sottofondo: Pink Floyd - Echoes
Toccai il fondo proprio quando non seppi più dove e come guardare. Mentre cercavo avantindietrosinistraniente...nessun risultato. Ma da qui, proprio sembrava impossibile.
Di nuovo in un nuovo giro, lasciavo ormai tracce che ripercorrevano tracce. Sembrava tutto così soffice dopo esserci passati quante non so.. 15? 100 volte? Avevo probabilmente tracciato mille mandala e millemila arabeschi in una folle e forse pacchiana cupa decorazione. Ormai avevo dato tutta me stessa e proprio non riuscivo a trovarla. Disperazione, poi riprendi ancora. Ripeti.
E' grande, il fondo.
La cosa mi era sfuggita di mano un pò di tempo prima.. sapete, quei momenti di maretta, i momenti di turbolenza-segue-agitazione in un flusso non costante che rende impossibile capire se aprirsi un pò di più o serrarsi fortissimo ed attenderne il passaggio. Difficile sul serio. Soprattutto se il tutto accade così velocemente in un tempo eccezionalmente dilatato. Apri, chiudi, apri.. In pratica una vita ad intermittenza, umide decorazioni natalizie su di un albero mai smontato. Fu in uno di quei momenti, dicevo, che la persi. Si allontanò piano, mentre cercavo di seguirla e non capivo cosa stesse succedendo. Fu un attimo, ondeggiamenti prima, poi una spinta improvvisa e non era più con me. Quel suo bagliore fu l'ultima cosa che vidi prima che ogni riflesso venisse assorbito da una notte vergognosamente blu.
Rimasi in silenzio per ore, giorni, non potevo far altro che aspettare. Non potevo ancora muovermi. Troppo debole e disorientata.
Quando mi resi conto che la tempesta era passata, recuperate un pò le forze e ripescato un barlume di lucidità, iniziai a girare. Sfruttavo ogni possibile corrente, ogni flusso, ogni pensiero e istinto. Strisciavo, mi trascinavo a volte. Ma proseguivo, imperterrita.
Girai mari e monti per così dire, mi affacciai su abissi inesplorati profondichenonsivedenulla ma ugualmente senza paura scandagliai ogni possibile paesaggio che a quel punto cominciava a somigliarsi e confondermi.
Disperazione, poi riprendi ancora. Ripeti.
Avrei potuto cercare-inseguire-setacciare per sempre, oppure pensare di farmi ritrovare in qualche modo. Così iniziai. Evoluzioni come queste non le avevo mai immaginate. Lavorai sodo, portando tutto quello che avevo intorno ad un livello più alto. Come un gatto si porta nel punto più alto di casa ad osservare, così decisi io di sopraelevare il mondo, capii che avrei potuto sfruttare quei moti che sembravano perpetui a mio favore, per rivederla. Ripresi fiato, ma continuai allo stremo perchè tutto avvenisse come lo immaginavo. No.. Io lo vedevo.
Avevo affidato la cosa al caso? Possibile. Ma l'istinto a volte vaga oltre la coincidenza e volutamente ignora il caso.
Il fondo è enorme, dicevo. Ma fu fondamentale. Toccare quella superficie nuova, percepirne le sfumature, muovermi cieca tastando ogni particella anche sospesa. Imparavo. Costruivo.
Aperta. Grandi respiri. Ora intorno si è fatto tutto azzurro, nessuna paura per le correnti, lontana com'ero dal torbido fondo. La sabbia era diventata mia alleata, casa amica e famiglia.
Grazie a lei, al suo letto soffice ed al mio modo di rifarlo, tra le curve lisce ed i tracciati a perdita d'occhio il mio desiderio si avverò.
Rotolando piano, spinta in ogni direzione, quella mia piccolissima Perla tornò a me, in me.
Avevo tanto da darle, volevo renderla la più bella e lucente del mare. Si sarebbero dovuti inchinare perfino i cavallucci marini.
Socchiusa. Respiri lenti, lunghissimi. Rispetto per il silenzio, la culla sarà il mare, la casa la conchiglia.
Ti abbraccio, sono completa.
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mercoledì, marzo 06, 2019
mercoledì, febbraio 20, 2019
Due Unità
Sottofondo: Nine Inch Nails - All that could have been.

La incontrai per caso in un pomeriggio assolato di Gennaio, su di una strada del centro non molto frequentata, tipico di lei.
Percorrevo il viale alberato sovrappensiero come sempre. All'epoca guidavo un furgone per lavoro, uno di quei mezzi scomodi ed abbastanza rumorosi da non permettermi altro che evadere col pensiero. Il riabituarsi a dei ritmi lontani nel tempo, vivere una realtà diversa dopo le vicissitudini che hanno in qualche modo cambiato il corso dei tuoi eventi, cercare dettagli fuori dal finestrino che possano legarti a qualcosa, porgerti una diversa ed inaspettata possibilità. Una vita abbastanza sovrappensiero direi.
Però la vidi.
Notai quel suo passo leggero ed incerto al contempo, quell'andatura velocissima e felina, come se un fondista percorresse la passerella di una sfilata, e decisi che quel pomeriggio sarebbe stato migliore se avessimo percorso un pò di strada insieme.
Per evitarmi le solite figure, rallentai il furgone e solo quando fui sicuro e le fui quasi di fianco, tirai giù il finestrino ed urlai volutamente quello che credo sia uno dei meno simpatici approcci di sempre: "ehi ciao ti occorre un passaggio?", che mi ha sempre suggerito l'immagine di un serial killer all'ora della merenda. Con un furgone poi.
Come riflesso di chi è assuefatto a certe cose, come ogni donna quotidianamente sarà preparata a fare, si girò appena senza davvero guardare ed alzò la mano sinistra in cenno di 'no di certo, grazie'. Mentre sorridevo, la sua mano alzata così bianca e filiforme in controluce mi sembrò quasi un'anemone di mare che si stagliava dalla manica di quel suo cappottino stretto nero come da un fondale scuro ma vivacissimo.
- proprio sicura?
Si girò finalmente, forse pronta a declinare l'invito in maniera più decisa, ma la sua espressione cambiò improvvisamente ed il suo viso si illuminò in un sorriso che condividevo e mi riempì il cuore, oltre a confermare uno strano stato di agitazione che mi capitava ultimamente ogni volta che mi trovavo con lei. Avevo notato in me questa specie di imbarazzo infantile, quella sensazione che ti fa vagliare ogni parola per la paura che sia inopportuna. Essere se stessi attraverso il filtro Ludwig, più a fuoco, più contrasto, più nitidezza e presenza. Perchè lo facciamo? Siamo l'animale Alpha a caccia? Siamo a teatro e dobbiamo emozionare? Forse siamo entità non troppo complesse che hanno davvero il bisogno di essere comprese, accettate, completate.
Ripartii lentamente, probabilmente perchè non riuscivo a non guardarla, forse anche incredulo dell'incontro fortuito e felice di averla a bordo.
- Stai andando a casa?
- Si tornavo a casa.. tu? lavoro?
- In realta per oggi ho finito, purtroppo dovrò aiutare mia sorella per il trasloco, sono ancora sul furgone per questo.
- ah, non ti invidio proprio pensa - disse ridendo
- Mi invidierai ancora meno se aggiungo che si trasferisce in un paesino sperduto a nord di Roma, devo andare lì.
- Cavolo proprio una simpatica giornata! no io invece arriverò a casa, farò due coccole a cane e gatti, metterò una tuta e mi preparerò un the.
Ecco il the era una delle sue peculiarità, uno dei tratti distintivi quanto lo era il suo colore di capelli o l'odore della sua pelle. L'avevo conosciuta un bel pò di tempo prima, probabilmente ne avrà avuta una tazza in mano e ricordo di aver pensato che questa tipa così pacata e dolce assumenva in realtà molta più teina dell'intero fabbisogno mensile di un qualsiasi inglese del Kent, figuriamoci rispetto ad un semplice caffeinomane come me. E tra animali notturni, divoratori insonni, probabilmente ci si riconosce.
Continuai a guidare verso casa sua che sfortunatamente era abbastanza vicina, scambiammo altre chiacchiere che potevano servirmi come viatico per la lunga e faticosa giornata, una spensieratezza che poteva solamente alleggerire i chilometri che mi separavano da Roma.
Non so dire come successe esattamente, se arrivai a supplicarla o se bastò la vaga idea di fermarsi da Ikea, ricordo però distintamente che una mezz'oretta più tardi eravamo ancora in viaggio a parlare e scherzare, alla volta della mia onerosa destinazione.
