sottofondo: Pink Floyd - Echoes
Toccai il fondo proprio quando non seppi più dove e come guardare. Mentre cercavo avantindietrosinistraniente...nessun risultato. Ma da qui, proprio sembrava impossibile.
Di nuovo in un nuovo giro, lasciavo ormai tracce che ripercorrevano tracce. Sembrava tutto così soffice dopo esserci passati quante non so.. 15? 100 volte? Avevo probabilmente tracciato mille mandala e millemila arabeschi in una folle e forse pacchiana cupa decorazione. Ormai avevo dato tutta me stessa e proprio non riuscivo a trovarla. Disperazione, poi riprendi ancora. Ripeti.
E' grande, il fondo.
La cosa mi era sfuggita di mano un pò di tempo prima.. sapete, quei momenti di maretta, i momenti di turbolenza-segue-agitazione in un flusso non costante che rende impossibile capire se aprirsi un pò di più o serrarsi fortissimo ed attenderne il passaggio. Difficile sul serio. Soprattutto se il tutto accade così velocemente in un tempo eccezionalmente dilatato. Apri, chiudi, apri.. In pratica una vita ad intermittenza, umide decorazioni natalizie su di un albero mai smontato. Fu in uno di quei momenti, dicevo, che la persi. Si allontanò piano, mentre cercavo di seguirla e non capivo cosa stesse succedendo. Fu un attimo, ondeggiamenti prima, poi una spinta improvvisa e non era più con me. Quel suo bagliore fu l'ultima cosa che vidi prima che ogni riflesso venisse assorbito da una notte vergognosamente blu.
Rimasi in silenzio per ore, giorni, non potevo far altro che aspettare. Non potevo ancora muovermi. Troppo debole e disorientata.
Quando mi resi conto che la tempesta era passata, recuperate un pò le forze e ripescato un barlume di lucidità, iniziai a girare. Sfruttavo ogni possibile corrente, ogni flusso, ogni pensiero e istinto. Strisciavo, mi trascinavo a volte. Ma proseguivo, imperterrita.
Girai mari e monti per così dire, mi affacciai su abissi inesplorati profondichenonsivedenulla ma ugualmente senza paura scandagliai ogni possibile paesaggio che a quel punto cominciava a somigliarsi e confondermi.
Disperazione, poi riprendi ancora. Ripeti.
Avrei potuto cercare-inseguire-setacciare per sempre, oppure pensare di farmi ritrovare in qualche modo. Così iniziai. Evoluzioni come queste non le avevo mai immaginate. Lavorai sodo, portando tutto quello che avevo intorno ad un livello più alto. Come un gatto si porta nel punto più alto di casa ad osservare, così decisi io di sopraelevare il mondo, capii che avrei potuto sfruttare quei moti che sembravano perpetui a mio favore, per rivederla. Ripresi fiato, ma continuai allo stremo perchè tutto avvenisse come lo immaginavo. No.. Io lo vedevo.
Avevo affidato la cosa al caso? Possibile. Ma l'istinto a volte vaga oltre la coincidenza e volutamente ignora il caso.
Il fondo è enorme, dicevo. Ma fu fondamentale. Toccare quella superficie nuova, percepirne le sfumature, muovermi cieca tastando ogni particella anche sospesa. Imparavo. Costruivo.
Aperta. Grandi respiri. Ora intorno si è fatto tutto azzurro, nessuna paura per le correnti, lontana com'ero dal torbido fondo. La sabbia era diventata mia alleata, casa amica e famiglia.
Grazie a lei, al suo letto soffice ed al mio modo di rifarlo, tra le curve lisce ed i tracciati a perdita d'occhio il mio desiderio si avverò.
Rotolando piano, spinta in ogni direzione, quella mia piccolissima Perla tornò a me, in me.
Avevo tanto da darle, volevo renderla la più bella e lucente del mare. Si sarebbero dovuti inchinare perfino i cavallucci marini.
Socchiusa. Respiri lenti, lunghissimi. Rispetto per il silenzio, la culla sarà il mare, la casa la conchiglia.
Ti abbraccio, sono completa.
mercoledì, marzo 06, 2019
mercoledì, febbraio 20, 2019
Due Unità
Sottofondo: Nine Inch Nails - All that could have been.

La incontrai per caso in un pomeriggio assolato di Gennaio, su di una strada del centro non molto frequentata, tipico di lei.
Percorrevo il viale alberato sovrappensiero come sempre. All'epoca guidavo un furgone per lavoro, uno di quei mezzi scomodi ed abbastanza rumorosi da non permettermi altro che evadere col pensiero. Il riabituarsi a dei ritmi lontani nel tempo, vivere una realtà diversa dopo le vicissitudini che hanno in qualche modo cambiato il corso dei tuoi eventi, cercare dettagli fuori dal finestrino che possano legarti a qualcosa, porgerti una diversa ed inaspettata possibilità. Una vita abbastanza sovrappensiero direi.
Però la vidi.
Notai quel suo passo leggero ed incerto al contempo, quell'andatura velocissima e felina, come se un fondista percorresse la passerella di una sfilata, e decisi che quel pomeriggio sarebbe stato migliore se avessimo percorso un pò di strada insieme.
Per evitarmi le solite figure, rallentai il furgone e solo quando fui sicuro e le fui quasi di fianco, tirai giù il finestrino ed urlai volutamente quello che credo sia uno dei meno simpatici approcci di sempre: "ehi ciao ti occorre un passaggio?", che mi ha sempre suggerito l'immagine di un serial killer all'ora della merenda. Con un furgone poi.
Come riflesso di chi è assuefatto a certe cose, come ogni donna quotidianamente sarà preparata a fare, si girò appena senza davvero guardare ed alzò la mano sinistra in cenno di 'no di certo, grazie'. Mentre sorridevo, la sua mano alzata così bianca e filiforme in controluce mi sembrò quasi un'anemone di mare che si stagliava dalla manica di quel suo cappottino stretto nero come da un fondale scuro ma vivacissimo.
- proprio sicura?
Si girò finalmente, forse pronta a declinare l'invito in maniera più decisa, ma la sua espressione cambiò improvvisamente ed il suo viso si illuminò in un sorriso che condividevo e mi riempì il cuore, oltre a confermare uno strano stato di agitazione che mi capitava ultimamente ogni volta che mi trovavo con lei. Avevo notato in me questa specie di imbarazzo infantile, quella sensazione che ti fa vagliare ogni parola per la paura che sia inopportuna. Essere se stessi attraverso il filtro Ludwig, più a fuoco, più contrasto, più nitidezza e presenza. Perchè lo facciamo? Siamo l'animale Alpha a caccia? Siamo a teatro e dobbiamo emozionare? Forse siamo entità non troppo complesse che hanno davvero il bisogno di essere comprese, accettate, completate.
Ripartii lentamente, probabilmente perchè non riuscivo a non guardarla, forse anche incredulo dell'incontro fortuito e felice di averla a bordo.
- Stai andando a casa?
- Si tornavo a casa.. tu? lavoro?
- In realta per oggi ho finito, purtroppo dovrò aiutare mia sorella per il trasloco, sono ancora sul furgone per questo.
- ah, non ti invidio proprio pensa - disse ridendo
- Mi invidierai ancora meno se aggiungo che si trasferisce in un paesino sperduto a nord di Roma, devo andare lì.
- Cavolo proprio una simpatica giornata! no io invece arriverò a casa, farò due coccole a cane e gatti, metterò una tuta e mi preparerò un the.
Ecco il the era una delle sue peculiarità, uno dei tratti distintivi quanto lo era il suo colore di capelli o l'odore della sua pelle. L'avevo conosciuta un bel pò di tempo prima, probabilmente ne avrà avuta una tazza in mano e ricordo di aver pensato che questa tipa così pacata e dolce assumenva in realtà molta più teina dell'intero fabbisogno mensile di un qualsiasi inglese del Kent, figuriamoci rispetto ad un semplice caffeinomane come me. E tra animali notturni, divoratori insonni, probabilmente ci si riconosce.
Continuai a guidare verso casa sua che sfortunatamente era abbastanza vicina, scambiammo altre chiacchiere che potevano servirmi come viatico per la lunga e faticosa giornata, una spensieratezza che poteva solamente alleggerire i chilometri che mi separavano da Roma.
Non so dire come successe esattamente, se arrivai a supplicarla o se bastò la vaga idea di fermarsi da Ikea, ricordo però distintamente che una mezz'oretta più tardi eravamo ancora in viaggio a parlare e scherzare, alla volta della mia onerosa destinazione.
Fu probabilmente l'happening di due unità, l'integrazione di due solitudini. Parlammo di tutto, ne avevamo il bisogno, avevamo bisogno di comunicarci aprirci scambiare e distrarci, ci prendemmo in giro perchè dovevamo conoscerci ancora ed ancora, ci confrontammo per capire certi segnali che evidentemente stavamo cercando. Due timidezze sul ring, l'incontro iniziato con una danza di studio dell'altro, per cercare di non abbassare la guardia troppo presto oppure attaccare senza aver rispettato i tempi dell'onorevole avversario.
Con una pazienza ineguale, una calma inespressa, affiancò la mia persona tutto il giorno fino a sera, nei mille e mille imprevisti ed ansie che solamente un trasloco "alla mia sorella" poteva creare, accompagnando ogni azione con quel suo sorriso lucido ed intenso tanto da farti venir voglia di fermare tutto e godersi una complicità nuova, inaspettata, fatale.
Con questi pensieri caricai la schiena, spostai mobili, guidai, parcheggiai e guidai nuovamente, affrontai in famiglia discorsi tecnici che forse non mi interessavano, ma quella leggerezza e quel sorriso interno non accennavano a scemare.
Arrivò il momento di congedarsi dallo stress, arrivò il momento in cui, a furgone carico, si poteva intravedere la luce alla fine dei lavori forzati. Eravamo stanchi, provati, avevamo fatto il pieno di parole ed azioni altrui ma era finalmente giunto il momento di dedicarsi un altro pò a noi.
Due pipistrelli si inseguivano tra le fronde dei pochi alberi di quel borgo residenziale, le poche e deboli luci illuminavano a malapena il piazzale del parcheggio. Ebbi il tempo di valutare quel nuovo cambiamento di vita di mia sorella, che mi parve assurdo. Però i pipistrelli continuavano a volteggiare ed inseguirsi, non era tutto poi così assurdo. Possiamo passare una vita a cercare di prendere quel che vogliamo o desideriamo, a volte ce ne facciamo una vaga idea e più raramente lo raggiungiamo, però magari in maniera casuale e senza alcuna aspettativa. Altro assurdo, volere non era potere? Evidentemente la bellezza sta proprio nell'inaspettato, l'emozione risiede nella sorpresa, nel mistero.
Il mezzo era fermo e spento al cancello, attendevo l'ok per partire con gli ultimi oggetti.
Ci guardammo ancora come fosse la prima volta, poi avvicinò la sua bocca alla mia e ci baciammo. Inutile provi a descrivere oltre.
Credo sia stato un attimo di eternità, perchè era quello che avevo desiderato per tanto tempo, era quello che non avevo avuto il coraggio di fare da altrettanto tanto tempo, come spesso mi capitava quando avevo una preoccupante inclinazione verso una ragazza. Bloccato in un photo-finish, colto sul fatto e rapito nel giro di qualche secondo.
Poi ci staccammo, lo sguardo mio incredulo ed il suo quasi beffardo, e mi prese un pò in giro perchè ci rendemmo conto, non fosse stato per la sua intraprendenza forse ci saremmo cercati in un loop infinito.
Mentre inseguivo ogni movimento delle sue pupille nocciola, mi entusiasmavo per ogni riflesso che poteva sembrare una lucida lacrima, mentre cadevo inesorabilmente per perdermi in lei, mentre ogni odore di professionalità scompariva da quell'abitacolo freddo e spoglio, mentre guardavo i suoi capelli tra le mie dita, mi chiese cosa pensavo di questo avvenimento, chiese risposte sincere perchè non si vive di sole favole, e tutti sappiamo quanto possa far male illudersi che qualcosa di vero e così bello sia avvenuto per poi rivelarsi un fuoco fatuo, la casualità ed il bisogno a banchetto, nell'attesa di deridere gli astanti appena finita la portata principale. Chiese il significato, i trascorsi, chiese sincerità e protezione mentre mi porgeva i cristalli del suo cuore.
Ecco, fa attenzione, così, piano.
Mi ero trovato talmente preso che quel giorno non avevo fumato neanche una sigaretta.
Non credo pensai molto alle risposte che sentivo fluire nelle parole: erano li, tuffatrici sul bordo, evoluzioni studiate e ripetute nel tempo perchè appassionanti, emozionanti.
Le risposi che si, questa era una cosa vera, la cosa che volevo da tempo ma non avevo ancora metabolizzato: desideravo davvero stare con lei.
E giurai a lei prima, poi a me stesso, che avrei trattato quella creatura con tutta l'attenzione e l'amore di cui mi ritenevo capace. Ed il cielo mi è testimone, avrei fatto e farei di tutto pur di starle accanto e dirle sempre quanto significa per me.
Se dovessi incontrarla di nuovo, come allora, in strada, riconoscendone il passo sfuggente.

La incontrai per caso in un pomeriggio assolato di Gennaio, su di una strada del centro non molto frequentata, tipico di lei.
