberazione per mia sorella. Tana-libera-tutti.
La mia riflessione fu veloce perchè interrotta dalla domanda retorica "che dici, ci vuoi pensare su?".
La decisione che presi fu ovviamente in favore della gioia dei miei anche perchè personalmente, nonostante la giovane età, ero stanco. Stanco di vivere questo pseudo dramma, stanco di ascoltare i pareri poco medici dei parenti, stanco persino di ascoltare il mio stomaco gorgogliare costantemente.
A pensarci bene, credo di aver preso quella decisione anche perchè volevo uscire dallo studio e lanciarmi in una merenda frenetica. La mia fame aumentava a dismisura, avrei potuto mangiare tutto il giorno a seguire per quanto ne sapevo.
Ero giovane, avevo fame di mondo, di conoscenza, di affetto. Volevo che i miei e tutti fossero orgogliosi di me e della mia presenza.
La scelta che feci tra scomparire davanti a loro e scomparire al resto del mondo fu offuscata dalla fame. Ancora.

- PARALLELI -

Eccomi. Di nuovo. A pensarci bene credo che la terapia del dottorone non abbia poi avuto questi eclatanti risultati.
"Buongiorno, come va?"
"..."
"Posso avere un kebab al piatto con patatine ed insalata di humous?"
(tv)
بدأ شهر رمضان المبارك
"..."
Si, ho cercato di regolarizzarmi, di arrivare ad una tregua col mio stomaco e negli anni sono riuscito a bilanciare il peso-forma, passatemi il termine.
Però poi ho smesso con la terapia. Gli effetti pronosticati si erano verificati tutti, ma senza inversioni di tendenza
"piccante, grazie"
"..."
(tv)
أصدرت قناة الجزيرة اليوم وجهه...
anche perchè avevo dato un taglio netto alla relazione con la medicina moderna. Le persone iniziavano a sentirsi a disagio, e le poche che potevano ancora vedermi correvano pericolo...una volta ho rischiato di mangiare perfino la mia ragazza. Avrei potuto inghiottire l'universo, e sembrava stessi iniziando a farlo. Somigliavo sempre di più ad un serpente albino, così pensai bene di tenermi la fame e prendermene cura, se potevo permettermelo.
"Grazie, ecco i 4e50. Arrivederci"
"..."
Ora cammino in mezzo a voi ma non mi vedete. Il mio gradiente è sempre più accentuato, virate importanti verso l'opacità. Sono un essere tutto d'un pezzo ormai, ma questa fisicità posso gustarla da solo perchè nessuno a parte me la riflette. Sto crescendo bene, un appetito davvero insaziabile senza problemi di digestione per le cose più impensabili.
Adesso strisciamo come paralleli tracciati nell'universo io e voi.
Ma voi non avete fame?

giovedì, luglio 21, 2011

memories remain

tornare al pane e cioccolata fondente.
molto anni quaranta, ma sempre ottimo.
consigliato l'utilizzo in fascia notturna.

mercoledì, marzo 16, 2011

FAQ

appassionarsi a tv series americane è facile.
la showtime ad esempio sforna dalle quattro alle quattordici serie l'anno,tutte con argomenti completamente diversi e,devo ammettere,piuttosto accattivanti.

cercarle online,in streaming,in lingua originale è procedura standard,testata e corsia preferenziale già da tempo.

impagabile però è imbattersi nei forum dei siti di streaming,nei roventi topic che giacciono come tesori archeologici in attesa di scoperte casuali.

perchè ricorda,come te sempre ci sarà qualcuno "in fissa" per determinato argomento,a tal punto da rinunciare alla sua stessa ragione.

ultima scoperta,genio incompreso,era sepolto tra i commenti su "V-the visitors"2010.
ve lo regalo:
ma dopo la 8 puntata finisce la seconda serie??
ma perchè la voce dei protagonisti è diversa a seconda che il video sia in italiano o inglese?



se poi la domanda è posta dal vivo (esperienza purtroppo solo sfiorata da chi scrive),la cosa si fa davvero epocale:

ma i film americani vengono doppiati in Inghilterra?


ai posteri l'ardua sentenza,sempre che qualcuno abbia il fegato di scolpire su epigrafe questi saggi versetti.