Fu probabilmente l'happening di due unità, l'integrazione di due solitudini. Parlammo di tutto, ne avevamo il bisogno, avevamo bisogno di comunicarci aprirci scambiare e distrarci, ci prendemmo in giro perchè dovevamo conoscerci ancora ed ancora, ci confrontammo per capire certi segnali che evidentemente stavamo cercando. Due timidezze sul ring, l'incontro iniziato con una danza di studio dell'altro, per cercare di non abbassare la guardia troppo presto oppure attaccare senza aver rispettato i tempi dell'onorevole avversario.
Con una pazienza ineguale, una calma inespressa, affiancò la mia persona tutto il giorno fino a sera, nei mille e mille imprevisti ed ansie che solamente un trasloco "alla mia sorella" poteva creare, accompagnando ogni azione con quel suo sorriso lucido ed intenso tanto da farti venir voglia di fermare tutto e godersi una complicità nuova, inaspettata, fatale.
Con questi pensieri caricai la schiena, spostai mobili, guidai, parcheggiai e guidai nuovamente, affrontai in famiglia discorsi tecnici che forse non mi interessavano, ma quella leggerezza e quel sorriso interno non accennavano a scemare.
Arrivò il momento di congedarsi dallo stress, arrivò il momento in cui, a furgone carico, si poteva intravedere la luce alla fine dei lavori forzati. Eravamo stanchi, provati, avevamo fatto il pieno di parole ed azioni altrui ma era finalmente giunto il momento di dedicarsi un altro pò a noi.
Due pipistrelli si inseguivano tra le fronde dei pochi alberi di quel borgo residenziale, le poche e deboli luci illuminavano a malapena il piazzale del parcheggio. Ebbi il tempo di valutare quel nuovo cambiamento di vita di mia sorella, che mi parve assurdo. Però i pipistrelli continuavano a volteggiare ed inseguirsi, non era tutto poi così assurdo. Possiamo passare una vita a cercare di prendere quel che vogliamo o desideriamo, a volte ce ne facciamo una vaga idea e più raramente lo raggiungiamo, però magari in maniera casuale e senza alcuna aspettativa. Altro assurdo, volere non era potere? Evidentemente la bellezza sta proprio nell'inaspettato, l'emozione risiede nella sorpresa, nel mistero.
Il mezzo era fermo e spento al cancello, attendevo l'ok per partire con gli ultimi oggetti.
Ci guardammo ancora come fosse la prima volta, poi avvicinò la sua bocca alla mia e ci baciammo. Inutile provi a descrivere oltre.
Credo sia stato un attimo di eternità, perchè era quello che avevo desiderato per tanto tempo, era quello che non avevo avuto il coraggio di fare da altrettanto tanto tempo, come spesso mi capitava quando avevo una preoccupante inclinazione verso una ragazza. Bloccato in un photo-finish, colto sul fatto e rapito nel giro di qualche secondo.
Poi ci staccammo, lo sguardo mio incredulo ed il suo quasi beffardo, e mi prese un pò in giro perchè ci rendemmo conto, non fosse stato per la sua intraprendenza forse ci saremmo cercati in un loop infinito.
Mentre inseguivo ogni movimento delle sue pupille nocciola, mi entusiasmavo per ogni riflesso che poteva sembrare una lucida lacrima, mentre cadevo inesorabilmente per perdermi in lei, mentre ogni odore di professionalità scompariva da quell'abitacolo freddo e spoglio, mentre guardavo i suoi capelli tra le mie dita, mi chiese cosa pensavo di questo avvenimento, chiese risposte sincere perchè non si vive di sole favole, e tutti sappiamo quanto possa far male illudersi che qualcosa di vero e così bello sia avvenuto per poi rivelarsi un fuoco fatuo, la casualità ed il bisogno a banchetto, nell'attesa di deridere gli astanti appena finita la portata principale. Chiese il significato, i trascorsi, chiese sincerità e protezione mentre mi porgeva i cristalli del suo cuore.
Ecco, fa attenzione, così, piano.
Mi ero trovato talmente preso che quel giorno non avevo fumato neanche una sigaretta.
Non credo pensai molto alle risposte che sentivo fluire nelle parole: erano li, tuffatrici sul bordo, evoluzioni studiate e ripetute nel tempo perchè appassionanti, emozionanti.
Le risposi che si, questa era una cosa vera, la cosa che volevo da tempo ma non avevo ancora metabolizzato: desideravo davvero stare con lei.
E giurai a lei prima, poi a me stesso, che avrei trattato quella creatura con tutta l'attenzione e l'amore di cui mi ritenevo capace. Ed il cielo mi è testimone, avrei fatto e farei di tutto pur di starle accanto e dirle sempre quanto significa per me.
Se dovessi incontrarla di nuovo, come allora, in strada, riconoscendone il passo sfuggente.

La incontrai per caso in un pomeriggio assolato di Gennaio, su di una strada del centro non molto frequentata, tipico di lei.
Percorrevo il viale alberato sovrappensiero come sempre. All'epoca guidavo un furgone per lavoro, uno di quei mezzi scomodi ed abbastanza rumorosi da non permettermi altro che evadere col pensiero. Il riabituarsi a dei ritmi lontani nel tempo, vivere una realtà diversa dopo le vicissitudini che hanno in qualche modo cambiato il corso dei tuoi eventi, cercare dettagli fuori dal finestrino che possano legarti a qualcosa, porgerti una diversa ed inaspettata possibilità. Una vita abbastanza sovrappensiero direi.
Però la vidi.
Notai quel suo passo leggero ed incerto al contempo, quell'andatura velocissima e felina, come se un fondista percorresse la passerella di una sfilata, e decisi che quel pomeriggio sarebbe stato migliore se avessimo percorso un pò di strada insieme.
Per evitarmi le solite figure, rallentai il furgone e solo quando fui sicuro e le fui quasi di fianco, tirai giù il finestrino ed urlai volutamente quello che credo sia uno dei meno simpatici approcci di sempre: "ehi ciao ti occorre un passaggio?", che mi ha sempre suggerito l'immagine di un serial killer all'ora della merenda. Con un furgone poi.
Come riflesso di chi è assuefatto a certe cose, come ogni donna quotidianamente sarà preparata a fare, si girò appena senza davvero guardare ed alzò la mano sinistra in cenno di 'no di certo, grazie'. Mentre sorridevo, la sua mano alzata così bianca e filiforme in controluce mi sembrò quasi un'anemone di mare che si stagliava dalla manica di quel suo cappottino stretto nero come da un fondale scuro ma vivacissimo.
- proprio sicura?
Si girò finalmente, forse pronta a declinare l'invito in maniera più decisa, ma la sua espressione cambiò improvvisamente ed il suo viso si illuminò in un sorriso che condividevo e mi riempì il cuore, oltre a confermare uno strano stato di agitazione che mi capitava ultimamente ogni volta che mi trovavo con lei. Avevo notato in me questa specie di imbarazzo infantile, quella sensazione che ti fa vagliare ogni parola per la paura che sia inopportuna. Essere se stessi attraverso il filtro Ludwig, più a fuoco, più contrasto, più nitidezza e presenza. Perchè lo facciamo? Siamo l'animale Alpha a caccia? Siamo a teatro e dobbiamo emozionare? Forse siamo entità non troppo complesse che hanno davvero il bisogno di essere comprese, accettate, completate.
Ripartii lentamente, probabilmente perchè non riuscivo a non guardarla, forse anche incredulo dell'incontro fortuito e felice di averla a bordo.
- Stai andando a casa?
- Si tornavo a casa.. tu? lavoro?
- In realta per oggi ho finito, purtroppo dovrò aiutare mia sorella per il trasloco, sono ancora sul furgone per questo.
- ah, non ti invidio proprio pensa - disse ridendo
- Mi invidierai ancora meno se aggiungo che si trasferisce in un paesino sperduto a nord di Roma, devo andare lì.
- Cavolo proprio una simpatica giornata! no io invece arriverò a casa, farò due coccole a cane e gatti, metterò una tuta e mi preparerò un the.
Ecco il the era una delle sue peculiarità, uno dei tratti distintivi quanto lo era il suo colore di capelli o l'odore della sua pelle. L'avevo conosciuta un bel pò di tempo prima, probabilmente ne avrà avuta una tazza in mano e ricordo di aver pensato che questa tipa così pacata e dolce assumenva in realtà molta più teina dell'intero fabbisogno mensile di un qualsiasi inglese del Kent, figuriamoci rispetto ad un semplice caffeinomane come me. E tra animali notturni, divoratori insonni, probabilmente ci si riconosce.
Continuai a guidare verso casa sua che sfortunatamente era abbastanza vicina, scambiammo altre chiacchiere che potevano servirmi come viatico per la lunga e faticosa giornata, una spensieratezza che poteva solamente alleggerire i chilometri che mi separavano da Roma.
Non so dire come successe esattamente, se arrivai a supplicarla o se bastò la vaga idea di fermarsi da Ikea, ricordo però distintamente che una mezz'oretta più tardi eravamo ancora in viaggio a parlare e scherzare, alla volta della mia onerosa destinazione.