Percorrevo il viale alberato sovrappensiero come sempre. All'epoca guidavo un furgone per lavoro, uno di quei mezzi scomodi ed abbastanza rumorosi da non permettermi altro che evadere col pensiero. Il riabituarsi a dei ritmi lontani nel tempo, vivere una realtà diversa dopo le vicissitudini che hanno in qualche modo cambiato il corso dei tuoi eventi, cercare dettagli fuori dal finestrino che possano legarti a qualcosa, porgerti una diversa ed inaspettata possibilità. Una vita abbastanza sovrappensiero direi.
Però la vidi.
Notai quel suo passo leggero ed incerto al contempo, quell'andatura velocissima e felina, come se un fondista percorresse la passerella di una sfilata, e decisi che quel pomeriggio sarebbe stato migliore se avessimo percorso un pò di strada insieme.
Per evitarmi le solite figure, rallentai il furgone e solo quando fui sicuro e le fui quasi di fianco, tirai giù il finestrino ed urlai volutamente quello che credo sia uno dei meno simpatici approcci di sempre: "ehi ciao ti occorre un passaggio?", che mi ha sempre suggerito l'immagine di un serial killer all'ora della merenda. Con un furgone poi.
Come riflesso di chi è assuefatto a certe cose, come ogni donna quotidianamente sarà preparata a fare, si girò appena senza davvero guardare ed alzò la mano sinistra in cenno di 'no di certo, grazie'. Mentre sorridevo, la sua mano alzata così bianca e filiforme in controluce mi sembrò quasi un'anemone di mare che si stagliava dalla manica di quel suo cappottino stretto nero come da un fondale scuro ma vivacissimo.
- proprio sicura?
Si girò finalmente, forse pronta a declinare l'invito in maniera più decisa, ma la sua espressione cambiò improvvisamente ed il suo viso si illuminò in un sorriso che condividevo e mi riempì il cuore, oltre a confermare uno strano stato di agitazione che mi capitava ultimamente ogni volta che mi trovavo con lei. Avevo notato in me questa specie di imbarazzo infantile, quella sensazione che ti fa vagliare ogni parola per la paura che sia inopportuna. Essere se stessi attraverso il filtro Ludwig, più a fuoco, più contrasto, più nitidezza e presenza. Perchè lo facciamo? Siamo l'animale Alpha a caccia? Siamo a teatro e dobbiamo emozionare? Forse siamo entità non troppo complesse che hanno davvero il bisogno di essere comprese, accettate, completate.
Ripartii lentamente, probabilmente perchè non riuscivo a non guardarla, forse anche incredulo dell'incontro fortuito e felice di averla a bordo.
- Stai andando a casa?
- Si tornavo a casa.. tu? lavoro?
- In realta per oggi ho finito, purtroppo dovrò aiutare mia sorella per il trasloco, sono ancora sul furgone per questo.
- ah, non ti invidio proprio pensa - disse ridendo
- Mi invidierai ancora meno se aggiungo che si trasferisce in un paesino sperduto a nord di Roma, devo andare lì.
- Cavolo proprio una simpatica giornata! no io invece arriverò a casa, farò due coccole a cane e gatti, metterò una tuta e mi preparerò un the.
Ecco il the era una delle sue peculiarità, uno dei tratti distintivi quanto lo era il suo colore di capelli o l'odore della sua pelle. L'avevo conosciuta un bel pò di tempo prima, probabilmente ne avrà avuta una tazza in mano e ricordo di aver pensato che questa tipa così pacata e dolce assumenva in realtà molta più teina dell'intero fabbisogno mensile di un qualsiasi inglese del Kent, figuriamoci rispetto ad un semplice caffeinomane come me. E tra animali notturni, divoratori insonni, probabilmente ci si riconosce.
Continuai a guidare verso casa sua che sfortunatamente era abbastanza vicina, scambiammo altre chiacchiere che potevano servirmi come viatico per la lunga e faticosa giornata, una spensieratezza che poteva solamente alleggerire i chilometri che mi separavano da Roma.
Non so dire come successe esattamente, se arrivai a supplicarla o se bastò la vaga idea di fermarsi da Ikea, ricordo però distintamente che una mezz'oretta più tardi eravamo ancora in viaggio a parlare e scherzare, alla volta della mia onerosa destinazione.
Fu probabilmente l'happening di due unità, l'integrazione di due solitudini. Parlammo di tutto, ne avevamo il bisogno, avevamo bisogno di comunicarci aprirci scambiare e distrarci, ci prendemmo in giro perchè dovevamo conoscerci ancora ed ancora, ci confrontammo per capire certi segnali che evidentemente stavamo cercando. Due timidezze sul ring, l'incontro iniziato con una danza di studio dell'altro, per cercare di non abbassare la guardia troppo presto oppure attaccare senza aver rispettato i tempi dell'onorevole avversario.
Con una pazienza ineguale, una calma inespressa, affiancò la mia persona tutto il giorno fino a sera, nei mille e mille imprevisti ed ansie che solamente un trasloco "alla mia sorella" poteva creare, accompagnando ogni azione con quel suo sorriso lucido ed intenso tanto da farti venir voglia di fermare tutto e godersi una complicità nuova, inaspettata, fatale.
Con questi pensieri caricai la schiena, spostai mobili, guidai, parcheggiai e guidai nuovamente, affrontai in famiglia discorsi tecnici che forse non mi interessavano, ma quella leggerezza e quel sorriso interno non accennavano a scemare.
Arrivò il momento di congedarsi dallo stress, arrivò il momento in cui, a furgone carico, si poteva intravedere la luce alla fine dei lavori forzati. Eravamo stanchi, provati, avevamo fatto il pieno di parole ed azioni altrui ma era finalmente giunto il momento di dedicarsi un altro pò a noi.
Due pipistrelli si inseguivano tra le fronde dei pochi alberi di quel borgo residenziale, le poche e deboli luci illuminavano a malapena il piazzale del parcheggio. Ebbi il tempo di valutare quel nuovo cambiamento di vita di mia sorella, che mi parve assurdo. Però i pipistrelli continuavano a volteggiare ed inseguirsi, non era tutto poi così assurdo. Possiamo passare una vita a cercare di prendere quel che vogliamo o desideriamo, a volte ce ne facciamo una vaga idea e più raramente lo raggiungiamo, però magari in maniera casuale e senza alcuna aspettativa. Altro assurdo, volere non era potere? Evidentemente la bellezza sta proprio nell'inaspettato, l'emozione risiede nella sorpresa, nel mistero.
Il mezzo era fermo e spento al cancello, attendevo l'ok per partire con gli ultimi oggetti.
Ci guardammo ancora come fosse la prima volta, poi avvicinò la sua bocca alla mia e ci baciammo. Inutile provi a descrivere oltre.
Credo sia stato un attimo di eternità, perchè era quello che avevo desiderato per tanto tempo, era quello che non avevo avuto il coraggio di fare da altrettanto tanto tempo, come spesso mi capitava quando avevo una preoccupante inclinazione verso una ragazza. Bloccato in un photo-finish, colto sul fatto e rapito nel giro di qualche secondo.
Poi ci staccammo, lo sguardo mio incredulo ed il suo quasi beffardo, e mi prese un pò in giro perchè ci rendemmo conto, non fosse stato per la sua intraprendenza forse ci saremmo cercati in un loop infinito.
Mentre inseguivo ogni movimento delle sue pupille nocciola, mi entusiasmavo per ogni riflesso che poteva sembrare una lucida lacrima, mentre cadevo inesorabilmente per perdermi in lei, mentre ogni odore di professionalità scompariva da quell'abitacolo freddo e spoglio, mentre guardavo i suoi capelli tra le mie dita, mi chiese cosa pensavo di questo avvenimento, chiese risposte sincere perchè non si vive di sole favole, e tutti sappiamo quanto possa far male illudersi che qualcosa di vero e così bello sia avvenuto per poi rivelarsi un fuoco fatuo, la casualità ed il bisogno a banchetto, nell'attesa di deridere gli astanti appena finita la portata principale. Chiese il significato, i trascorsi, chiese sincerità e protezione mentre mi porgeva i cristalli del suo cuore.
Ecco, fa attenzione, così, piano.
Mi ero trovato talmente preso che quel giorno non avevo fumato neanche una sigaretta.
Non credo pensai molto alle risposte che sentivo fluire nelle parole: erano li, tuffatrici sul bordo, evoluzioni studiate e ripetute nel tempo perchè appassionanti, emozionanti.
Le risposi che si, questa era una cosa vera, la cosa che volevo da tempo ma non avevo ancora metabolizzato: desideravo davvero stare con lei.
E giurai a lei prima, poi a me stesso, che avrei trattato quella creatura con tutta l'attenzione e l'amore di cui mi ritenevo capace. Ed il cielo mi è testimone, avrei fatto e farei di tutto pur di starle accanto e dirle sempre quanto significa per me.
Se dovessi incontrarla di nuovo, come allora, in strada, riconoscendone il passo sfuggente.
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giovedì, febbraio 27, 2014
(21/02) 2014 l'anno del compasso
Contatto.

Vi dirò com' è andata.
Mentre capite che un grandangolo può suggerire alla mente un esploso enorme rispetto al misero teatro che avete davanti, vi rendete contemporaneamente conto del fatto che anche questo spettacolo sarà una enorme bolla televisiva. Una voce fuori ha già iniziato a ripetere "signori solo altri due minuti signori prego seduti" troppe volte, il volteggio degli abiti estremi - a volte terribili a volte solo naive, e l'invasione delle tette puntute ingioiellate truccate, come negli anni gloriosi in cui -forse- questo Ariston aveva una gloria.
Teste mature su corpi non loro, urlano oppure scattano, immagine immagine immagine "forse meglio se mi metto che dietro si legge POLTRONISSIME".
Eccolo, minuto, il direttore del circo. applaudono il suo medio saluto, i suoi medi auguri, le sue medie didascaliche osservazioni. cronaca di una morte annunciata.
Noioso, perbenista, lento, retorico, ti seguono i degenti d'ospedale cercando di capire se vali un vello come quello che ti è stato pagato.
Siete ora privi di qualsiasi riferimento. il varietà offre un menù da Domenica In condensato in meno ore, è stato decongelato un mago illusionista dicono, poi canta qualcuno ah si è il figlio noiosissimo di un padre noiosissimo che ha scritto una litanìa che la dovete riascoltare perchè la scuola genovese e mia madre si innamorò ed io ve la rifaccio che se commuovo vinco.
Fiumi di parole incrociate, la scaletta viaggia serrata e una donna in galleria urla "300 euro per non vedere nienteeeeeee" e dal palco una risposta a caso. non preoccupatevi. avete già sentito che i tentati suicidi sono stati passati durante la serata d'apertura. avete evitato con questa furbata della semifinale anche l'ospite politico. sapete già che questo spettacolo si fa carico morale della situazione in cui verte il paese intero e lo si vede benissimo dalla mancanza di fiori nella scenografia. avete appreso in 1,274 secondi che un cantante di un gruppo degli anni '70 è scomparso pochi istanti prima in un incidente stradale ma adesso pubblicità.
La valletta è meno bella di quelle oche strapagate che non sanno parlare questa si che fa ridere mentre decide da dove entrare e cambia d'abito e sviluppa le gag che porco mondo come fa ridere. Avrete anche il momento dello scandalo, sacrilegio un cantautore tra i big ha infranto le regole del santo festival quindi dovrà essere messo alla gogna, ma ti prego caro autore disonesto, torna a trovarci domani che la ribalta non si nega a nessuno e cazzo quanto ci dispiace ma devi proprio andare fuori dalla gara che qui non siamo a perdere tempo con dei brani editi nella parrocchia del quartiere. ma già ti volevamo bene, potresti avere un futuro, magari iscriviti l'anno prossimo.
Ora però canta lui in persona ssshh proprio lui, che credevate che il reparto archeologia di mamma SIAE si perdesse ad inseguir farfalle. quindici minuti di ricerca della tonalità per lui, quindici(alla n) della celebrità che si è rubato con una sola canzone scritta, per parlare intonando coperto da una valanga di pianoforte che bravissimo il pianista ma quando canta questo.
Tra un "entra di qua" ed un colpetto che ancora non hai imparato a star sotto il riflettore e guardare in camera, tra un 'lo annuncio io' ma 'no questa era la mia battuta del momento', lo show procede inesorabile lungo le sue 4 ore. Ed i due pietosi sul palco lo fanno notare, abbiamo un'età qui, come voi in sala e voi a casa tutti, mica si può continuare la televisione fino oltre le 23...quasi sbadigliano, gli duole moltissimo dover presentare le nuove proposte che nuove è una parola davvero blasonata nella modernità.
i così chiamati BIG si susseguono tronfi delle loro cover, stasera che sera, rifiorisce ad libitum la musica leggera italiana. sono tutti ma proprio tutti accompagnati da ospiti ancora più BIG che non è mai abbastanza. allora l'ex cantante di un ex-gruppo spunta insieme ad un attore ed una modella che suonano rispettivamente batteria e basso il che ci porta alla conclusione che la musica è proprio per cani e porci. infatti un altro attore attempato e visibilmente ubriaco fa da spalla ad una specie di muppet con un flanger in bocca, sbagliando totalmente il brano ma il bello della diretta e Sanremo è Sanremo, poi è la volta di un big meno big insieme ad uno che mascherato si propone come un big di altro settore, quello alternativo quindi ora spopolerò anche nel mainstream e per farvi vedere quanto valgo invito a suonare la batteria uno che famoso e famigerato lo è davvero, però qui fa la figura del cane pastore senza gregge.
Ospiti internazionali quindi, che sollievo. peccato che a medioman e valletta non siano stati pagati sufficienti rimborsi per imparare un pò di lingua straniera -che mica nella vita uno si può ammazzare di lavoro senza motivo- e allora ciao grazie grande abbiamo qui con noi tommy lì come stai ti piace l'Italia e la pizza e per finire, si deve passare alla fase ultima, prima delle ATTESISSIME premiazioni.
L'ospite viene presentato leggendo le ultime righe dell'ultima cartelletta, stanchi che solo dopo 8 ore in miniera ci si sente così stanchi - ma guarda se questa esibizione la si può passare dopo la mezzanotte meledetti autori- e quindi ecco finalmente gli unici 12 minuti di vera musica (probabilmente) dell'intera manifestazione.altro ospite internazionale ma è il momento di andare avanti, il tuo bisnonno aveva origini italiane quindi tu parlerai benissimo italiano, cosa ti piace, hai girato per la città, il tuo nuovo singolo lo presentavi qui stasera e grazie della presenza e la pizza si è buonissima e le donne beh le italiane sono insuperabili e vabbè adesso però accomodati che dobbiamo andare a casa.
Signori e signore, ecco il vincitore. con un sottinteso "abbiamo-dovuto-sdoganare-stocazzo-di-RAP" ecco a voi il ragazzetto bravo bravo che viene dalla terra dei fuochi che però lui mica spara lui si esprime col rap e a forza di parole in rima è arrivato al cuore della gente, che bravo che è e che bel business è il rap ma quanto ci farà mangiare già sto contando il contante.
Hanno passato la dogana le canne, i tatuaggi, le creste i piercing non vedo perché non il rap. figli e pronipoti di mtv che passano per la rai in elegante scivolata quasi che non ve ne accorgete. uscendo dal teatro in preda a convulsioni da sbadiglio, le persone accalcate a caccia di celebrità riescono a confondervi con attori o cantanti a caso mentre voi starete pensando a dove/cosa mangiare e quanto il parcheggio esclusivo custodito del teatro avrà prosciugato la vostra carta di credito.
Vi ritroverete in strada a pensare a quanto rimpiangete il Festivalbar.
Compasso

Il teatro Ariston di Sanremo, credo come tutti i teatri visti in tv o gli studi televisivi stessi, è davvero piccolo e vecchio.Si, vecchio, non vintage o antico. Le locandine appese, le bacheche dorate di alluminio, i pavimenti ed i bagni, le sedie come il bar o le insegne, tutto sa di bar-sport. Frequentato a questo punto solamente nella settimana del Santo festival, forse un paio di giorni di attività per il Premio Tenco (che alcuni rumors danno per prossimo alla chiusura), vanta un bestiario umano davvero notevole. Sarete a disagio anche se ultra-settantenni. Nella serata della semifinale dell'edizione 2014, di venerdì, questo bestiario a quanto pare si espande raggiungendo livelli estremi di velinismo, nota malattia della modernità che riduce le persone a mere sagome da scatto digitale e le spinge, nei casi incurabili, all'avvicinamento di celebrità vere o presunte, di modo che l'aura di queste possa trasmettersi o almeno il loro manager possa decidere di fare un'avance. Ma veniamo all'evento.
Fabio Fazio, per l'ennesima volta presentatore del festival, è personaggio stanco e poco carismatico. Le sue battute -sarà colpa degli autori- sono del livello dei film di Fabio Volo. nota bene: dei film di Volo. Un democristiano al fronte. Ma con un conto in banca accresciuto di €600.000 per sole 5 serate.
Lo spettacolo somiglia, anzi, è l'estensione di Fazio. Un po' come vedere un episodio del Bagaglino ma più lungo del solito. Battute a salve sulla politica, sul sociale, sulla crisi, nemmeno un accenno biografico o critico -critico!- su ospiti o cantanti in gara. La presenza del Mago Silvan e poi il cameo di Gino Paoli illustrano bene la ventata di novità che il festival ci porta. Il primo entra giustificando subito la sua lunga assenza dalla tv per via delle sue costanti turnè a Las Vegas dove va fortissimo, il secondo come già detto, è il fantasma di sé e come cantante beh..a ognuno i suoi pareri in proposito.
Così mentre si alternano esecuzioni di dubbio gusto (la versione di Nel blu dipinto di blu di Gualazzi con Bloody Beetroots e Tommy Lee dei Motley Crue è davvero imbarazzante, della versione di DeAndrè di un pezzo di DeAndrè vorrei evitare di parlare) apprendiamo al volo e decontestualizzata la notizia della morte per incidente di F. Di Giacomo cantante del Banco Del Mutuo Soccorso. Decontestualizzata perché appena accennata e priva di sentimenti o risonanza sulla serata. Ma si sa, quelli del progressive non contano. Viva la musica leggera.
E la comicità innocua della prima serata. La Littizzetto è, assecondando il tenore del festival, innocua e meno simpatica del solito. Sarà che l'abbiamo sopportata sempre in pillole ed ora invece…
Viene poi la volta dello scandalo-momento. Riccardo Sinigallia squalificato perché qualcuno avrebbe segnalato l'avvenuta esecuzione del pezzo un anno prima del Sanremo. Trattandosi di una rassegna di inediti, la cosa risulta inaccettabile e le regole sono regole. Peccato.
Quattro ore sono lunghe, come questo articolo direte, ma ci tengo a delineare bene il tutto affinché possiate correre a prenotare il biglietto per la prossima edizione. E poi se siete arrivati fino a qui è che, in fondo, Sanremo oppure il gossip, vi stuzzica.
In questo tempo lunghissimo gli stessi presentatori più volte ripetono che sono stanchi e che preferirebbero essere a casa con i loro cagnetti. Ripetiamo, €600.000 Fazio, €370.000 Littizzetto per le 5 serate, euro più euro meno.
I big con le loro versioni di pezzi famosi vanno dal cantante de Le Vibrazioni con Scamarcio alla batteria a Giusy Ferreri con Alessandro Haber (!) passando per Antonella Ruggiero con Digiensemble Berlin e Frankie HiNrg con Fiorella Mannoia. In tutto questo la giuria di qualità presidiata dal regista Virzì e composta da personaggi più o meno legati alla musica si prepara a votare giudicando soprattutto le nuove proposte di cui abbiamo i quattro finalisti con codice 1 2 3 4 se volete mandate un sms al costo di solo €1,02 astenersi minorenni.
Si esibiscono Zibba, scuola genovese, Diodato, cantautore malinconico, TheNiro penalizzato anche da un audio pessimo nella sua esibizione indie, Rocco Hunt, baby rapper napoletano.
Prima del finale al cardiopalma, viene pigramente invitato ad esibirsi Paolo Nutini, che effettivamente tra una Caruso intonata con pronuncia dubbia ma grande voce, Candy altro suo classico e Scream per lanciare il nuovo album, si pone una spanna più in alto di tutta la qualità finora sciorinata liberamente. Bene il sound, bene i brani, bene lui.
Ma come per tutti gli ospiti non italofoni, viene incalzato da domande ed osservazioni in italiano proprio perché a noi, di assumere gente che sappia anche un minimo di inglese, non va giù. Prima che lo chiediate, il cache dell'interprete è stato assorbito dalla parcella dei presentatori e probabilmente investito per le mirabolanti imprese di Silvan.
Il resto è già storia antica. Rocco Hunt ha vinto, perché in qualche modo qualcuno doveva pur istituzionalizzare questo benedetto rap, e farlo passare attraverso Sanremo poteva e doveva essere la mossa giusta. Se poi questo passe-partout è anche del sud, povero sud, sofferente sud senza lavoro, violento ma di cuore allora…il quadro è perfetto. Tutti uniti, almeno per Sanremo ed i Mondiali di calcio. Che tenerezza.

Vi dirò com' è andata.
Mentre capite che un grandangolo può suggerire alla mente un esploso enorme rispetto al misero teatro che avete davanti, vi rendete contemporaneamente conto del fatto che anche questo spettacolo sarà una enorme bolla televisiva. Una voce fuori ha già iniziato a ripetere "signori solo altri due minuti signori prego seduti" troppe volte, il volteggio degli abiti estremi - a volte terribili a volte solo naive, e l'invasione delle tette puntute ingioiellate truccate, come negli anni gloriosi in cui -forse- questo Ariston aveva una gloria.
Teste mature su corpi non loro, urlano oppure scattano, immagine immagine immagine "forse meglio se mi metto che dietro si legge POLTRONISSIME".
Eccolo, minuto, il direttore del circo. applaudono il suo medio saluto, i suoi medi auguri, le sue medie didascaliche osservazioni. cronaca di una morte annunciata.
Noioso, perbenista, lento, retorico, ti seguono i degenti d'ospedale cercando di capire se vali un vello come quello che ti è stato pagato.
Siete ora privi di qualsiasi riferimento. il varietà offre un menù da Domenica In condensato in meno ore, è stato decongelato un mago illusionista dicono, poi canta qualcuno ah si è il figlio noiosissimo di un padre noiosissimo che ha scritto una litanìa che la dovete riascoltare perchè la scuola genovese e mia madre si innamorò ed io ve la rifaccio che se commuovo vinco.
Fiumi di parole incrociate, la scaletta viaggia serrata e una donna in galleria urla "300 euro per non vedere nienteeeeeee" e dal palco una risposta a caso. non preoccupatevi. avete già sentito che i tentati suicidi sono stati passati durante la serata d'apertura. avete evitato con questa furbata della semifinale anche l'ospite politico. sapete già che questo spettacolo si fa carico morale della situazione in cui verte il paese intero e lo si vede benissimo dalla mancanza di fiori nella scenografia. avete appreso in 1,274 secondi che un cantante di un gruppo degli anni '70 è scomparso pochi istanti prima in un incidente stradale ma adesso pubblicità.
La valletta è meno bella di quelle oche strapagate che non sanno parlare questa si che fa ridere mentre decide da dove entrare e cambia d'abito e sviluppa le gag che porco mondo come fa ridere. Avrete anche il momento dello scandalo, sacrilegio un cantautore tra i big ha infranto le regole del santo festival quindi dovrà essere messo alla gogna, ma ti prego caro autore disonesto, torna a trovarci domani che la ribalta non si nega a nessuno e cazzo quanto ci dispiace ma devi proprio andare fuori dalla gara che qui non siamo a perdere tempo con dei brani editi nella parrocchia del quartiere. ma già ti volevamo bene, potresti avere un futuro, magari iscriviti l'anno prossimo.
Ora però canta lui in persona ssshh proprio lui, che credevate che il reparto archeologia di mamma SIAE si perdesse ad inseguir farfalle. quindici minuti di ricerca della tonalità per lui, quindici(alla n) della celebrità che si è rubato con una sola canzone scritta, per parlare intonando coperto da una valanga di pianoforte che bravissimo il pianista ma quando canta questo.
Tra un "entra di qua" ed un colpetto che ancora non hai imparato a star sotto il riflettore e guardare in camera, tra un 'lo annuncio io' ma 'no questa era la mia battuta del momento', lo show procede inesorabile lungo le sue 4 ore. Ed i due pietosi sul palco lo fanno notare, abbiamo un'età qui, come voi in sala e voi a casa tutti, mica si può continuare la televisione fino oltre le 23...quasi sbadigliano, gli duole moltissimo dover presentare le nuove proposte che nuove è una parola davvero blasonata nella modernità.
i così chiamati BIG si susseguono tronfi delle loro cover, stasera che sera, rifiorisce ad libitum la musica leggera italiana. sono tutti ma proprio tutti accompagnati da ospiti ancora più BIG che non è mai abbastanza. allora l'ex cantante di un ex-gruppo spunta insieme ad un attore ed una modella che suonano rispettivamente batteria e basso il che ci porta alla conclusione che la musica è proprio per cani e porci. infatti un altro attore attempato e visibilmente ubriaco fa da spalla ad una specie di muppet con un flanger in bocca, sbagliando totalmente il brano ma il bello della diretta e Sanremo è Sanremo, poi è la volta di un big meno big insieme ad uno che mascherato si propone come un big di altro settore, quello alternativo quindi ora spopolerò anche nel mainstream e per farvi vedere quanto valgo invito a suonare la batteria uno che famoso e famigerato lo è davvero, però qui fa la figura del cane pastore senza gregge.
Ospiti internazionali quindi, che sollievo. peccato che a medioman e valletta non siano stati pagati sufficienti rimborsi per imparare un pò di lingua straniera -che mica nella vita uno si può ammazzare di lavoro senza motivo- e allora ciao grazie grande abbiamo qui con noi tommy lì come stai ti piace l'Italia e la pizza e per finire, si deve passare alla fase ultima, prima delle ATTESISSIME premiazioni.
L'ospite viene presentato leggendo le ultime righe dell'ultima cartelletta, stanchi che solo dopo 8 ore in miniera ci si sente così stanchi - ma guarda se questa esibizione la si può passare dopo la mezzanotte meledetti autori- e quindi ecco finalmente gli unici 12 minuti di vera musica (probabilmente) dell'intera manifestazione.altro ospite internazionale ma è il momento di andare avanti, il tuo bisnonno aveva origini italiane quindi tu parlerai benissimo italiano, cosa ti piace, hai girato per la città, il tuo nuovo singolo lo presentavi qui stasera e grazie della presenza e la pizza si è buonissima e le donne beh le italiane sono insuperabili e vabbè adesso però accomodati che dobbiamo andare a casa.
Signori e signore, ecco il vincitore. con un sottinteso "abbiamo-dovuto-sdoganare-stocazzo-di-RAP" ecco a voi il ragazzetto bravo bravo che viene dalla terra dei fuochi che però lui mica spara lui si esprime col rap e a forza di parole in rima è arrivato al cuore della gente, che bravo che è e che bel business è il rap ma quanto ci farà mangiare già sto contando il contante.