Fu probabilmente l'happening di due unità, l'integrazione di due solitudini. Parlammo di tutto, ne avevamo il bisogno, avevamo bisogno di comunicarci aprirci scambiare e distrarci, ci prendemmo in giro perchè dovevamo conoscerci ancora ed ancora, ci confrontammo per capire certi segnali che evidentemente stavamo cercando. Due timidezze sul ring, l'incontro iniziato con una danza di studio dell'altro, per cercare di non abbassare la guardia troppo presto oppure attaccare senza aver rispettato i tempi dell'onorevole avversario.
Con una pazienza ineguale, una calma inespressa, affiancò la mia persona tutto il giorno fino a sera, nei mille e mille imprevisti ed ansie che solamente un trasloco "alla mia sorella" poteva creare, accompagnando ogni azione con quel suo sorriso lucido ed intenso tanto da farti venir voglia di fermare tutto e godersi una complicità nuova, inaspettata, fatale.
Con questi pensieri caricai la schiena, spostai mobili, guidai, parcheggiai e guidai nuovamente, affrontai in famiglia discorsi tecnici che forse non mi interessavano, ma quella leggerezza e quel sorriso interno non accennavano a scemare.
Arrivò il momento di congedarsi dallo stress, arrivò il momento in cui, a furgone carico, si poteva intravedere la luce alla fine dei lavori forzati. Eravamo stanchi, provati, avevamo fatto il pieno di parole ed azioni altrui ma era finalmente giunto il momento di dedicarsi un altro pò a noi.
Due pipistrelli si inseguivano tra le fronde dei pochi alberi di quel borgo residenziale, le poche e deboli luci illuminavano a malapena il piazzale del parcheggio. Ebbi il tempo di valutare quel nuovo cambiamento di vita di mia sorella, che mi parve assurdo. Però i pipistrelli continuavano a volteggiare ed inseguirsi, non era tutto poi così assurdo. Possiamo passare una vita a cercare di prendere quel che vogliamo o desideriamo, a volte ce ne facciamo una vaga idea e più raramente lo raggiungiamo, però magari in maniera casuale e senza alcuna aspettativa. Altro assurdo, volere non era potere? Evidentemente la bellezza sta proprio nell'inaspettato, l'emozione risiede nella sorpresa, nel mistero.
Il mezzo era fermo e spento al cancello, attendevo l'ok per partire con gli ultimi oggetti.
Ci guardammo ancora come fosse la prima volta, poi avvicinò la sua bocca alla mia e ci baciammo. Inutile provi a descrivere oltre.
Credo sia stato un attimo di eternità, perchè era quello che avevo desiderato per tanto tempo, era quello che non avevo avuto il coraggio di fare da altrettanto tanto tempo, come spesso mi capitava quando avevo una preoccupante inclinazione verso una ragazza. Bloccato in un photo-finish, colto sul fatto e rapito nel giro di qualche secondo.
Poi ci staccammo, lo sguardo mio incredulo ed il suo quasi beffardo, e mi prese un pò in giro perchè ci rendemmo conto, non fosse stato per la sua intraprendenza forse ci saremmo cercati in un loop infinito.
Mentre inseguivo ogni movimento delle sue pupille nocciola, mi entusiasmavo per ogni riflesso che poteva sembrare una lucida lacrima, mentre cadevo inesorabilmente per perdermi in lei, mentre ogni odore di professionalità scompariva da quell'abitacolo freddo e spoglio, mentre guardavo i suoi capelli tra le mie dita, mi chiese cosa pensavo di questo avvenimento, chiese risposte sincere perchè non si vive di sole favole, e tutti sappiamo quanto possa far male illudersi che qualcosa di vero e così bello sia avvenuto per poi rivelarsi un fuoco fatuo, la casualità ed il bisogno a banchetto, nell'attesa di deridere gli astanti appena finita la portata principale. Chiese il significato, i trascorsi, chiese sincerità e protezione mentre mi porgeva i cristalli del suo cuore.
Ecco, fa attenzione, così, piano.
Mi ero trovato talmente preso che quel giorno non avevo fumato neanche una sigaretta.
Non credo pensai molto alle risposte che sentivo fluire nelle parole: erano li, tuffatrici sul bordo, evoluzioni studiate e ripetute nel tempo perchè appassionanti, emozionanti.
Le risposi che si, questa era una cosa vera, la cosa che volevo da tempo ma non avevo ancora metabolizzato: desideravo davvero stare con lei.
E giurai a lei prima, poi a me stesso, che avrei trattato quella creatura con tutta l'attenzione e l'amore di cui mi ritenevo capace. Ed il cielo mi è testimone, avrei fatto e farei di tutto pur di starle accanto e dirle sempre quanto significa per me.
Se dovessi incontrarla di nuovo, come allora, in strada, riconoscendone il passo sfuggente.
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giovedì, febbraio 27, 2014
(21/02) 2014 l'anno del compasso
Contatto.

Vi dirò com' è andata.
Mentre capite che un grandangolo può suggerire alla mente un esploso enorme rispetto al misero teatro che avete davanti, vi rendete contemporaneamente conto del fatto che anche questo spettacolo sarà una enorme bolla televisiva. Una voce fuori ha già iniziato a ripetere "signori solo altri due minuti signori prego seduti" troppe volte, il volteggio degli abiti estremi - a volte terribili a volte solo naive, e l'invasione delle tette puntute ingioiellate truccate, come negli anni gloriosi in cui -forse- questo Ariston aveva una gloria.
Teste mature su corpi non loro, urlano oppure scattano, immagine immagine immagine "forse meglio se mi metto che dietro si legge POLTRONISSIME".
Eccolo, minuto, il direttore del circo. applaudono il suo medio saluto, i suoi medi auguri, le sue medie didascaliche osservazioni. cronaca di una morte annunciata.
Noioso, perbenista, lento, retorico, ti seguono i degenti d'ospedale cercando di capire se vali un vello come quello che ti è stato pagato.
Siete ora privi di qualsiasi riferimento. il varietà offre un menù da Domenica In condensato in meno ore, è stato decongelato un mago illusionista dicono, poi canta qualcuno ah si è il figlio noiosissimo di un padre noiosissimo che ha scritto una litanìa che la dovete riascoltare perchè la scuola genovese e mia madre si innamorò ed io ve la rifaccio che se commuovo vinco.
Fiumi di parole incrociate, la scaletta viaggia serrata e una donna in galleria urla "300 euro per non vedere nienteeeeeee" e dal palco una risposta a caso. non preoccupatevi. avete già sentito che i tentati suicidi sono stati passati durante la serata d'apertura. avete evitato con questa furbata della semifinale anche l'ospite politico. sapete già che questo spettacolo si fa carico morale della situazione in cui verte il paese intero e lo si vede benissimo dalla mancanza di fiori nella scenografia. avete appreso in 1,274 secondi che un cantante di un gruppo degli anni '70 è scomparso pochi istanti prima in un incidente stradale ma adesso pubblicità.
La valletta è meno bella di quelle oche strapagate che non sanno parlare questa si che fa ridere mentre decide da dove entrare e cambia d'abito e sviluppa le gag che porco mondo come fa ridere. Avrete anche il momento dello scandalo, sacrilegio un cantautore tra i big ha infranto le regole del santo festival quindi dovrà essere messo alla gogna, ma ti prego caro autore disonesto, torna a trovarci domani che la ribalta non si nega a nessuno e cazzo quanto ci dispiace ma devi proprio andare fuori dalla gara che qui non siamo a perdere tempo con dei brani editi nella parrocchia del quartiere. ma già ti volevamo bene, potresti avere un futuro, magari iscriviti l'anno prossimo.
Ora però canta lui in persona ssshh proprio lui, che credevate che il reparto archeologia di mamma SIAE si perdesse ad inseguir farfalle. quindici minuti di ricerca della tonalità per lui, quindici(alla n) della celebrità che si è rubato con una sola canzone scritta, per parlare intonando coperto da una valanga di pianoforte che bravissimo il pianista ma quando canta questo.
Tra un "entra di qua" ed un colpetto che ancora non hai imparato a star sotto il riflettore e guardare in camera, tra un 'lo annuncio io' ma 'no questa era la mia battuta del momento', lo show procede inesorabile lungo le sue 4 ore. Ed i due pietosi sul palco lo fanno notare, abbiamo un'età qui, come voi in sala e voi a casa tutti, mica si può continuare la televisione fino oltre le 23...quasi sbadigliano, gli duole moltissimo dover presentare le nuove proposte che nuove è una parola davvero blasonata nella modernità.
i così chiamati BIG si susseguono tronfi delle loro cover, stasera che sera, rifiorisce ad libitum la musica leggera italiana. sono tutti ma proprio tutti accompagnati da ospiti ancora più BIG che non è mai abbastanza. allora l'ex cantante di un ex-gruppo spunta insieme ad un attore ed una modella che suonano rispettivamente batteria e basso il che ci porta alla conclusione che la musica è proprio per cani e porci. infatti un altro attore attempato e visibilmente ubriaco fa da spalla ad una specie di muppet con un flanger in bocca, sbagliando totalmente il brano ma il bello della diretta e Sanremo è Sanremo, poi è la volta di un big meno big insieme ad uno che mascherato si propone come un big di altro settore, quello alternativo quindi ora spopolerò anche nel mainstream e per farvi vedere quanto valgo invito a suonare la batteria uno che famoso e famigerato lo è davvero, però qui fa la figura del cane pastore senza gregge.