Hanno passato la dogana le canne, i tatuaggi, le creste i piercing non vedo perché non il rap. figli e pronipoti di mtv che passano per la rai in elegante scivolata quasi che non ve ne accorgete. uscendo dal teatro in preda a convulsioni da sbadiglio, le persone accalcate a caccia di celebrità riescono a confondervi con attori o cantanti a caso mentre voi starete pensando a dove/cosa mangiare e quanto il parcheggio esclusivo custodito del teatro avrà prosciugato la vostra carta di credito.
Vi ritroverete in strada a pensare a quanto rimpiangete il Festivalbar.
Compasso

Il teatro Ariston di Sanremo, credo come tutti i teatri visti in tv o gli studi televisivi stessi, è davvero piccolo e vecchio.Si, vecchio, non vintage o antico. Le locandine appese, le bacheche dorate di alluminio, i pavimenti ed i bagni, le sedie come il bar o le insegne, tutto sa di bar-sport. Frequentato a questo punto solamente nella settimana del Santo festival, forse un paio di giorni di attività per il Premio Tenco (che alcuni rumors danno per prossimo alla chiusura), vanta un bestiario umano davvero notevole. Sarete a disagio anche se ultra-settantenni. Nella serata della semifinale dell'edizione 2014, di venerdì, questo bestiario a quanto pare si espande raggiungendo livelli estremi di velinismo, nota malattia della modernità che riduce le persone a mere sagome da scatto digitale e le spinge, nei casi incurabili, all'avvicinamento di celebrità vere o presunte, di modo che l'aura di queste possa trasmettersi o almeno il loro manager possa decidere di fare un'avance. Ma veniamo all'evento.
Fabio Fazio, per l'ennesima volta presentatore del festival, è personaggio stanco e poco carismatico. Le sue battute -sarà colpa degli autori- sono del livello dei film di Fabio Volo. nota bene: dei film di Volo. Un democristiano al fronte. Ma con un conto in banca accresciuto di €600.000 per sole 5 serate.
Lo spettacolo somiglia, anzi, è l'estensione di Fazio. Un po' come vedere un episodio del Bagaglino ma più lungo del solito. Battute a salve sulla politica, sul sociale, sulla crisi, nemmeno un accenno biografico o critico -critico!- su ospiti o cantanti in gara. La presenza del Mago Silvan e poi il cameo di Gino Paoli illustrano bene la ventata di novità che il festival ci porta. Il primo entra giustificando subito la sua lunga assenza dalla tv per via delle sue costanti turnè a Las Vegas dove va fortissimo, il secondo come già detto, è il fantasma di sé e come cantante beh..a ognuno i suoi pareri in proposito.
Così mentre si alternano esecuzioni di dubbio gusto (la versione di Nel blu dipinto di blu di Gualazzi con Bloody Beetroots e Tommy Lee dei Motley Crue è davvero imbarazzante, della versione di DeAndrè di un pezzo di DeAndrè vorrei evitare di parlare) apprendiamo al volo e decontestualizzata la notizia della morte per incidente di F. Di Giacomo cantante del Banco Del Mutuo Soccorso. Decontestualizzata perché appena accennata e priva di sentimenti o risonanza sulla serata. Ma si sa, quelli del progressive non contano. Viva la musica leggera.
E la comicità innocua della prima serata. La Littizzetto è, assecondando il tenore del festival, innocua e meno simpatica del solito. Sarà che l'abbiamo sopportata sempre in pillole ed ora invece…
Viene poi la volta dello scandalo-momento. Riccardo Sinigallia squalificato perché qualcuno avrebbe segnalato l'avvenuta esecuzione del pezzo un anno prima del Sanremo. Trattandosi di una rassegna di inediti, la cosa risulta inaccettabile e le regole sono regole. Peccato.
Quattro ore sono lunghe, come questo articolo direte, ma ci tengo a delineare bene il tutto affinché possiate correre a prenotare il biglietto per la prossima edizione. E poi se siete arrivati fino a qui è che, in fondo, Sanremo oppure il gossip, vi stuzzica.
In questo tempo lunghissimo gli stessi presentatori più volte ripetono che sono stanchi e che preferirebbero essere a casa con i loro cagnetti. Ripetiamo, €600.000 Fazio, €370.000 Littizzetto per le 5 serate, euro più euro meno.
I big con le loro versioni di pezzi famosi vanno dal cantante de Le Vibrazioni con Scamarcio alla batteria a Giusy Ferreri con Alessandro Haber (!) passando per Antonella Ruggiero con Digiensemble Berlin e Frankie HiNrg con Fiorella Mannoia. In tutto questo la giuria di qualità presidiata dal regista Virzì e composta da personaggi più o meno legati alla musica si prepara a votare giudicando soprattutto le nuove proposte di cui abbiamo i quattro finalisti con codice 1 2 3 4 se volete mandate un sms al costo di solo €1,02 astenersi minorenni.
Si esibiscono Zibba, scuola genovese, Diodato, cantautore malinconico, TheNiro penalizzato anche da un audio pessimo nella sua esibizione indie, Rocco Hunt, baby rapper napoletano.
Prima del finale al cardiopalma, viene pigramente invitato ad esibirsi Paolo Nutini, che effettivamente tra una Caruso intonata con pronuncia dubbia ma grande voce, Candy altro suo classico e Scream per lanciare il nuovo album, si pone una spanna più in alto di tutta la qualità finora sciorinata liberamente. Bene il sound, bene i brani, bene lui.
Ma come per tutti gli ospiti non italofoni, viene incalzato da domande ed osservazioni in italiano proprio perché a noi, di assumere gente che sappia anche un minimo di inglese, non va giù. Prima che lo chiediate, il cache dell'interprete è stato assorbito dalla parcella dei presentatori e probabilmente investito per le mirabolanti imprese di Silvan.
Il resto è già storia antica. Rocco Hunt ha vinto, perché in qualche modo qualcuno doveva pur istituzionalizzare questo benedetto rap, e farlo passare attraverso Sanremo poteva e doveva essere la mossa giusta. Se poi questo passe-partout è anche del sud, povero sud, sofferente sud senza lavoro, violento ma di cuore allora…il quadro è perfetto. Tutti uniti, almeno per Sanremo ed i Mondiali di calcio. Che tenerezza.
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venerdì, dicembre 20, 2013
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lunedì, marzo 18, 2013
cauto incedere
sottofondo: Sigur Ros - Hoppipolla

...il nostro protagonista incede nei passi cercando di scacciare i pensieri funesti che attanagliano la sua gola.
ha freddo, sente di essere inadeguato a quel clima gelido, ma sa anche che non è la pioggia a fargli quell'effetto.
lei ha aperto il suo cuore, nel momento stesso in cui egli si lasciava andare alla deriva di un sentimento schiacciante. schiacciante e prepotente, di una piacevole invasività.
le sue parole suonarono quasi familiari, suonarono come una firma in calce ad una unione di anime inquiete
familiari come il suono del tiro della sigaretta notturna, così sommesso, così sfuggente ma pur sempre implicito nel tabagista.
ora la paura, più di tutte, è la padrona della scena...nel momento stesso in cui si apre il fatidico vaso di Pandora, ognuno in cuor suo sa che le cose possono cambiare
soprattutto per lei, semmai dovesse scoprire che parlargli le ha fatto male,
e non le rende le cose più semplici, non scivola la fiducia come fino al giorno prima ma complica una relazione così travolgente da non lasciar feriti, così slavina da oltrepassare ogni preconcetto.
il suo sguardo, quello serio, quello molto serio coperto appena dal velo della tristezza di chi adulto si è ritrovato per un istante in un istante
lo aveva distrutto come poteva esserlo una chiglia di un veliero dopo una cannonata.
la paura che può non farle vedere quanto una lacrima possa spiegare meglio di mille parole
la paura di non essere trattata con il rispetto che merita e che ha avuto fino al momento immediatamente precedente.
la stessa paura che lui applica alle cose per non romperle, il timore di tante operazioni a cuore aperto alle quali non ci si è mai abituati.
il tempo che resta, speso nell'attesa di un segnale.
il tempo che resta, passato al ritmo dei tasti mentre scrive di getto nel silenzio inopportuno. vorrebbe che il telefono squillasse, vorrebbe che una chat si aprisse, per la prima volta forse dopo anni.
il silenzio può logorare come l'acqua, se lasciato a se stesso nell'imbarazzo dell'attesa.
poi il telefono squilla.
genuino stupore. non è un call center di telefonia mobile.
dall'altra parte c'è lei, a confermare che la paura, se si vuole, si può affrontare.
che il tempo speso a crescere, ogni tanto, è stato utile a rafforzare un'anima fragile.
[…]

...il nostro protagonista incede nei passi cercando di scacciare i pensieri funesti che attanagliano la sua gola.
ha freddo, sente di essere inadeguato a quel clima gelido, ma sa anche che non è la pioggia a fargli quell'effetto.
lei ha aperto il suo cuore, nel momento stesso in cui egli si lasciava andare alla deriva di un sentimento schiacciante. schiacciante e prepotente, di una piacevole invasività.
le sue parole suonarono quasi familiari, suonarono come una firma in calce ad una unione di anime inquiete
familiari come il suono del tiro della sigaretta notturna, così sommesso, così sfuggente ma pur sempre implicito nel tabagista.
ora la paura, più di tutte, è la padrona della scena...nel momento stesso in cui si apre il fatidico vaso di Pandora, ognuno in cuor suo sa che le cose possono cambiare
soprattutto per lei, semmai dovesse scoprire che parlargli le ha fatto male,
e non le rende le cose più semplici, non scivola la fiducia come fino al giorno prima ma complica una relazione così travolgente da non lasciar feriti, così slavina da oltrepassare ogni preconcetto.
il suo sguardo, quello serio, quello molto serio coperto appena dal velo della tristezza di chi adulto si è ritrovato per un istante in un istante
lo aveva distrutto come poteva esserlo una chiglia di un veliero dopo una cannonata.
la paura che può non farle vedere quanto una lacrima possa spiegare meglio di mille parole
la paura di non essere trattata con il rispetto che merita e che ha avuto fino al momento immediatamente precedente.
la stessa paura che lui applica alle cose per non romperle, il timore di tante operazioni a cuore aperto alle quali non ci si è mai abituati.
il tempo che resta, speso nell'attesa di un segnale.
il tempo che resta, passato al ritmo dei tasti mentre scrive di getto nel silenzio inopportuno. vorrebbe che il telefono squillasse, vorrebbe che una chat si aprisse, per la prima volta forse dopo anni.
il silenzio può logorare come l'acqua, se lasciato a se stesso nell'imbarazzo dell'attesa.
poi il telefono squilla.
genuino stupore. non è un call center di telefonia mobile.
dall'altra parte c'è lei, a confermare che la paura, se si vuole, si può affrontare.
che il tempo speso a crescere, ogni tanto, è stato utile a rafforzare un'anima fragile.
[…]
lunedì, luglio 23, 2012
Politicamente scurrile
sottofondo : 'More Human Than Human' - White Zombie
- Ciao io sono Elena.
- Piacere, V.
- volevo parlarti del quartiere, la casa...insomma un pò di robe..è la seconda volta che vengo a Londra e pensavo...
- dimmi, son qua apposta.
- è che...ieri sera tornavo dal supermarket ed ero in questa strada laterale...ma..la zona che mi hai consigliato, è tranquilla?
- in che senso? cioè, è molto controllata sicuramente..quindi mi azzarderei a dire di si.
- è che...cioè...è piena di extracomunitari!
- ...
TRUE STORY
- Ciao io sono Elena.
- Piacere, V.
- volevo parlarti del quartiere, la casa...insomma un pò di robe..è la seconda volta che vengo a Londra e pensavo...
- dimmi, son qua apposta.
- è che...ieri sera tornavo dal supermarket ed ero in questa strada laterale...ma..la zona che mi hai consigliato, è tranquilla?
- in che senso? cioè, è molto controllata sicuramente..quindi mi azzarderei a dire di si.
- è che...cioè...è piena di extracomunitari!
- ...
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domenica, settembre 25, 2011
tardo antico
sottofondo: un motivetto solare che non ricordo bene.