Ospiti internazionali quindi, che sollievo. peccato che a medioman e valletta non siano stati pagati sufficienti rimborsi per imparare un pò di lingua straniera -che mica nella vita uno si può ammazzare di lavoro senza motivo- e allora ciao grazie grande abbiamo qui con noi tommy lì come stai ti piace l'Italia e la pizza e per finire, si deve passare alla fase ultima, prima delle ATTESISSIME premiazioni.
L'ospite viene presentato leggendo le ultime righe dell'ultima cartelletta, stanchi che solo dopo 8 ore in miniera ci si sente così stanchi - ma guarda se questa esibizione la si può passare dopo la mezzanotte meledetti autori- e quindi ecco finalmente gli unici 12 minuti di vera musica (probabilmente) dell'intera manifestazione.altro ospite internazionale ma è il momento di andare avanti, il tuo bisnonno aveva origini italiane quindi tu parlerai benissimo italiano, cosa ti piace, hai girato per la città, il tuo nuovo singolo lo presentavi qui stasera e grazie della presenza e la pizza si è buonissima e le donne beh le italiane sono insuperabili e vabbè adesso però accomodati che dobbiamo andare a casa.
Signori e signore, ecco il vincitore. con un sottinteso "abbiamo-dovuto-sdoganare-stocazzo-di-RAP" ecco a voi il ragazzetto bravo bravo che viene dalla terra dei fuochi che però lui mica spara lui si esprime col rap e a forza di parole in rima è arrivato al cuore della gente, che bravo che è e che bel business è il rap ma quanto ci farà mangiare già sto contando il contante.
Hanno passato la dogana le canne, i tatuaggi, le creste i piercing non vedo perché non il rap. figli e pronipoti di mtv che passano per la rai in elegante scivolata quasi che non ve ne accorgete. uscendo dal teatro in preda a convulsioni da sbadiglio, le persone accalcate a caccia di celebrità riescono a confondervi con attori o cantanti a caso mentre voi starete pensando a dove/cosa mangiare e quanto il parcheggio esclusivo custodito del teatro avrà prosciugato la vostra carta di credito.
Vi ritroverete in strada a pensare a quanto rimpiangete il Festivalbar.
Compasso

Il teatro Ariston di Sanremo, credo come tutti i teatri visti in tv o gli studi televisivi stessi, è davvero piccolo e vecchio.Si, vecchio, non vintage o antico. Le locandine appese, le bacheche dorate di alluminio, i pavimenti ed i bagni, le sedie come il bar o le insegne, tutto sa di bar-sport. Frequentato a questo punto solamente nella settimana del Santo festival, forse un paio di giorni di attività per il Premio Tenco (che alcuni rumors danno per prossimo alla chiusura), vanta un bestiario umano davvero notevole. Sarete a disagio anche se ultra-settantenni. Nella serata della semifinale dell'edizione 2014, di venerdì, questo bestiario a quanto pare si espande raggiungendo livelli estremi di velinismo, nota malattia della modernità che riduce le persone a mere sagome da scatto digitale e le spinge, nei casi incurabili, all'avvicinamento di celebrità vere o presunte, di modo che l'aura di queste possa trasmettersi o almeno il loro manager possa decidere di fare un'avance. Ma veniamo all'evento.
Fabio Fazio, per l'ennesima volta presentatore del festival, è personaggio stanco e poco carismatico. Le sue battute -sarà colpa degli autori- sono del livello dei film di Fabio Volo. nota bene: dei film di Volo. Un democristiano al fronte. Ma con un conto in banca accresciuto di €600.000 per sole 5 serate.
Lo spettacolo somiglia, anzi, è l'estensione di Fazio. Un po' come vedere un episodio del Bagaglino ma più lungo del solito. Battute a salve sulla politica, sul sociale, sulla crisi, nemmeno un accenno biografico o critico -critico!- su ospiti o cantanti in gara. La presenza del Mago Silvan e poi il cameo di Gino Paoli illustrano bene la ventata di novità che il festival ci porta. Il primo entra giustificando subito la sua lunga assenza dalla tv per via delle sue costanti turnè a Las Vegas dove va fortissimo, il secondo come già detto, è il fantasma di sé e come cantante beh..a ognuno i suoi pareri in proposito.
Così mentre si alternano esecuzioni di dubbio gusto (la versione di Nel blu dipinto di blu di Gualazzi con Bloody Beetroots e Tommy Lee dei Motley Crue è davvero imbarazzante, della versione di DeAndrè di un pezzo di DeAndrè vorrei evitare di parlare) apprendiamo al volo e decontestualizzata la notizia della morte per incidente di F. Di Giacomo cantante del Banco Del Mutuo Soccorso. Decontestualizzata perché appena accennata e priva di sentimenti o risonanza sulla serata. Ma si sa, quelli del progressive non contano. Viva la musica leggera.
E la comicità innocua della prima serata. La Littizzetto è, assecondando il tenore del festival, innocua e meno simpatica del solito. Sarà che l'abbiamo sopportata sempre in pillole ed ora invece…
Viene poi la volta dello scandalo-momento. Riccardo Sinigallia squalificato perché qualcuno avrebbe segnalato l'avvenuta esecuzione del pezzo un anno prima del Sanremo. Trattandosi di una rassegna di inediti, la cosa risulta inaccettabile e le regole sono regole. Peccato.
Quattro ore sono lunghe, come questo articolo direte, ma ci tengo a delineare bene il tutto affinché possiate correre a prenotare il biglietto per la prossima edizione. E poi se siete arrivati fino a qui è che, in fondo, Sanremo oppure il gossip, vi stuzzica.
In questo tempo lunghissimo gli stessi presentatori più volte ripetono che sono stanchi e che preferirebbero essere a casa con i loro cagnetti. Ripetiamo, €600.000 Fazio, €370.000 Littizzetto per le 5 serate, euro più euro meno.
I big con le loro versioni di pezzi famosi vanno dal cantante de Le Vibrazioni con Scamarcio alla batteria a Giusy Ferreri con Alessandro Haber (!) passando per Antonella Ruggiero con Digiensemble Berlin e Frankie HiNrg con Fiorella Mannoia. In tutto questo la giuria di qualità presidiata dal regista Virzì e composta da personaggi più o meno legati alla musica si prepara a votare giudicando soprattutto le nuove proposte di cui abbiamo i quattro finalisti con codice 1 2 3 4 se volete mandate un sms al costo di solo €1,02 astenersi minorenni.
Si esibiscono Zibba, scuola genovese, Diodato, cantautore malinconico, TheNiro penalizzato anche da un audio pessimo nella sua esibizione indie, Rocco Hunt, baby rapper napoletano.
Prima del finale al cardiopalma, viene pigramente invitato ad esibirsi Paolo Nutini, che effettivamente tra una Caruso intonata con pronuncia dubbia ma grande voce, Candy altro suo classico e Scream per lanciare il nuovo album, si pone una spanna più in alto di tutta la qualità finora sciorinata liberamente. Bene il sound, bene i brani, bene lui.
Ma come per tutti gli ospiti non italofoni, viene incalzato da domande ed osservazioni in italiano proprio perché a noi, di assumere gente che sappia anche un minimo di inglese, non va giù. Prima che lo chiediate, il cache dell'interprete è stato assorbito dalla parcella dei presentatori e probabilmente investito per le mirabolanti imprese di Silvan.
Il resto è già storia antica. Rocco Hunt ha vinto, perché in qualche modo qualcuno doveva pur istituzionalizzare questo benedetto rap, e farlo passare attraverso Sanremo poteva e doveva essere la mossa giusta. Se poi questo passe-partout è anche del sud, povero sud, sofferente sud senza lavoro, violento ma di cuore allora…il quadro è perfetto. Tutti uniti, almeno per Sanremo ed i Mondiali di calcio. Che tenerezza.

Vi dirò com' è andata.