in quest'aria fumosa e ansiogena la mia mente continua a sussurrare questa canzone.credo sia molto vecchia,di una pop band,ma non ricordo altro.
il fatto è che come ci si aspetta in certi ambienti o situazioni, non so, si da più per scontata una serietà, un contegno o una leggera repressione di clericale aroma. nulla di ufficiale,nulla di sensazionale, una scena ordinaria ma pur sempre stucchevole in cui non riesco ad evitare di pensare a quel motivo -ma ti pare il momento questo?-
la risposta che mi sono dato è che il mio povero cigolante ingranaggio vada in loop quando una discussione arriva al paradosso della triplice ripetizione. un deja vu su due diversi livelli, oppure se preferite, un b-movie carente di montaggio -anche se continuo ad adorare le scene dell'insetto gigante tagliuzzate e ripetute per dare enfasi alla strage-.
funziona più o meno così. l'interlocutore ha a che fare con un problema, o quello che sembra essere un grosso problema. in questo preciso istante mi stai parlando, io ti conosco si,decisamente sei collocato nella mia vita e tieni al tuo discorso in maniera così sanguigna che non posso non commentare, dovrò dare un contributo. non mi basterà un cenno affermativo della testa, non me la caverò con un mero "si,certo". ecco procedi lentamente verso un'esplosione scenica alla quale dovrei rimanere in choc o chessò, almeno meravigliarmi. il fatto però è che ho vissuto questo molte volte,forse questa vita non ha nemmeno l'esclusiva sul ricordo. ho tentato di capire e di carpire certe emozioni, ma ho imparato troppo presto che, se non cerco lo scontro, non voglio nemmeno vivere il problema. ora me ne vuoi passare uno, ma la mia alienazione è talmente avanzata che non riesco più a distinguere tra i rumori nella mia testa.
in quest'aria fumosa e ansiogena la mia mente continua a sussurrare questa canzone.credo sia molto vecchia,di una pop band,ma non ricordo altro.
il fatto è che come ci si aspetta in certi ambienti o situazioni, non so, si da più per scontata una serietà, un contegno o una leggera repressione di clericale aroma. nulla di ufficiale,nulla di sensazionale, una scena ordinaria ma pur sempre stucchevole in cui non riesco ad evitare di pensare a quel motivo -ma ti pare il momento questo?-
la risposta che mi sono dato è che il mio povero cigolante ingranaggio vada in loop quando una discussione arriva al paradosso della triplice ripetizione. un deja vu su due diversi livelli, oppure se preferite, un b-movie carente di montaggio -anche se continuo ad adorare le scene dell'insetto gigante tagliuzzate e ripetute per dare enfasi alla strage-.
funziona più o meno così. l'interlocutore ha a che fare con un problema, o quello che sembra essere un grosso problema. in questo preciso istante mi stai parlando, io ti conosco si,decisamente sei collocato nella mia vita e tieni al tuo discorso in maniera così sanguigna che non posso non commentare, dovrò dare un contributo. non mi basterà un cenno affermativo della testa, non me la caverò con un mero "si,certo". ecco procedi lentamente verso un'esplosione scenica alla quale dovrei rimanere in choc o chessò, almeno meravigliarmi. il fatto però è che ho vissuto questo molte volte,forse questa vita non ha nemmeno l'esclusiva sul ricordo. ho tentato di capire e di carpire certe emozioni, ma ho imparato troppo presto che, se non cerco lo scontro, non voglio nemmeno vivere il problema. ora me ne vuoi passare uno, ma la mia alienazione è talmente avanzata che non riesco più a distinguere tra i rumori nella mia testa.
- MERIDIANI -
sottofondo: P.N.G. by DroB
Eravamo fermi di nuovo, davanti un passaggio a livello. L'atmosfera calda della tarda primavera batteva sui vetri mentre fuori il movimento più evidente era quello degli alberi che inghiottivano la ferrovia da entrambi i lati...Sporgevo il braccio per cercare conforto in quei paesaggi di una campagna romana inedita.
Lei aveva quelle rughe illuminate, quelle del sorriso della temperanza che solo una madre può portare così orgogliosamente. Cercava con quell'espressione di comunicare "non siamo poi così in ritardo".
Si invece. Eravamo in un ritardo mostruoso, epocale. E ancora ben distanti dall'aver colto il percorso giusto per arrivare.
Quando il passaggio a livello decise di alzarsi, sembrò che soltanto per noi portasse al seguito un raggio di sole intermittente. Una specie di sveglia aliena molto morbida ci riportava al momento, risollevando di poco il morale. Pochissimo.
Probabilmente il fatto che la radio passasse un brano di Ramazzotti non aiutava molto, ma anche quella della stazione radio era stata una scelta convenzionale per mantenere un profilo di famiglia modello in un viaggio importante e perciò equilibrato; e poi avrebbe evitato che mia sorella, navigatore in seconda per l'occasione, si spazientisse iniziando ad inveire contro tutti gli dei del rock coprendo ogni altro suono disponibile.
(metabolismo)
(carburatore)
"sei sicura che questa strada riporti alla principale? allo svincolo per il centro?"
"ma cosa ne so io, sei tu che vai scovando stì posti assurdi...dove c***o ho messo la cartina!?"
"calmi, tra poco ci fermiamo a fare benzina e chiederemo all'omino"
Aveva questo modo incredibile di definire così genericamente, eppure sempre perfettamente calzante, il benzinaio, il caldaista, il netturbino, l'edicolante...praticamente come tradurre tutta una realtà in un villaggio Playmobil, con un solo vocabolo.
Quasi sorridevo. Poi avevo fame.
Però il medico, questo luminare assoluto della scienza nutrizionale (se ne esiste una a questo punto), non avrebbe di certo approvato quest'espressione paciosa mentre noi si rischiava di saltare l'appuntamento senza poter avvertire. Lontani dalla civiltà o quasi, senza che nemmeno l'idea di cellulare avesse sfiorato la mente umana, avremmo aspettato altri cinque mesi per ottenere udienza.
Ma non lo volevamo. Questa doveva essere sembrata la soluzione definitiva al mio problema, l'ultimo tentativo dei miei cari per dimostrarmi che in fondo "non si può mai dire che sia finita" e quindi avremmo avuto la meglio non solo sul mio disturbo, ma sul caldo, la musica le strade senza senso e tutto il traffico della capitale.
Mio padre era assente giustificato, ma si era premurato di dare una di quelle sue benevole soluzioni lampo con pacca sulla spalla, in cui ogni riferimento spaziale viene dissacrato da nomi di strade come 'via della congiuntura destra' o codici tipo 'la quarta traversa è quella che indica la SS114, ma non fatevi ingannare dal semaforo che sta immediatamente dopo lo spartitraffico.chiaro,no?'.
Facile per lui, aveva smesso di andare a Roma almeno vent'anni prima e si rifiutava di tornarci, forse anche per non scoprire che il suo talento nell'orientamento era stato spazzato via da un uragano edilizio assassino.
Chiaro come un quadro di Escher, si.
Ero il più nervoso, credo, ma lo si è comunque quando la destinazione è l'ennesimo studio medico e proprio stenti a farci l'abitudine, affamato poi. Non ti spaventano quei posti, ma sai ormai che i giorni successivi saranno giorni di privazione, qualsiasi essa sia.
(devo ammettere però che mangiare soltanto gelati dopo un intervento dal dentista poteva rivelarsi piacere immenso e accattivante)
"mamma ma non hai visto che hai passato l'incrocio??dovevamo girare a sinistra c***o!!"
"calmo, torno indietro."
"ma se ci andiamo un'altra volta?aspetteremo, io mi sono rotta le palle di girare a vuoto" "mica stai morendo,te!"
"lo so bene, ma io mi sono rotto le palle di aspettare altri mesi, semplice."
"come ti pare, io ve lo dico: alle 7 stasera voglio essere a casa, chiaro??"
Lo speaker stava passando il testimone all'oroscopo, ma sapevo già che, per quanto me ne fregasse qualcosa, al momento di ascoltare il mio segno sarebbe passata un'ambulanza o avremmo attraversato un sottopassaggio per cui mai avrei saputo del mio futuro prossimo in balìa di Saturno.
"cristo finalmente...ecco questa è la via"
"non bestemmiare, vedi? siamo arrivati"
Lo studio non era poi così austero. Mi aspettavo qualcosa di più marcato, forse addirittura tutti quei poster sulla dieta perfetta oppure sull'iter per diventare un perfetto salutista, incluse poi le cornici a raffica di tutti i titoli di studio raggiunti dal dottorone.
Nulla di tutto questo, una persona gentile e abbastanza innocua mi attendeva dall'altra parte della reception.
Mia madre finalmente tranquilla e riposata sulla poltroncina della sala attesa "vai,sei in buone mani" sembrava dire. Mia sorella iniziava a chiacchierare di tutto o nulla con la segretaria, e questo era un talento che le avevo sempre riconosciuto; non si sarebbe mai annoiata, nemmeno in ascensore.
Dopo la visita di rito ad analizzare la mia incredibile magrezza ed un'occhiata non rapida alle mie ultime analisi, il dottore si sentì pronto ad enunciare il suo responso. Facile, la premessa è sempre un sospiro.
(metabolismo)
(recettori)
"seguimi di là, vorrei parlarne davanti a tua madre"
"Signora, come vi avranno già detto, il problema fondamentale è il metabolismo. Suo figlio ha un problema che tutti vorrebbero: il suo metabolismo lavora ad una velocità allarmante che lo fa dimagrire a vista d'occhio"
Sul 'tutti vorrebbero' pose un'espressione compiaciuta da battuta a segno. Nessuno di noi rise, soltanto perchè lui era ignaro del fatto che questa battuta avevamo avuto modo di sentirla in ogni ambulatorio visitato. La più quotata restava comunque 'suo figlio è fortunato, non potrà mai essere un ciccione'.
Quello che seguì fu una lunga digressione su cause ed effetti, non assoluta emergenza o gravità del disturbo, rimedi naturali associati a terapia costante...ogni dettaglio ulteriore mi sfuggiva nel torpore indotto dalla temperatura dello studio insieme al verdino relax delle pareti ed un pizzico di fame.
Ed ero disarmato. Mi sentivo come immaginavo si sarebbe sentita una lepre sfuggita alla cattura al calar della sera. Cercavo una soluzione, noi cercavamo una soluzione, che sembrava non arrivare.
Ad un tratto, come se l'oratore, accortosi della lentezza di un suo concetto, avesse spinto il tono all'estremo per catturare attenzione, il medico schiarì la voce e pose la sua soluzione. Si trattava di un bivio, eventualmente.
(trasmettitori)
"Suo figlio ha due opzioni. Per risolvere questo problema in via - diciamo - definitiva, dovrà decidere di seguire pedissequamente una terapia che assegnerò insieme ad un'alimentazione bilanciata oppure ignorare il tutto ed aspettare che la crescita, il superamento dell'adolescenza facciano il loro corso e - speriamo - fermino il problema. Il fatto è che, devo dirlo, la terapia a cui vorrei sottoporlo ha degli effetti collaterali. Non è scontato per ogni caso trattato, ma la tendenza alla perdita dei bulbi piliferi, dei denti ed al cambiamento di pelle stagionale - con diafanismo non cronico - sono effetti percentualmente riscontrabili nel periodo successivo al primo anno. Ma nessuna preoccupazione, si risolverebbe tutto con la chirurgia moderna. Grazie a questa terapia, avrete comunque risultati abbastanza velocemente e potrete riavere il figliolo nella forma che conoscete. Il consiglio è di non aspettare troppo".
Disse tutto questo calibrando ogni parola, credo più per trasmetterci calma che altro. Praticamente il silenzio che seguì poteva essere interpretato come riflessione per me, sollievo per mia madre, liberazione per mia sorella. Tana-libera-tutti.
La mia riflessione fu veloce perchè interrotta dalla domanda retorica "che dici, ci vuoi pensare su?".
La decisione che presi fu ovviamente in favore della gioia dei miei anche perchè personalmente, nonostante la giovane età, ero stanco. Stanco di vivere questo pseudo dramma, stanco di ascoltare i pareri poco medici dei parenti, stanco persino di ascoltare il mio stomaco gorgogliare costantemente.
A pensarci bene, credo di aver preso quella decisione anche perchè volevo uscire dallo studio e lanciarmi in una merenda frenetica. La mia fame aumentava a dismisura, avrei potuto mangiare tutto il giorno a seguire per quanto ne sapevo.
Ero giovane, avevo fame di mondo, di conoscenza, di affetto. Volevo che i miei e tutti fossero orgogliosi di me e della mia presenza.
La scelta che feci tra scomparire davanti a loro e scomparire al resto del mondo fu offuscata dalla fame. Ancora.
- PARALLELI -
Eccomi. Di nuovo. A pensarci bene credo che la terapia del dottorone non abbia poi avuto questi eclatanti risultati.
"Buongiorno, come va?"
"..."
"Posso avere un kebab al piatto con patatine ed insalata di humous?"
(tv)
بدأ شهر رمضان المبارك
"..."
Si, ho cercato di regolarizzarmi, di arrivare ad una tregua col mio stomaco e negli anni sono riuscito a bilanciare il peso-forma, passatemi il termine.
Però poi ho smesso con la terapia. Gli effetti pronosticati si erano verificati tutti, ma senza inversioni di tendenza
"piccante, grazie"
"..."
(tv)
أصدرت قناة الجزيرة اليوم وجهه...
anche perchè avevo dato un taglio netto alla relazione con la medicina moderna. Le persone iniziavano a sentirsi a disagio, e le poche che potevano ancora vedermi correvano pericolo...una volta ho rischiato di mangiare perfino la mia ragazza. Avrei potuto inghiottire l'universo, e sembrava stessi iniziando a farlo. Somigliavo sempre di più ad un serpente albino, così pensai bene di tenermi la fame e prendermene cura, se potevo permettermelo.
"Grazie, ecco i 4e50. Arrivederci"
"..."
Ora cammino in mezzo a voi ma non mi vedete. Il mio gradiente è sempre più accentuato, virate importanti verso l'opacità. Sono un essere tutto d'un pezzo ormai, ma questa fisicità posso gustarla da solo perchè nessuno a parte me la riflette. Sto crescendo bene, un appetito davvero insaziabile senza problemi di digestione per le cose più impensabili.
Adesso strisciamo come paralleli tracciati nell'universo io e voi.
Ma voi non avete fame?
Eravamo fermi di nuovo, davanti un passaggio a livello. L'atmosfera calda della tarda primavera batteva sui vetri mentre fuori il movimento più evidente era quello degli alberi che inghiottivano la ferrovia da entrambi i lati...Sporgevo il braccio per cercare conforto in quei paesaggi di una campagna romana inedita.
Lei aveva quelle rughe illuminate, quelle del sorriso della temperanza che solo una madre può portare così orgogliosamente. Cercava con quell'espressione di comunicare "non siamo poi così in ritardo".