Mentre capite che un grandangolo può suggerire alla mente un esploso enorme rispetto al misero teatro che avete davanti, vi rendete contemporaneamente conto del fatto che anche questo spettacolo sarà una enorme bolla televisiva. Una voce fuori ha già iniziato a ripetere "signori solo altri due minuti signori prego seduti" troppe volte, il volteggio degli abiti estremi - a volte terribili a volte solo naive, e l'invasione delle tette puntute ingioiellate truccate, come negli anni gloriosi in cui -forse- questo Ariston aveva una gloria.
Teste mature su corpi non loro, urlano oppure scattano, immagine immagine immagine "forse meglio se mi metto che dietro si legge POLTRONISSIME".
Eccolo, minuto, il direttore del circo. applaudono il suo medio saluto, i suoi medi auguri, le sue medie didascaliche osservazioni. cronaca di una morte annunciata.
Noioso, perbenista, lento, retorico, ti seguono i degenti d'ospedale cercando di capire se vali un vello come quello che ti è stato pagato.
Siete ora privi di qualsiasi riferimento. il varietà offre un menù da Domenica In condensato in meno ore, è stato decongelato un mago illusionista dicono, poi canta qualcuno ah si è il figlio noiosissimo di un padre noiosissimo che ha scritto una litanìa che la dovete riascoltare perchè la scuola genovese e mia madre si innamorò ed io ve la rifaccio che se commuovo vinco.
Fiumi di parole incrociate, la scaletta viaggia serrata e una donna in galleria urla "300 euro per non vedere nienteeeeeee" e dal palco una risposta a caso. non preoccupatevi. avete già sentito che i tentati suicidi sono stati passati durante la serata d'apertura. avete evitato con questa furbata della semifinale anche l'ospite politico. sapete già che questo spettacolo si fa carico morale della situazione in cui verte il paese intero e lo si vede benissimo dalla mancanza di fiori nella scenografia. avete appreso in 1,274 secondi che un cantante di un gruppo degli anni '70 è scomparso pochi istanti prima in un incidente stradale ma adesso pubblicità.
La valletta è meno bella di quelle oche strapagate che non sanno parlare questa si che fa ridere mentre decide da dove entrare e cambia d'abito e sviluppa le gag che porco mondo come fa ridere. Avrete anche il momento dello scandalo, sacrilegio un cantautore tra i big ha infranto le regole del santo festival quindi dovrà essere messo alla gogna, ma ti prego caro autore disonesto, torna a trovarci domani che la ribalta non si nega a nessuno e cazzo quanto ci dispiace ma devi proprio andare fuori dalla gara che qui non siamo a perdere tempo con dei brani editi nella parrocchia del quartiere. ma già ti volevamo bene, potresti avere un futuro, magari iscriviti l'anno prossimo.
Ora però canta lui in persona ssshh proprio lui, che credevate che il reparto archeologia di mamma SIAE si perdesse ad inseguir farfalle. quindici minuti di ricerca della tonalità per lui, quindici(alla n) della celebrità che si è rubato con una sola canzone scritta, per parlare intonando coperto da una valanga di pianoforte che bravissimo il pianista ma quando canta questo.
Tra un "entra di qua" ed un colpetto che ancora non hai imparato a star sotto il riflettore e guardare in camera, tra un 'lo annuncio io' ma 'no questa era la mia battuta del momento', lo show procede inesorabile lungo le sue 4 ore. Ed i due pietosi sul palco lo fanno notare, abbiamo un'età qui, come voi in sala e voi a casa tutti, mica si può continuare la televisione fino oltre le 23...quasi sbadigliano, gli duole moltissimo dover presentare le nuove proposte che nuove è una parola davvero blasonata nella modernità.
i così chiamati BIG si susseguono tronfi delle loro cover, stasera che sera, rifiorisce ad libitum la musica leggera italiana. sono tutti ma proprio tutti accompagnati da ospiti ancora più BIG che non è mai abbastanza. allora l'ex cantante di un ex-gruppo spunta insieme ad un attore ed una modella che suonano rispettivamente batteria e basso il che ci porta alla conclusione che la musica è proprio per cani e porci. infatti un altro attore attempato e visibilmente ubriaco fa da spalla ad una specie di muppet con un flanger in bocca, sbagliando totalmente il brano ma il bello della diretta e Sanremo è Sanremo, poi è la volta di un big meno big insieme ad uno che mascherato si propone come un big di altro settore, quello alternativo quindi ora spopolerò anche nel mainstream e per farvi vedere quanto valgo invito a suonare la batteria uno che famoso e famigerato lo è davvero, però qui fa la figura del cane pastore senza gregge.
Ospiti internazionali quindi, che sollievo. peccato che a medioman e valletta non siano stati pagati sufficienti rimborsi per imparare un pò di lingua straniera -che mica nella vita uno si può ammazzare di lavoro senza motivo- e allora ciao grazie grande abbiamo qui con noi tommy lì come stai ti piace l'Italia e la pizza e per finire, si deve passare alla fase ultima, prima delle ATTESISSIME premiazioni.
L'ospite viene presentato leggendo le ultime righe dell'ultima cartelletta, stanchi che solo dopo 8 ore in miniera ci si sente così stanchi - ma guarda se questa esibizione la si può passare dopo la mezzanotte meledetti autori- e quindi ecco finalmente gli unici 12 minuti di vera musica (probabilmente) dell'intera manifestazione.altro ospite internazionale ma è il momento di andare avanti, il tuo bisnonno aveva origini italiane quindi tu parlerai benissimo italiano, cosa ti piace, hai girato per la città, il tuo nuovo singolo lo presentavi qui stasera e grazie della presenza e la pizza si è buonissima e le donne beh le italiane sono insuperabili e vabbè adesso però accomodati che dobbiamo andare a casa.
Signori e signore, ecco il vincitore. con un sottinteso "abbiamo-dovuto-sdoganare-stocazzo-di-RAP" ecco a voi il ragazzetto bravo bravo che viene dalla terra dei fuochi che però lui mica spara lui si esprime col rap e a forza di parole in rima è arrivato al cuore della gente, che bravo che è e che bel business è il rap ma quanto ci farà mangiare già sto contando il contante.
Hanno passato la dogana le canne, i tatuaggi, le creste i piercing non vedo perché non il rap. figli e pronipoti di mtv che passano per la rai in elegante scivolata quasi che non ve ne accorgete. uscendo dal teatro in preda a convulsioni da sbadiglio, le persone accalcate a caccia di celebrità riescono a confondervi con attori o cantanti a caso mentre voi starete pensando a dove/cosa mangiare e quanto il parcheggio esclusivo custodito del teatro avrà prosciugato la vostra carta di credito.
Vi ritroverete in strada a pensare a quanto rimpiangete il Festivalbar.
Compasso

Il teatro Ariston di Sanremo, credo come tutti i teatri visti in tv o gli studi televisivi stessi, è davvero piccolo e vecchio.Si, vecchio, non vintage o antico. Le locandine appese, le bacheche dorate di alluminio, i pavimenti ed i bagni, le sedie come il bar o le insegne, tutto sa di bar-sport. Frequentato a questo punto solamente nella settimana del Santo festival, forse un paio di giorni di attività per il Premio Tenco (che alcuni rumors danno per prossimo alla chiusura), vanta un bestiario umano davvero notevole. Sarete a disagio anche se ultra-settantenni. Nella serata della semifinale dell'edizione 2014, di venerdì, questo bestiario a quanto pare si espande raggiungendo livelli estremi di velinismo, nota malattia della modernità che riduce le persone a mere sagome da scatto digitale e le spinge, nei casi incurabili, all'avvicinamento di celebrità vere o presunte, di modo che l'aura di queste possa trasmettersi o almeno il loro manager possa decidere di fare un'avance. Ma veniamo all'evento.
Fabio Fazio, per l'ennesima volta presentatore del festival, è personaggio stanco e poco carismatico. Le sue battute -sarà colpa degli autori- sono del livello dei film di Fabio Volo. nota bene: dei film di Volo. Un democristiano al fronte. Ma con un conto in banca accresciuto di €600.000 per sole 5 serate.
Lo spettacolo somiglia, anzi, è l'estensione di Fazio. Un po' come vedere un episodio del Bagaglino ma più lungo del solito. Battute a salve sulla politica, sul sociale, sulla crisi, nemmeno un accenno biografico o critico -critico!- su ospiti o cantanti in gara. La presenza del Mago Silvan e poi il cameo di Gino Paoli illustrano bene la ventata di novità che il festival ci porta. Il primo entra giustificando subito la sua lunga assenza dalla tv per via delle sue costanti turnè a Las Vegas dove va fortissimo, il secondo come già detto, è il fantasma di sé e come cantante beh..a ognuno i suoi pareri in proposito.
Così mentre si alternano esecuzioni di dubbio gusto (la versione di Nel blu dipinto di blu di Gualazzi con Bloody Beetroots e Tommy Lee dei Motley Crue è davvero imbarazzante, della versione di DeAndrè di un pezzo di DeAndrè vorrei evitare di parlare) apprendiamo al volo e decontestualizzata la notizia della morte per incidente di F. Di Giacomo cantante del Banco Del Mutuo Soccorso. Decontestualizzata perché appena accennata e priva di sentimenti o risonanza sulla serata. Ma si sa, quelli del progressive non contano. Viva la musica leggera.
E la comicità innocua della prima serata. La Littizzetto è, assecondando il tenore del festival, innocua e meno simpatica del solito. Sarà che l'abbiamo sopportata sempre in pillole ed ora invece…
Viene poi la volta dello scandalo-momento. Riccardo Sinigallia squalificato perché qualcuno avrebbe segnalato l'avvenuta esecuzione del pezzo un anno prima del Sanremo. Trattandosi di una rassegna di inediti, la cosa risulta inaccettabile e le regole sono regole. Peccato.
Quattro ore sono lunghe, come questo articolo direte, ma ci tengo a delineare bene il tutto affinché possiate correre a prenotare il biglietto per la prossima edizione. E poi se siete arrivati fino a qui è che, in fondo, Sanremo oppure il gossip, vi stuzzica.
In questo tempo lunghissimo gli stessi presentatori più volte ripetono che sono stanchi e che preferirebbero essere a casa con i loro cagnetti. Ripetiamo, €600.000 Fazio, €370.000 Littizzetto per le 5 serate, euro più euro meno.
I big con le loro versioni di pezzi famosi vanno dal cantante de Le Vibrazioni con Scamarcio alla batteria a Giusy Ferreri con Alessandro Haber (!) passando per Antonella Ruggiero con Digiensemble Berlin e Frankie HiNrg con Fiorella Mannoia. In tutto questo la giuria di qualità presidiata dal regista Virzì e composta da personaggi più o meno legati alla musica si prepara a votare giudicando soprattutto le nuove proposte di cui abbiamo i quattro finalisti con codice 1 2 3 4 se volete mandate un sms al costo di solo €1,02 astenersi minorenni.
Si esibiscono Zibba, scuola genovese, Diodato, cantautore malinconico, TheNiro penalizzato anche da un audio pessimo nella sua esibizione indie, Rocco Hunt, baby rapper napoletano.
Prima del finale al cardiopalma, viene pigramente invitato ad esibirsi Paolo Nutini, che effettivamente tra una Caruso intonata con pronuncia dubbia ma grande voce, Candy altro suo classico e Scream per lanciare il nuovo album, si pone una spanna più in alto di tutta la qualità finora sciorinata liberamente. Bene il sound, bene i brani, bene lui.
Ma come per tutti gli ospiti non italofoni, viene incalzato da domande ed osservazioni in italiano proprio perché a noi, di assumere gente che sappia anche un minimo di inglese, non va giù. Prima che lo chiediate, il cache dell'interprete è stato assorbito dalla parcella dei presentatori e probabilmente investito per le mirabolanti imprese di Silvan.
Il resto è già storia antica. Rocco Hunt ha vinto, perché in qualche modo qualcuno doveva pur istituzionalizzare questo benedetto rap, e farlo passare attraverso Sanremo poteva e doveva essere la mossa giusta. Se poi questo passe-partout è anche del sud, povero sud, sofferente sud senza lavoro, violento ma di cuore allora…il quadro è perfetto. Tutti uniti, almeno per Sanremo ed i Mondiali di calcio. Che tenerezza.
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lunedì, marzo 18, 2013
cauto incedere
sottofondo: Sigur Ros - Hoppipolla

...il nostro protagonista incede nei passi cercando di scacciare i pensieri funesti che attanagliano la sua gola.
ha freddo, sente di essere inadeguato a quel clima gelido, ma sa anche che non è la pioggia a fargli quell'effetto.
lei ha aperto il suo cuore, nel momento stesso in cui egli si lasciava andare alla deriva di un sentimento schiacciante. schiacciante e prepotente, di una piacevole invasività.
le sue parole suonarono quasi familiari, suonarono come una firma in calce ad una unione di anime inquiete
familiari come il suono del tiro della sigaretta notturna, così sommesso, così sfuggente ma pur sempre implicito nel tabagista.
ora la paura, più di tutte, è la padrona della scena...nel momento stesso in cui si apre il fatidico vaso di Pandora, ognuno in cuor suo sa che le cose possono cambiare
soprattutto per lei, semmai dovesse scoprire che parlargli le ha fatto male,
e non le rende le cose più semplici, non scivola la fiducia come fino al giorno prima ma complica una relazione così travolgente da non lasciar feriti, così slavina da oltrepassare ogni preconcetto.
il suo sguardo, quello serio, quello molto serio coperto appena dal velo della tristezza di chi adulto si è ritrovato per un istante in un istante
lo aveva distrutto come poteva esserlo una chiglia di un veliero dopo una cannonata.
la paura che può non farle vedere quanto una lacrima possa spiegare meglio di mille parole
la paura di non essere trattata con il rispetto che merita e che ha avuto fino al momento immediatamente precedente.
la stessa paura che lui applica alle cose per non romperle, il timore di tante operazioni a cuore aperto alle quali non ci si è mai abituati.
il tempo che resta, speso nell'attesa di un segnale.
il tempo che resta, passato al ritmo dei tasti mentre scrive di getto nel silenzio inopportuno. vorrebbe che il telefono squillasse, vorrebbe che una chat si aprisse, per la prima volta forse dopo anni.
il silenzio può logorare come l'acqua, se lasciato a se stesso nell'imbarazzo dell'attesa.
poi il telefono squilla.
genuino stupore. non è un call center di telefonia mobile.
dall'altra parte c'è lei, a confermare che la paura, se si vuole, si può affrontare.
che il tempo speso a crescere, ogni tanto, è stato utile a rafforzare un'anima fragile.
[…]

...il nostro protagonista incede nei passi cercando di scacciare i pensieri funesti che attanagliano la sua gola.
ha freddo, sente di essere inadeguato a quel clima gelido, ma sa anche che non è la pioggia a fargli quell'effetto.
lei ha aperto il suo cuore, nel momento stesso in cui egli si lasciava andare alla deriva di un sentimento schiacciante. schiacciante e prepotente, di una piacevole invasività.
le sue parole suonarono quasi familiari, suonarono come una firma in calce ad una unione di anime inquiete
familiari come il suono del tiro della sigaretta notturna, così sommesso, così sfuggente ma pur sempre implicito nel tabagista.
ora la paura, più di tutte, è la padrona della scena...nel momento stesso in cui si apre il fatidico vaso di Pandora, ognuno in cuor suo sa che le cose possono cambiare
soprattutto per lei, semmai dovesse scoprire che parlargli le ha fatto male,
e non le rende le cose più semplici, non scivola la fiducia come fino al giorno prima ma complica una relazione così travolgente da non lasciar feriti, così slavina da oltrepassare ogni preconcetto.
il suo sguardo, quello serio, quello molto serio coperto appena dal velo della tristezza di chi adulto si è ritrovato per un istante in un istante
lo aveva distrutto come poteva esserlo una chiglia di un veliero dopo una cannonata.
la paura che può non farle vedere quanto una lacrima possa spiegare meglio di mille parole
la paura di non essere trattata con il rispetto che merita e che ha avuto fino al momento immediatamente precedente.
la stessa paura che lui applica alle cose per non romperle, il timore di tante operazioni a cuore aperto alle quali non ci si è mai abituati.
il tempo che resta, speso nell'attesa di un segnale.
il tempo che resta, passato al ritmo dei tasti mentre scrive di getto nel silenzio inopportuno. vorrebbe che il telefono squillasse, vorrebbe che una chat si aprisse, per la prima volta forse dopo anni.
il silenzio può logorare come l'acqua, se lasciato a se stesso nell'imbarazzo dell'attesa.
poi il telefono squilla.
genuino stupore. non è un call center di telefonia mobile.
dall'altra parte c'è lei, a confermare che la paura, se si vuole, si può affrontare.
che il tempo speso a crescere, ogni tanto, è stato utile a rafforzare un'anima fragile.