Si invece. Eravamo in un ritardo mostruoso, epocale. E ancora ben distanti dall'aver colto il percorso giusto per arrivare.
Quando il passaggio a livello decise di alzarsi, sembrò che soltanto per noi portasse al seguito un raggio di sole intermittente. Una specie di sveglia aliena molto morbida ci riportava al momento, risollevando di poco il morale. Pochissimo.
Probabilmente il fatto che la radio passasse un brano di Ramazzotti non aiutava molto, ma anche quella della stazione radio era stata una scelta convenzionale per mantenere un profilo di famiglia modello in un viaggio importante e perciò equilibrato; e poi avrebbe evitato che mia sorella, navigatore in seconda per l'occasione, si spazientisse iniziando ad inveire contro tutti gli dei del rock coprendo ogni altro suono disponibile.
(metabolismo)
(carburatore)
"sei sicura che questa strada riporti alla principale? allo svincolo per il centro?"
"ma cosa ne so io, sei tu che vai scovando stì posti assurdi...dove c***o ho messo la cartina!?"
"calmi, tra poco ci fermiamo a fare benzina e chiederemo all'omino"
Aveva questo modo incredibile di definire così genericamente, eppure sempre perfettamente calzante, il benzinaio, il caldaista, il netturbino, l'edicolante...praticamente come tradurre tutta una realtà in un villaggio Playmobil, con un solo vocabolo.
Quasi sorridevo. Poi avevo fame.
Però il medico, questo luminare assoluto della scienza nutrizionale (se ne esiste una a questo punto), non avrebbe di certo approvato quest'espressione paciosa mentre noi si rischiava di saltare l'appuntamento senza poter avvertire. Lontani dalla civiltà o quasi, senza che nemmeno l'idea di cellulare avesse sfiorato la mente umana, avremmo aspettato altri cinque mesi per ottenere udienza.
Ma non lo volevamo. Questa doveva essere sembrata la soluzione definitiva al mio problema, l'ultimo tentativo dei miei cari per dimostrarmi che in fondo "non si può mai dire che sia finita" e quindi avremmo avuto la meglio non solo sul mio disturbo, ma sul caldo, la musica le strade senza senso e tutto il traffico della capitale.
Mio padre era assente giustificato, ma si era premurato di dare una di quelle sue benevole soluzioni lampo con pacca sulla spalla, in cui ogni riferimento spaziale viene dissacrato da nomi di strade come 'via della congiuntura destra' o codici tipo 'la quarta traversa è quella che indica la SS114, ma non fatevi ingannare dal semaforo che sta immediatamente dopo lo spartitraffico.chiaro,no?'.
Facile per lui, aveva smesso di andare a Roma almeno vent'anni prima e si rifiutava di tornarci, forse anche per non scoprire che il suo talento nell'orientamento era stato spazzato via da un uragano edilizio assassino.
Chiaro come un quadro di Escher, si.
Ero il più nervoso, credo, ma lo si è comunque quando la destinazione è l'ennesimo studio medico e proprio stenti a farci l'abitudine, affamato poi. Non ti spaventano quei posti, ma sai ormai che i giorni successivi saranno giorni di privazione, qualsiasi essa sia.
(devo ammettere però che mangiare soltanto gelati dopo un intervento dal dentista poteva rivelarsi piacere immenso e accattivante)
"mamma ma non hai visto che hai passato l'incrocio??dovevamo girare a sinistra c***o!!"
"calmo, torno indietro."
"ma se ci andiamo un'altra volta?aspetteremo, io mi sono rotta le palle di girare a vuoto" "mica stai morendo,te!"
"lo so bene, ma io mi sono rotto le palle di aspettare altri mesi, semplice."
"come ti pare, io ve lo dico: alle 7 stasera voglio essere a casa, chiaro??"
Lo speaker stava passando il testimone all'oroscopo, ma sapevo già che, per quanto me ne fregasse qualcosa, al momento di ascoltare il mio segno sarebbe passata un'ambulanza o avremmo attraversato un sottopassaggio per cui mai avrei saputo del mio futuro prossimo in balìa di Saturno.
"cristo finalmente...ecco questa è la via"
"non bestemmiare, vedi? siamo arrivati"
Lo studio non era poi così austero. Mi aspettavo qualcosa di più marcato, forse addirittura tutti quei poster sulla dieta perfetta oppure sull'iter per diventare un perfetto salutista, incluse poi le cornici a raffica di tutti i titoli di studio raggiunti dal dottorone.
Nulla di tutto questo, una persona gentile e abbastanza innocua mi attendeva dall'altra parte della reception.
Mia madre finalmente tranquilla e riposata sulla poltroncina della sala attesa "vai,sei in buone mani" sembrava dire. Mia sorella iniziava a chiacchierare di tutto o nulla con la segretaria, e questo era un talento che le avevo sempre riconosciuto; non si sarebbe mai annoiata, nemmeno in ascensore.
Dopo la visita di rito ad analizzare la mia incredibile magrezza ed un'occhiata non rapida alle mie ultime analisi, il dottore si sentì pronto ad enunciare il suo responso. Facile, la premessa è sempre un sospiro.
(metabolismo)
(recettori)
"seguimi di là, vorrei parlarne davanti a tua madre"
"Signora, come vi avranno già detto, il problema fondamentale è il metabolismo. Suo figlio ha un problema che tutti vorrebbero: il suo metabolismo lavora ad una velocità allarmante che lo fa dimagrire a vista d'occhio"
Sul 'tutti vorrebbero' pose un'espressione compiaciuta da battuta a segno. Nessuno di noi rise, soltanto perchè lui era ignaro del fatto che questa battuta avevamo avuto modo di sentirla in ogni ambulatorio visitato. La più quotata restava comunque 'suo figlio è fortunato, non potrà mai essere un ciccione'.
Quello che seguì fu una lunga digressione su cause ed effetti, non assoluta emergenza o gravità del disturbo, rimedi naturali associati a terapia costante...ogni dettaglio ulteriore mi sfuggiva nel torpore indotto dalla temperatura dello studio insieme al verdino relax delle pareti ed un pizzico di fame.
Ed ero disarmato. Mi sentivo come immaginavo si sarebbe sentita una lepre sfuggita alla cattura al calar della sera. Cercavo una soluzione, noi cercavamo una soluzione, che sembrava non arrivare.
Ad un tratto, come se l'oratore, accortosi della lentezza di un suo concetto, avesse spinto il tono all'estremo per catturare attenzione, il medico schiarì la voce e pose la sua soluzione. Si trattava di un bivio, eventualmente.
(trasmettitori)
"Suo figlio ha due opzioni. Per risolvere questo problema in via - diciamo - definitiva, dovrà decidere di seguire pedissequamente una terapia che assegnerò insieme ad un'alimentazione bilanciata oppure ignorare il tutto ed aspettare che la crescita, il superamento dell'adolescenza facciano il loro corso e - speriamo - fermino il problema. Il fatto è che, devo dirlo, la terapia a cui vorrei sottoporlo ha degli effetti collaterali. Non è scontato per ogni caso trattato, ma la tendenza alla perdita dei bulbi piliferi, dei denti ed al cambiamento di pelle stagionale - con diafanismo non cronico - sono effetti percentualmente riscontrabili nel periodo successivo al primo anno. Ma nessuna preoccupazione, si risolverebbe tutto con la chirurgia moderna. Grazie a questa terapia, avrete comunque risultati abbastanza velocemente e potrete riavere il figliolo nella forma che conoscete. Il consiglio è di non aspettare troppo".
Disse tutto questo calibrando ogni parola, credo più per trasmetterci calma che altro. Praticamente il silenzio che seguì poteva essere interpretato come riflessione per me, sollievo per mia madre, liberazione per mia sorella. Tana-libera-tutti.
La mia riflessione fu veloce perchè interrotta dalla domanda retorica "che dici, ci vuoi pensare su?".
La decisione che presi fu ovviamente in favore della gioia dei miei anche perchè personalmente, nonostante la giovane età, ero stanco. Stanco di vivere questo pseudo dramma, stanco di ascoltare i pareri poco medici dei parenti, stanco persino di ascoltare il mio stomaco gorgogliare costantemente.
A pensarci bene, credo di aver preso quella decisione anche perchè volevo uscire dallo studio e lanciarmi in una merenda frenetica. La mia fame aumentava a dismisura, avrei potuto mangiare tutto il giorno a seguire per quanto ne sapevo.
Ero giovane, avevo fame di mondo, di conoscenza, di affetto. Volevo che i miei e tutti fossero orgogliosi di me e della mia presenza.
La scelta che feci tra scomparire davanti a loro e scomparire al resto del mondo fu offuscata dalla fame. Ancora.
- PARALLELI -
Eccomi. Di nuovo. A pensarci bene credo che la terapia del dottorone non abbia poi avuto questi eclatanti risultati.
"Buongiorno, come va?"
"..."
"Posso avere un kebab al piatto con patatine ed insalata di humous?"
(tv)
بدأ شهر رمضان المبارك
"..."
Si, ho cercato di regolarizzarmi, di arrivare ad una tregua col mio stomaco e negli anni sono riuscito a bilanciare il peso-forma, passatemi il termine.
Però poi ho smesso con la terapia. Gli effetti pronosticati si erano verificati tutti, ma senza inversioni di tendenza
"piccante, grazie"
"..."
(tv)
أصدرت قناة الجزيرة اليوم وجهه...
anche perchè avevo dato un taglio netto alla relazione con la medicina moderna. Le persone iniziavano a sentirsi a disagio, e le poche che potevano ancora vedermi correvano pericolo...una volta ho rischiato di mangiare perfino la mia ragazza. Avrei potuto inghiottire l'universo, e sembrava stessi iniziando a farlo. Somigliavo sempre di più ad un serpente albino, così pensai bene di tenermi la fame e prendermene cura, se potevo permettermelo.
"Grazie, ecco i 4e50. Arrivederci"
"..."
Ora cammino in mezzo a voi ma non mi vedete. Il mio gradiente è sempre più accentuato, virate importanti verso l'opacità. Sono un essere tutto d'un pezzo ormai, ma questa fisicità posso gustarla da solo perchè nessuno a parte me la riflette. Sto crescendo bene, un appetito davvero insaziabile senza problemi di digestione per le cose più impensabili.
Adesso strisciamo come paralleli tracciati nell'universo io e voi.
Ma voi non avete fame?
giovedì, luglio 21, 2011
memories remain
tornare al pane e cioccolata fondente.
molto anni quaranta, ma sempre ottimo.
consigliato l'utilizzo in fascia notturna.
molto anni quaranta, ma sempre ottimo.
consigliato l'utilizzo in fascia notturna.
mercoledì, marzo 16, 2011
FAQ
appassionarsi a tv series americane è facile.
la showtime ad esempio sforna dalle quattro alle quattordici serie l'anno,tutte con argomenti completamente diversi e,devo ammettere,piuttosto accattivanti.
cercarle online,in streaming,in lingua originale è procedura standard,testata e corsia preferenziale già da tempo.
impagabile però è imbattersi nei forum dei siti di streaming,nei roventi topic che giacciono come tesori archeologici in attesa di scoperte casuali.
perchè ricorda,come te sempre ci sarà qualcuno "in fissa" per determinato argomento,a tal punto da rinunciare alla sua stessa ragione.
ultima scoperta,genio incompreso,era sepolto tra i commenti su "V-the visitors"2010.
ve lo regalo:
se poi la domanda è posta dal vivo (esperienza purtroppo solo sfiorata da chi scrive),la cosa si fa davvero epocale:
ai posteri l'ardua sentenza,sempre che qualcuno abbia il fegato di scolpire su epigrafe questi saggi versetti.
la showtime ad esempio sforna dalle quattro alle quattordici serie l'anno,tutte con argomenti completamente diversi e,devo ammettere,piuttosto accattivanti.
cercarle online,in streaming,in lingua originale è procedura standard,testata e corsia preferenziale già da tempo.
impagabile però è imbattersi nei forum dei siti di streaming,nei roventi topic che giacciono come tesori archeologici in attesa di scoperte casuali.
perchè ricorda,come te sempre ci sarà qualcuno "in fissa" per determinato argomento,a tal punto da rinunciare alla sua stessa ragione.
ultima scoperta,genio incompreso,era sepolto tra i commenti su "V-the visitors"2010.
ve lo regalo:
ma dopo la 8 puntata finisce la seconda serie??
ma perchè la voce dei protagonisti è diversa a seconda che il video sia in italiano o inglese?
se poi la domanda è posta dal vivo (esperienza purtroppo solo sfiorata da chi scrive),la cosa si fa davvero epocale:
ma i film americani vengono doppiati in Inghilterra?
ai posteri l'ardua sentenza,sempre che qualcuno abbia il fegato di scolpire su epigrafe questi saggi versetti.
giovedì, gennaio 20, 2011
giorni di pioggia
avete notato...beh, io me lo chiedo continuamente: perchè in tutti i film dove notoriamente il temporale arriva improvviso come una pallonata all'oratorio, i personaggi stanno alla pioggia amoreggiando, stringendo fraterni abbracci e addii, litigano o si sparano, zuppi come una lontra in un canale NON si ammalano mai. non una cervicale, un mal di testa, una febbretta veloce, uno starnuto preventivo, nulla.
se mai dovessi rinascere, vorrei essere una rana.
perchè a recitare non ho mai avuto talento.
se mai dovessi rinascere, vorrei essere una rana.
perchè a recitare non ho mai avuto talento.
mercoledì, dicembre 01, 2010
addio,Pompei.
sottofondo: silenzio.