[…]
mercoledì, maggio 05, 2010
una molecola di carbonio
cosa spinge una molecola di carbonio e due di ossigeno ad agitarsi tanto per poi dar vita a,chessò,un ingegnere o un calciatore?
liberamente interpretando il pensiero di Pirsig,mi stavo chiedendo stamattina proprio cosa fa di una persona quella persona,ma soprattutto cosa fa di una scelta Quella scelta.
sei sul 254,hai un'ora di journey per andare al lavoro;godi del fievole raggio di sole che attraversa il finestrino dell'autobus,in cuffia hai i tuoi Animal Collective,così rilassanti,così solari.nella nebbia degli occhi da poco aperti al mattino,guardi velocemente ciò che accade dentro e fuori il bus,e qualcosa stavolta ti colpisce davvero.è uno di quei particolari talmente bizzarri nell'inventario della realtà scenica che non puoi non notare,come quando si individuano le differenze nella 'settimana enigmistica' e nel secondo riquadro l'omino ha un cappelo da giullare.beh,non proprio un cappello da giullare,ma sul tettuccio della seconda fermata,noto una forma tonda molto colorata delle dimensioni di una palla da baseball.mentre cerco di mettere a fuoco,il bus riparte e credo come sempre in questi casi di aver avuto un'allucinazione.il fatto è che alla terza fermata,sempre sul tetto della pensilina,l'episodio si ripete:stessa forma e grandezza,è dotata di spine come fosse un istrice verniciato di fresco da qualche goliardico writer.un bozzolo con queste spine coloratissime è anche sulla quarta fermata e sulla quinta e su tutto il percorso del mezzo fino a destinazione.mi ricorda vagamente dei giocattoli di quando ero bambino,gommose sfere deformabili con tentacoli, adattissime ad essere lanciate per scatenare una pacifica quanto caotica guerra in classe.
perchè mai mi chiedo,tu ignoto eroe,avresti dovuto abbandonare anzi no!lanciare questi ufo street art sulle pensiline di ogni fermata?perchè mai al limite lanciarli non dalla strada ma dallo stretto finestrino del bus,cercando di non sbagliare mai traiettoria?perchè segnare ogni fermata?e perchè il 254?cosa ti ha spinto?
potresti rispondermi di farmi i cazzi miei,e sarebbe assolutamente legittimo.
ma nei giorni a seguire,il mio fidato 254 mi ha portato sullo stesso percorso quasi ogni mattina,e le intemperie hanno iniziato a trasformare i tuoi istrici in qualcosa di diverso.hanno sciolto un pò della plastica superficiale,rivelando così un'ossatura di legno coperto di -sembra- cera colorata,ed un'anima di patata.
non importa chi sei,dove andrai,che farai.
la tua arte e la tua comunicazione saranno la tua eco perchè nell'universo ci sarà sempre qualcuno disposto a seguire incuriosito il tuo messaggio.
anche quando non significa un beneamato nulla.
liberamente interpretando il pensiero di Pirsig,mi stavo chiedendo stamattina proprio cosa fa di una persona quella persona,ma soprattutto cosa fa di una scelta Quella scelta.
sei sul 254,hai un'ora di journey per andare al lavoro;godi del fievole raggio di sole che attraversa il finestrino dell'autobus,in cuffia hai i tuoi Animal Collective,così rilassanti,così solari.nella nebbia degli occhi da poco aperti al mattino,guardi velocemente ciò che accade dentro e fuori il bus,e qualcosa stavolta ti colpisce davvero.è uno di quei particolari talmente bizzarri nell'inventario della realtà scenica che non puoi non notare,come quando si individuano le differenze nella 'settimana enigmistica' e nel secondo riquadro l'omino ha un cappelo da giullare.beh,non proprio un cappello da giullare,ma sul tettuccio della seconda fermata,noto una forma tonda molto colorata delle dimensioni di una palla da baseball.mentre cerco di mettere a fuoco,il bus riparte e credo come sempre in questi casi di aver avuto un'allucinazione.il fatto è che alla terza fermata,sempre sul tetto della pensilina,l'episodio si ripete:stessa forma e grandezza,è dotata di spine come fosse un istrice verniciato di fresco da qualche goliardico writer.un bozzolo con queste spine coloratissime è anche sulla quarta fermata e sulla quinta e su tutto il percorso del mezzo fino a destinazione.mi ricorda vagamente dei giocattoli di quando ero bambino,gommose sfere deformabili con tentacoli, adattissime ad essere lanciate per scatenare una pacifica quanto caotica guerra in classe.
perchè mai mi chiedo,tu ignoto eroe,avresti dovuto abbandonare anzi no!lanciare questi ufo street art sulle pensiline di ogni fermata?perchè mai al limite lanciarli non dalla strada ma dallo stretto finestrino del bus,cercando di non sbagliare mai traiettoria?perchè segnare ogni fermata?e perchè il 254?cosa ti ha spinto?
potresti rispondermi di farmi i cazzi miei,e sarebbe assolutamente legittimo.
ma nei giorni a seguire,il mio fidato 254 mi ha portato sullo stesso percorso quasi ogni mattina,e le intemperie hanno iniziato a trasformare i tuoi istrici in qualcosa di diverso.hanno sciolto un pò della plastica superficiale,rivelando così un'ossatura di legno coperto di -sembra- cera colorata,ed un'anima di patata.
non importa chi sei,dove andrai,che farai.
la tua arte e la tua comunicazione saranno la tua eco perchè nell'universo ci sarà sempre qualcuno disposto a seguire incuriosito il tuo messaggio.
anche quando non significa un beneamato nulla.
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martedì, aprile 27, 2010
cambio repentino di visuale
sottofondo: Kiss of Life by Friendly Fires
-impressione momentanea: se prima nella difficoltà e nella ristrettezza si discuteva,si poteva creare contrasto,c'era tensione e si combatteva anche per progredire,per vincere,perchè vuoi fortemente vincere questa indigenza,ora nel totale relax seguìto al cambiamento non c'è nulla di tutto questo.un torpore,quel maledetto torpore del benessere.
lo stesso che ha rincoglionito milioni di persone davanti quell'indegno apparecchio quadrato.
...il luogo è fisicamente ed esteticamente bellissimo,verde,col sole sembra di stare in un altro paese.sto girando ovunque in bicicletta e non mi pare vero,ci sono parchi,luoghi nascosti dal caos della normalità...stiamo andando a correre ogni sabato mattina al parco,andiamo al mercato dei fiori e a quello delle fattorie(si mangia alla grande!).e sto cercando -con rammarico per il mio- un gatto da portare a casa.
-lucidità 1:se Io sono un fallimento per me stesso,perchè rovinare un'altra forma di vita costringendola a cambiare casa,clima ed abitudini per egoismo?non voglio uccidere il mio gatto.proprio no.
-impressione 2:ci saremo mica trasferiti in un quartiere per pensionati?forse il caos di prima,il traffico e tutto il movimento dei locali ci spingeva a stare attivi a contatto con la vita mondana?ora vedo i miei amici andare a letto alle 22e30...e serate fuori non se ne vedono,nessuno propone più "andiamo a vedere un concerto" o "ma un cinemino?".esco dunque per conto mio,ma ho capito che se qualcosa di divertente deve accadere,accade.agli altri.
per quanto riguarda il lavoro,ne ho perso un altro;l'ennesimo,ed anche stavolta,come sempre negli ultimi tempi,non dipende da me.cioè,se il motivo fosse stato la malattia improvvisa del manager,ok.se fosse stato "guarda non ti possiamo più pagare ci costi troppo",ok.fosse stato "il governo italiano è caduto",meglio.ma un vulcano che erutta dopo essere rimasto inattivo per 200anni,NO.
-lucidità 2: posso ad oggi considerare il mio record mondiale imbattuto.
sono la persona più sfigata della terra,e non faccio riferimento alla sorte,cioè quella cosa per cui i bambini poveri delle favelas brasiliane sicuramente mi battono.
no no,io parlo proprio della cara e vecchia Sfiga:è quella che ti accompagna,la nuvoletta di Fantozzi,quella che se tu vai all'aeroporto il personale è in sciopero,se vai al mare piove,se hai fretta il bus si rompe,se stai per vincere un'asta di Ebay ti cade la connessione,se porti una torta ad una ragazza quella è vegana,se usi la parola 'negro' per la prima volta in vita tua è il momento di silenzio assoluto e c'è un nero di fianco a te...insomma,quella che mi rende veramente un vincente.
sono l'essere sbagliato al momento sbagliato nell'evento sbagliato.numero uno.
f4:basìto.
il momento è roseo per prenderla come va presa,senza fatica e senza pensieri.
com è che sentenziavo in qualche messaggio fa? bisogna lottare,cercare,sognare,conoscere...dimentica.la vita mi insegna questo,devi non-pensare,non-lottare,perchè siamo qui per poco tempo e non vale la pena di affaticarsi,se le cose devono andar bene lo faranno da sole e a te viene richiesto soltanto di lavorare e riprodurti.la magica teoria delle 3P che un giorno forse finalmente mi deciderò a de-scrivere.
-sulla seconda richiesta della vita ho serie perplessità,perchè mai mi azzarderei a lasciare in eredità questo mio record a qualche altra povera implume creatura!
dimentica,come fanno gli altri.
si,il deserto è quello che ti trovi intorno quando non hai da scegliere che una direzione a caso.e sai che tra 8 direzioni,hai 1 sola probabilità di riuscita.tiri la tua monetina,e vai.ma è affascinante la sabbia,il vento,i cactus e questo caldo torrido che non c'è nessuno per strada.tutto tuo.vai.