Pompei, crollano altri pezzi degli scavi
...come se anche l'ultimo baluardo, la cultura dell'Italia gloriosa stesse abbandonando il paese.per vergogna forse,per stanchezza,magari per disprezzo.
quando anche l'ultima tessera di mosaico si sarà persa e il poco colore sbiadito,sarà allora che annuseremo la fine.in ritardo,come sempre.svogliatamente, come sempre.
Pompei, crollano altri pezzi degli scavi
...come se anche l'ultimo baluardo, la cultura dell'Italia gloriosa stesse abbandonando il paese.per vergogna forse,per stanchezza,magari per disprezzo.
quando anche l'ultima tessera di mosaico si sarà persa e il poco colore sbiadito,sarà allora che annuseremo la fine.in ritardo,come sempre.svogliatamente, come sempre.
venerdì, novembre 05, 2010
manomissioni 7
sottofondo:frigo,pioggia.

ho ritrovato mia madre pronta alla guerra, si.
come non bastasse ravvivare il mobilio...;stipare...stipare tutto era diventato il suo pezzo forte, il suo talento.
ogni cosa in triplice copia, un monito per l'apocalisse imminente oppure un invito silenzioso a banchetti della Roma dei Cesari.
credo sia iniziato tutto a causa di un allineamento tra la facile componibilità delle confezioni di cereali e l'abbandono strutturale dei sacchetti di salatini.
troppo semplice impilare barattoli di miele e pickles, banale l'incastro per la pasta.
un Tetris di dimensione notevole, dato il suo presunto scarso allenamento.
mentre lentamente osservo e riascolto le cose che mi abbandonano piano...sfumano e le riassaporo ancora e forse non basta il tempo.
ogni tanto guardo verso la finestra,preso da un movimento improvviso o piuttosto dalla paura di aver svegliato il gatto...quel gatto che in balcone non dorme più,ha traslocato anche lui.
il ticchettìo antracite della cucina mi riporta al pensiero di poco precedente...ho bisogno di una cosa stabile,devo ricontattare una cosa che non mi sta abbandonando.devo andare al mare.
mi alzo di nuovo,arrivo agli sportelli per controllare se qualcosa sia cambiato.ma tirar fuori del cibo da lì si rivela inesorabilmente impossibile.
passo nervosamente alle sigarette, e mentalmente scorro l'elenco dei mezzi che non ho più per raggiungere il mare.una bicicletta,distrutta dal tempo e dal disuso.un motorino,senza più documenti, il motore del quale probabilmente abitato da vespe.
uno skateboard,smarrito troppi anni fa.
mi reco alla libreria dove tenevo anche i cd,cercando ispirazione e convinzione su un'eventuale colonna sonora per il tragitto in macchina.anche i cd sembrano molto diversi...sempre tanti,sempre disordinati,ma molti hanno subìto trasloco e sono rotti,alcuni mi riportano all'infanzia musicale,quasi reperti dell'epoca appena passata.
opto per un rock leggero ed una Lauryn Hill d'annata,così,per andata e ritorno garantiti.lei è stupenda,tra le altre cose.black athena.
mi avvio gongolante verso la spiaggia,una fotografia nitida di ciò che veramente mi aspetto.
mi chiedo se il mare sia ancora lì.
ho ritrovato mia madre pronta alla guerra, si.
come non bastasse ravvivare il mobilio...;stipare...stipare tutto era diventato il suo pezzo forte, il suo talento.
ogni cosa in triplice copia, un monito per l'apocalisse imminente oppure un invito silenzioso a banchetti della Roma dei Cesari.
credo sia iniziato tutto a causa di un allineamento tra la facile componibilità delle confezioni di cereali e l'abbandono strutturale dei sacchetti di salatini.
troppo semplice impilare barattoli di miele e pickles, banale l'incastro per la pasta.
un Tetris di dimensione notevole, dato il suo presunto scarso allenamento.
mentre lentamente osservo e riascolto le cose che mi abbandonano piano...sfumano e le riassaporo ancora e forse non basta il tempo.
ogni tanto guardo verso la finestra,preso da un movimento improvviso o piuttosto dalla paura di aver svegliato il gatto...quel gatto che in balcone non dorme più,ha traslocato anche lui.
il ticchettìo antracite della cucina mi riporta al pensiero di poco precedente...ho bisogno di una cosa stabile,devo ricontattare una cosa che non mi sta abbandonando.devo andare al mare.
mi alzo di nuovo,arrivo agli sportelli per controllare se qualcosa sia cambiato.ma tirar fuori del cibo da lì si rivela inesorabilmente impossibile.
passo nervosamente alle sigarette, e mentalmente scorro l'elenco dei mezzi che non ho più per raggiungere il mare.una bicicletta,distrutta dal tempo e dal disuso.un motorino,senza più documenti, il motore del quale probabilmente abitato da vespe.
uno skateboard,smarrito troppi anni fa.
mi reco alla libreria dove tenevo anche i cd,cercando ispirazione e convinzione su un'eventuale colonna sonora per il tragitto in macchina.anche i cd sembrano molto diversi...sempre tanti,sempre disordinati,ma molti hanno subìto trasloco e sono rotti,alcuni mi riportano all'infanzia musicale,quasi reperti dell'epoca appena passata.
opto per un rock leggero ed una Lauryn Hill d'annata,così,per andata e ritorno garantiti.lei è stupenda,tra le altre cose.black athena.
mi avvio gongolante verso la spiaggia,una fotografia nitida di ciò che veramente mi aspetto.
mi chiedo se il mare sia ancora lì.
venerdì, agosto 27, 2010
revival
ti occorrono soltanto tre elementi:
-un nome altisonante di epoca passata,conosciuto ma di settore,abbinato a nomi random tali da formare una filastrocca ammiccante e simpatica.
potresti chiamarti "enzo tortora electric social ballroom"
-una canzone disimpegnata e divertente camuffata da composizione seria da filologo del funk
-un videoclip girato svogliatamente col telefonino che abbia però una post-produzione con filtro "seventies"
mantecare lentamente per un mese su internet aggiungendo del sano spamming ed un pizzico di sorpresa.
rimuovere dal forno e presentare in tavola.
enjoy!
-un nome altisonante di epoca passata,conosciuto ma di settore,abbinato a nomi random tali da formare una filastrocca ammiccante e simpatica.
potresti chiamarti "enzo tortora electric social ballroom"
-una canzone disimpegnata e divertente camuffata da composizione seria da filologo del funk
-un videoclip girato svogliatamente col telefonino che abbia però una post-produzione con filtro "seventies"
mantecare lentamente per un mese su internet aggiungendo del sano spamming ed un pizzico di sorpresa.
rimuovere dal forno e presentare in tavola.
enjoy!
micro fuzz
-ma con una vita sola cosa ci faccio?
-beh,se arrivi a 15000 punti e riesci a prendere le ciliegie te ne regalano un'altra.
-beh,se arrivi a 15000 punti e riesci a prendere le ciliegie te ne regalano un'altra.
mercoledì, maggio 05, 2010
una molecola di carbonio
cosa spinge una molecola di carbonio e due di ossigeno ad agitarsi tanto per poi dar vita a,chessò,un ingegnere o un calciatore?
liberamente interpretando il pensiero di Pirsig,mi stavo chiedendo stamattina proprio cosa fa di una persona quella persona,ma soprattutto cosa fa di una scelta Quella scelta.
sei sul 254,hai un'ora di journey per andare al lavoro;godi del fievole raggio di sole che attraversa il finestrino dell'autobus,in cuffia hai i tuoi Animal Collective,così rilassanti,così solari.nella nebbia degli occhi da poco aperti al mattino,guardi velocemente ciò che accade dentro e fuori il bus,e qualcosa stavolta ti colpisce davvero.è uno di quei particolari talmente bizzarri nell'inventario della realtà scenica che non puoi non notare,come quando si individuano le differenze nella 'settimana enigmistica' e nel secondo riquadro l'omino ha un cappelo da giullare.beh,non proprio un cappello da giullare,ma sul tettuccio della seconda fermata,noto una forma tonda molto colorata delle dimensioni di una palla da baseball.mentre cerco di mettere a fuoco,il bus riparte e credo come sempre in questi casi di aver avuto un'allucinazione.il fatto è che alla terza fermata,sempre sul tetto della pensilina,l'episodio si ripete:stessa forma e grandezza,è dotata di spine come fosse un istrice verniciato di fresco da qualche goliardico writer.un bozzolo con queste spine coloratissime è anche sulla quarta fermata e sulla quinta e su tutto il percorso del mezzo fino a destinazione.mi ricorda vagamente dei giocattoli di quando ero bambino,gommose sfere deformabili con tentacoli, adattissime ad essere lanciate per scatenare una pacifica quanto caotica guerra in classe.
perchè mai mi chiedo,tu ignoto eroe,avresti dovuto abbandonare anzi no!lanciare questi ufo street art sulle pensiline di ogni fermata?perchè mai al limite lanciarli non dalla strada ma dallo stretto finestrino del bus,cercando di non sbagliare mai traiettoria?perchè segnare ogni fermata?e perchè il 254?cosa ti ha spinto?
potresti rispondermi di farmi i cazzi miei,e sarebbe assolutamente legittimo.
ma nei giorni a seguire,il mio fidato 254 mi ha portato sullo stesso percorso quasi ogni mattina,e le intemperie hanno iniziato a trasformare i tuoi istrici in qualcosa di diverso.hanno sciolto un pò della plastica superficiale,rivelando così un'ossatura di legno coperto di -sembra- cera colorata,ed un'anima di patata.
non importa chi sei,dove andrai,che farai.
la tua arte e la tua comunicazione saranno la tua eco perchè nell'universo ci sarà sempre qualcuno disposto a seguire incuriosito il tuo messaggio.
anche quando non significa un beneamato nulla.
liberamente interpretando il pensiero di Pirsig,mi stavo chiedendo stamattina proprio cosa fa di una persona quella persona,ma soprattutto cosa fa di una scelta Quella scelta.
sei sul 254,hai un'ora di journey per andare al lavoro;godi del fievole raggio di sole che attraversa il finestrino dell'autobus,in cuffia hai i tuoi Animal Collective,così rilassanti,così solari.nella nebbia degli occhi da poco aperti al mattino,guardi velocemente ciò che accade dentro e fuori il bus,e qualcosa stavolta ti colpisce davvero.è uno di quei particolari talmente bizzarri nell'inventario della realtà scenica che non puoi non notare,come quando si individuano le differenze nella 'settimana enigmistica' e nel secondo riquadro l'omino ha un cappelo da giullare.beh,non proprio un cappello da giullare,ma sul tettuccio della seconda fermata,noto una forma tonda molto colorata delle dimensioni di una palla da baseball.mentre cerco di mettere a fuoco,il bus riparte e credo come sempre in questi casi di aver avuto un'allucinazione.il fatto è che alla terza fermata,sempre sul tetto della pensilina,l'episodio si ripete:stessa forma e grandezza,è dotata di spine come fosse un istrice verniciato di fresco da qualche goliardico writer.un bozzolo con queste spine coloratissime è anche sulla quarta fermata e sulla quinta e su tutto il percorso del mezzo fino a destinazione.mi ricorda vagamente dei giocattoli di quando ero bambino,gommose sfere deformabili con tentacoli, adattissime ad essere lanciate per scatenare una pacifica quanto caotica guerra in classe.
perchè mai mi chiedo,tu ignoto eroe,avresti dovuto abbandonare anzi no!lanciare questi ufo street art sulle pensiline di ogni fermata?perchè mai al limite lanciarli non dalla strada ma dallo stretto finestrino del bus,cercando di non sbagliare mai traiettoria?perchè segnare ogni fermata?e perchè il 254?cosa ti ha spinto?
potresti rispondermi di farmi i cazzi miei,e sarebbe assolutamente legittimo.
ma nei giorni a seguire,il mio fidato 254 mi ha portato sullo stesso percorso quasi ogni mattina,e le intemperie hanno iniziato a trasformare i tuoi istrici in qualcosa di diverso.hanno sciolto un pò della plastica superficiale,rivelando così un'ossatura di legno coperto di -sembra- cera colorata,ed un'anima di patata.
non importa chi sei,dove andrai,che farai.
la tua arte e la tua comunicazione saranno la tua eco perchè nell'universo ci sarà sempre qualcuno disposto a seguire incuriosito il tuo messaggio.
anche quando non significa un beneamato nulla.
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martedì, aprile 27, 2010
cambio repentino di visuale
sottofondo: Kiss of Life by Friendly Fires
-impressione momentanea: se prima nella difficoltà e nella ristrettezza si discuteva,si poteva creare contrasto,c'era tensione e si combatteva anche per progredire,per vincere,perchè vuoi fortemente vincere questa indigenza,ora nel totale relax seguìto al cambiamento non c'è nulla di tutto questo.un torpore,quel maledetto torpore del benessere.
lo stesso che ha rincoglionito milioni di persone davanti quell'indegno apparecchio quadrato.
...il luogo è fisicamente ed esteticamente bellissimo,verde,col sole sembra di stare in un altro paese.sto girando ovunque in bicicletta e non mi pare vero,ci sono parchi,luoghi nascosti dal caos della normalità...stiamo andando a correre ogni sabato mattina al parco,andiamo al mercato dei fiori e a quello delle fattorie(si mangia alla grande!).e sto cercando -con rammarico per il mio- un gatto da portare a casa.
-lucidità 1:se Io sono un fallimento per me stesso,perchè rovinare un'altra forma di vita costringendola a cambiare casa,clima ed abitudini per egoismo?non voglio uccidere il mio gatto.proprio no.
-impressione 2:ci saremo mica trasferiti in un quartiere per pensionati?forse il caos di prima,il traffico e tutto il movimento dei locali ci spingeva a stare attivi a contatto con la vita mondana?ora vedo i miei amici andare a letto alle 22e30...e serate fuori non se ne vedono,nessuno propone più "andiamo a vedere un concerto" o "ma un cinemino?".esco dunque per conto mio,ma ho capito che se qualcosa di divertente deve accadere,accade.agli altri.
per quanto riguarda il lavoro,ne ho perso un altro;l'ennesimo,ed anche stavolta,come sempre negli ultimi tempi,non dipende da me.cioè,se il motivo fosse stato la malattia improvvisa del manager,ok.se fosse stato "guarda non ti possiamo più pagare ci costi troppo",ok.fosse stato "il governo italiano è caduto",meglio.ma un vulcano che erutta dopo essere rimasto inattivo per 200anni,NO.
-lucidità 2: posso ad oggi considerare il mio record mondiale imbattuto.
sono la persona più sfigata della terra,e non faccio riferimento alla sorte,cioè quella cosa per cui i bambini poveri delle favelas brasiliane sicuramente mi battono.
no no,io parlo proprio della cara e vecchia Sfiga:è quella che ti accompagna,la nuvoletta di Fantozzi,quella che se tu vai all'aeroporto il personale è in sciopero,se vai al mare piove,se hai fretta il bus si rompe,se stai per vincere un'asta di Ebay ti cade la connessione,se porti una torta ad una ragazza quella è vegana,se usi la parola 'negro' per la prima volta in vita tua è il momento di silenzio assoluto e c'è un nero di fianco a te...insomma,quella che mi rende veramente un vincente.
sono l'essere sbagliato al momento sbagliato nell'evento sbagliato.numero uno.
f4:basìto.
il momento è roseo per prenderla come va presa,senza fatica e senza pensieri.
com è che sentenziavo in qualche messaggio fa? bisogna lottare,cercare,sognare,conoscere...dimentica.la vita mi insegna questo,devi non-pensare,non-lottare,perchè siamo qui per poco tempo e non vale la pena di affaticarsi,se le cose devono andar bene lo faranno da sole e a te viene richiesto soltanto di lavorare e riprodurti.la magica teoria delle 3P che un giorno forse finalmente mi deciderò a de-scrivere.
-sulla seconda richiesta della vita ho serie perplessità,perchè mai mi azzarderei a lasciare in eredità questo mio record a qualche altra povera implume creatura!
dimentica,come fanno gli altri.
si,il deserto è quello che ti trovi intorno quando non hai da scegliere che una direzione a caso.e sai che tra 8 direzioni,hai 1 sola probabilità di riuscita.tiri la tua monetina,e vai.ma è affascinante la sabbia,il vento,i cactus e questo caldo torrido che non c'è nessuno per strada.tutto tuo.vai.
-è lui ti dico.
-davvero?
-si è lui,El Wisty.dicono sia impazzito dopo aver avuto una visione di un deserto troppo caotico per essere arido.da allora vaga come la dulce muerte,con la differenza di non aspettare proprio nessuno.
ora è anche il momento di tatuarsi,perchè certe cose nel dimenticare generale te le devi imprimere bene.
cosa avrò dimenticato di dire?non so,credo di aver annoiato abbastanza e soprattutto credo dovreste perdonarmi questo sfogo che sembra di un pazzo.sembra?
e dovreste anche perdonarmi il fatto che ho intenzione di pubblicare questa risposta sul blog,vale la pena affidare agli zero lettori che ho certe perle di saggezza.
sai che senza le ostriche le perle non varrebbero una bel nulla?
a proposito,credo d'ora in poi scriverò di ricette di cucina.
"cambio di nome?
beh...sono morto.cioè,sono morto di nuovo,perchè negli ultimi giorni ho avuto modo di ripensare alla mia ultima fetta di vita e ho capito un pò di cose.ed è nato El Wisty.il nome purtroppo non l'ho inventato io,ma il personaggio mi si ritaglia addosso così...proprio come una maschera da teschio messicano che non puoi più togliere".
-impressione momentanea: se prima nella difficoltà e nella ristrettezza si discuteva,si poteva creare contrasto,c'era tensione e si combatteva anche per progredire,per vincere,perchè vuoi fortemente vincere questa indigenza,ora nel totale relax seguìto al cambiamento non c'è nulla di tutto questo.un torpore,quel maledetto torpore del benessere.
lo stesso che ha rincoglionito milioni di persone davanti quell'indegno apparecchio quadrato.
...il luogo è fisicamente ed esteticamente bellissimo,verde,col sole sembra di stare in un altro paese.sto girando ovunque in bicicletta e non mi pare vero,ci sono parchi,luoghi nascosti dal caos della normalità...stiamo andando a correre ogni sabato mattina al parco,andiamo al mercato dei fiori e a quello delle fattorie(si mangia alla grande!).e sto cercando -con rammarico per il mio- un gatto da portare a casa.
-lucidità 1:se Io sono un fallimento per me stesso,perchè rovinare un'altra forma di vita costringendola a cambiare casa,clima ed abitudini per egoismo?non voglio uccidere il mio gatto.proprio no.
-impressione 2:ci saremo mica trasferiti in un quartiere per pensionati?forse il caos di prima,il traffico e tutto il movimento dei locali ci spingeva a stare attivi a contatto con la vita mondana?ora vedo i miei amici andare a letto alle 22e30...e serate fuori non se ne vedono,nessuno propone più "andiamo a vedere un concerto" o "ma un cinemino?".esco dunque per conto mio,ma ho capito che se qualcosa di divertente deve accadere,accade.agli altri.
per quanto riguarda il lavoro,ne ho perso un altro;l'ennesimo,ed anche stavolta,come sempre negli ultimi tempi,non dipende da me.cioè,se il motivo fosse stato la malattia improvvisa del manager,ok.se fosse stato "guarda non ti possiamo più pagare ci costi troppo",ok.fosse stato "il governo italiano è caduto",meglio.ma un vulcano che erutta dopo essere rimasto inattivo per 200anni,NO.
-lucidità 2: posso ad oggi considerare il mio record mondiale imbattuto.
sono la persona più sfigata della terra,e non faccio riferimento alla sorte,cioè quella cosa per cui i bambini poveri delle favelas brasiliane sicuramente mi battono.
no no,io parlo proprio della cara e vecchia Sfiga:è quella che ti accompagna,la nuvoletta di Fantozzi,quella che se tu vai all'aeroporto il personale è in sciopero,se vai al mare piove,se hai fretta il bus si rompe,se stai per vincere un'asta di Ebay ti cade la connessione,se porti una torta ad una ragazza quella è vegana,se usi la parola 'negro' per la prima volta in vita tua è il momento di silenzio assoluto e c'è un nero di fianco a te...insomma,quella che mi rende veramente un vincente.
sono l'essere sbagliato al momento sbagliato nell'evento sbagliato.numero uno.
f4:basìto.
il momento è roseo per prenderla come va presa,senza fatica e senza pensieri.
com è che sentenziavo in qualche messaggio fa? bisogna lottare,cercare,sognare,conoscere...dimentica.la vita mi insegna questo,devi non-pensare,non-lottare,perchè siamo qui per poco tempo e non vale la pena di affaticarsi,se le cose devono andar bene lo faranno da sole e a te viene richiesto soltanto di lavorare e riprodurti.la magica teoria delle 3P che un giorno forse finalmente mi deciderò a de-scrivere.
-sulla seconda richiesta della vita ho serie perplessità,perchè mai mi azzarderei a lasciare in eredità questo mio record a qualche altra povera implume creatura!
dimentica,come fanno gli altri.
si,il deserto è quello che ti trovi intorno quando non hai da scegliere che una direzione a caso.e sai che tra 8 direzioni,hai 1 sola probabilità di riuscita.tiri la tua monetina,e vai.ma è affascinante la sabbia,il vento,i cactus e questo caldo torrido che non c'è nessuno per strada.tutto tuo.vai.
-è lui ti dico.
-davvero?
-si è lui,El Wisty.dicono sia impazzito dopo aver avuto una visione di un deserto troppo caotico per essere arido.da allora vaga come la dulce muerte,con la differenza di non aspettare proprio nessuno.
ora è anche il momento di tatuarsi,perchè certe cose nel dimenticare generale te le devi imprimere bene.
cosa avrò dimenticato di dire?non so,credo di aver annoiato abbastanza e soprattutto credo dovreste perdonarmi questo sfogo che sembra di un pazzo.sembra?
e dovreste anche perdonarmi il fatto che ho intenzione di pubblicare questa risposta sul blog,vale la pena affidare agli zero lettori che ho certe perle di saggezza.
sai che senza le ostriche le perle non varrebbero una bel nulla?
a proposito,credo d'ora in poi scriverò di ricette di cucina.
giovedì, aprile 08, 2010
you lived (to F.)
this is real
yeah this is real
be nothing
'till we have no
misery
petty bourgeois
no blood
dreams of bourgeois
go to fighting
you lived you lived
never faded
the flame
of your hell
from heat
passion is born
what is real
oh what is real
being you
mauvish womb
strongest wine
oh painted us
we don't paint
cold-hearted shells
water is not the reason
you lived
you lived
never faded
the flame
of your hell
from heat
passion is born
yeah this is real
be nothing
'till we have no
misery
petty bourgeois
no blood
dreams of bourgeois
go to fighting
you lived you lived
never faded
the flame
of your hell
from heat
passion is born
what is real
oh what is real
being you
mauvish womb
strongest wine
oh painted us
we don't paint
cold-hearted shells
water is not the reason
you lived
you lived
never faded
the flame
of your hell
from heat
passion is born
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sabato, aprile 03, 2010
descriversi
sottofondo:'skate' by Tulsa is Ok!

Potresti mai descrivere la tua persona, il tuo lavoro, la tua passione, le tue attitudini, i traguardi raggiunti, futuri obiettivi e quali vantaggi credi di portare in un nuovo progetto in una tabella da 20righe scrivendo a penna mentre hai appena finito di mentire centellinando le tue esperienze così da renderle intriganti per il destinatario?
Benvenuto nel fantasioso mondo dell'Application Form, dove tutto è possibile tranne risultare ciò che sei realmente.
Stavolta si consegna in bianco.
Il minimalismo è sempre stato il mio forte.

Potresti mai descrivere la tua persona, il tuo lavoro, la tua passione, le tue attitudini, i traguardi raggiunti, futuri obiettivi e quali vantaggi credi di portare in un nuovo progetto in una tabella da 20righe scrivendo a penna mentre hai appena finito di mentire centellinando le tue esperienze così da renderle intriganti per il destinatario?
Benvenuto nel fantasioso mondo dell'Application Form, dove tutto è possibile tranne risultare ciò che sei realmente.
Stavolta si consegna in bianco.
Il minimalismo è sempre stato il mio forte.
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venerdì, marzo 05, 2010
chilometri di pensiero.e non solo.
sottofondo:B.R.M.C_half state (recommended!)
quando ci si trova ad affrontare fatiche che sembrano davvero disarmanti;quando ti sembra improvvisamente che la vecchiaia abbia preso il posto dell'ombra;quando potresti arrivare a dire "forse è troppo difficile per me",è il momento secondo me in cui si diventa parassiti.non fraintendere,non nel senso più "sociale" del termine,semplicemente si forza il trasferimento di energie -il più possibile positive- dalle persone immediatamente intorno.
notavo come nel trasportare strumenti pesanti su e giù per Londra per suonare il nostro ancora anonimo tour,nell'atto di prendere decisioni importanti riguardo la nuova casa,nel trambusto lavorativo che affligge i più...ecco,in questo ricevere il succo dell'energia degli altri è fondamentale.può aiutare notare la facilità con cui uno parla al telefono,quanto amore viene riposto nella preparazione di una carbonara vera,o quanto si possa sorridere in condizioni difficili...quanto si possa spaziare con la fantasia ed 'un pò di' eclettismo.
sentire semplicemente via blog che qualcosa nel tuo migliore amico volge al meglio beh,emoziona e migliora.
iniziamo con buona musica stanotte,ne abbiamo fatta di buona stasera.da domani saremo ancora più pronti.
probabilmente comprerò un trolley nuovo.
quando ci si trova ad affrontare fatiche che sembrano davvero disarmanti;quando ti sembra improvvisamente che la vecchiaia abbia preso il posto dell'ombra;quando potresti arrivare a dire "forse è troppo difficile per me",è il momento secondo me in cui si diventa parassiti.non fraintendere,non nel senso più "sociale" del termine,semplicemente si forza il trasferimento di energie -il più possibile positive- dalle persone immediatamente intorno.
notavo come nel trasportare strumenti pesanti su e giù per Londra per suonare il nostro ancora anonimo tour,nell'atto di prendere decisioni importanti riguardo la nuova casa,nel trambusto lavorativo che affligge i più...ecco,in questo ricevere il succo dell'energia degli altri è fondamentale.può aiutare notare la facilità con cui uno parla al telefono,quanto amore viene riposto nella preparazione di una carbonara vera,o quanto si possa sorridere in condizioni difficili...quanto si possa spaziare con la fantasia ed 'un pò di' eclettismo.
sentire semplicemente via blog che qualcosa nel tuo migliore amico volge al meglio beh,emoziona e migliora.
iniziamo con buona musica stanotte,ne abbiamo fatta di buona stasera.da domani saremo ancora più pronti.
probabilmente comprerò un trolley nuovo.
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