-è lui ti dico.
-davvero?
-si è lui,El Wisty.dicono sia impazzito dopo aver avuto una visione di un deserto troppo caotico per essere arido.da allora vaga come la dulce muerte,con la differenza di non aspettare proprio nessuno.
ora è anche il momento di tatuarsi,perchè certe cose nel dimenticare generale te le devi imprimere bene.
cosa avrò dimenticato di dire?non so,credo di aver annoiato abbastanza e soprattutto credo dovreste perdonarmi questo sfogo che sembra di un pazzo.sembra?
e dovreste anche perdonarmi il fatto che ho intenzione di pubblicare questa risposta sul blog,vale la pena affidare agli zero lettori che ho certe perle di saggezza.
sai che senza le ostriche le perle non varrebbero una bel nulla?
a proposito,credo d'ora in poi scriverò di ricette di cucina.
"cambio di nome?
beh...sono morto.cioè,sono morto di nuovo,perchè negli ultimi giorni ho avuto modo di ripensare alla mia ultima fetta di vita e ho capito un pò di cose.ed è nato El Wisty.il nome purtroppo non l'ho inventato io,ma il personaggio mi si ritaglia addosso così...proprio come una maschera da teschio messicano che non puoi più togliere".
-impressione momentanea: se prima nella difficoltà e nella ristrettezza si discuteva,si poteva creare contrasto,c'era tensione e si combatteva anche per progredire,per vincere,perchè vuoi fortemente vincere questa indigenza,ora nel totale relax seguìto al cambiamento non c'è nulla di tutto questo.un torpore,quel maledetto torpore del benessere.
lo stesso che ha rincoglionito milioni di persone davanti quell'indegno apparecchio quadrato.
...il luogo è fisicamente ed esteticamente bellissimo,verde,col sole sembra di stare in un altro paese.sto girando ovunque in bicicletta e non mi pare vero,ci sono parchi,luoghi nascosti dal caos della normalità...stiamo andando a correre ogni sabato mattina al parco,andiamo al mercato dei fiori e a quello delle fattorie(si mangia alla grande!).e sto cercando -con rammarico per il mio- un gatto da portare a casa.
-lucidità 1:se Io sono un fallimento per me stesso,perchè rovinare un'altra forma di vita costringendola a cambiare casa,clima ed abitudini per egoismo?non voglio uccidere il mio gatto.proprio no.
-impressione 2:ci saremo mica trasferiti in un quartiere per pensionati?forse il caos di prima,il traffico e tutto il movimento dei locali ci spingeva a stare attivi a contatto con la vita mondana?ora vedo i miei amici andare a letto alle 22e30...e serate fuori non se ne vedono,nessuno propone più "andiamo a vedere un concerto" o "ma un cinemino?".esco dunque per conto mio,ma ho capito che se qualcosa di divertente deve accadere,accade.agli altri.
per quanto riguarda il lavoro,ne ho perso un altro;l'ennesimo,ed anche stavolta,come sempre negli ultimi tempi,non dipende da me.cioè,se il motivo fosse stato la malattia improvvisa del manager,ok.se fosse stato "guarda non ti possiamo più pagare ci costi troppo",ok.fosse stato "il governo italiano è caduto",meglio.ma un vulcano che erutta dopo essere rimasto inattivo per 200anni,NO.
-lucidità 2: posso ad oggi considerare il mio record mondiale imbattuto.
sono la persona più sfigata della terra,e non faccio riferimento alla sorte,cioè quella cosa per cui i bambini poveri delle favelas brasiliane sicuramente mi battono.
no no,io parlo proprio della cara e vecchia Sfiga:è quella che ti accompagna,la nuvoletta di Fantozzi,quella che se tu vai all'aeroporto il personale è in sciopero,se vai al mare piove,se hai fretta il bus si rompe,se stai per vincere un'asta di Ebay ti cade la connessione,se porti una torta ad una ragazza quella è vegana,se usi la parola 'negro' per la prima volta in vita tua è il momento di silenzio assoluto e c'è un nero di fianco a te...insomma,quella che mi rende veramente un vincente.
sono l'essere sbagliato al momento sbagliato nell'evento sbagliato.numero uno.
f4:basìto.
il momento è roseo per prenderla come va presa,senza fatica e senza pensieri.
com è che sentenziavo in qualche messaggio fa? bisogna lottare,cercare,sognare,conoscere...dimentica.la vita mi insegna questo,devi non-pensare,non-lottare,perchè siamo qui per poco tempo e non vale la pena di affaticarsi,se le cose devono andar bene lo faranno da sole e a te viene richiesto soltanto di lavorare e riprodurti.la magica teoria delle 3P che un giorno forse finalmente mi deciderò a de-scrivere.
-sulla seconda richiesta della vita ho serie perplessità,perchè mai mi azzarderei a lasciare in eredità questo mio record a qualche altra povera implume creatura!
dimentica,come fanno gli altri.
si,il deserto è quello che ti trovi intorno quando non hai da scegliere che una direzione a caso.e sai che tra 8 direzioni,hai 1 sola probabilità di riuscita.tiri la tua monetina,e vai.ma è affascinante la sabbia,il vento,i cactus e questo caldo torrido che non c'è nessuno per strada.tutto tuo.vai.
-è lui ti dico.
-davvero?
-si è lui,El Wisty.dicono sia impazzito dopo aver avuto una visione di un deserto troppo caotico per essere arido.da allora vaga come la dulce muerte,con la differenza di non aspettare proprio nessuno.
ora è anche il momento di tatuarsi,perchè certe cose nel dimenticare generale te le devi imprimere bene.
cosa avrò dimenticato di dire?non so,credo di aver annoiato abbastanza e soprattutto credo dovreste perdonarmi questo sfogo che sembra di un pazzo.sembra?
e dovreste anche perdonarmi il fatto che ho intenzione di pubblicare questa risposta sul blog,vale la pena affidare agli zero lettori che ho certe perle di saggezza.
sai che senza le ostriche le perle non varrebbero una bel nulla?
a proposito,credo d'ora in poi scriverò di ricette di cucina.
giovedì, aprile 08, 2010
you lived (to F.)
this is real
yeah this is real
be nothing
'till we have no
misery
petty bourgeois
no blood
dreams of bourgeois
go to fighting
you lived you lived
never faded
the flame
of your hell
from heat
passion is born
what is real
oh what is real
being you
mauvish womb
strongest wine
oh painted us
we don't paint
cold-hearted shells
water is not the reason
you lived
you lived
never faded
the flame
of your hell
from heat
passion is born
yeah this is real
be nothing
'till we have no
misery
petty bourgeois
no blood
dreams of bourgeois
go to fighting
you lived you lived
never faded
the flame
of your hell
from heat
passion is born
what is real
oh what is real
being you
mauvish womb
strongest wine
oh painted us
we don't paint
cold-hearted shells
water is not the reason
you lived
you lived
never faded
the flame
of your hell
from heat
passion is born
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sineddoche,
viaggi?
venerdì, marzo 05, 2010
chilometri di pensiero.e non solo.
sottofondo:B.R.M.C_half state (recommended!)
quando ci si trova ad affrontare fatiche che sembrano davvero disarmanti;quando ti sembra improvvisamente che la vecchiaia abbia preso il posto dell'ombra;quando potresti arrivare a dire "forse è troppo difficile per me",è il momento secondo me in cui si diventa parassiti.non fraintendere,non nel senso più "sociale" del termine,semplicemente si forza il trasferimento di energie -il più possibile positive- dalle persone immediatamente intorno.
notavo come nel trasportare strumenti pesanti su e giù per Londra per suonare il nostro ancora anonimo tour,nell'atto di prendere decisioni importanti riguardo la nuova casa,nel trambusto lavorativo che affligge i più...ecco,in questo ricevere il succo dell'energia degli altri è fondamentale.può aiutare notare la facilità con cui uno parla al telefono,quanto amore viene riposto nella preparazione di una carbonara vera,o quanto si possa sorridere in condizioni difficili...quanto si possa spaziare con la fantasia ed 'un pò di' eclettismo.
sentire semplicemente via blog che qualcosa nel tuo migliore amico volge al meglio beh,emoziona e migliora.
iniziamo con buona musica stanotte,ne abbiamo fatta di buona stasera.da domani saremo ancora più pronti.
probabilmente comprerò un trolley nuovo.
quando ci si trova ad affrontare fatiche che sembrano davvero disarmanti;quando ti sembra improvvisamente che la vecchiaia abbia preso il posto dell'ombra;quando potresti arrivare a dire "forse è troppo difficile per me",è il momento secondo me in cui si diventa parassiti.non fraintendere,non nel senso più "sociale" del termine,semplicemente si forza il trasferimento di energie -il più possibile positive- dalle persone immediatamente intorno.
notavo come nel trasportare strumenti pesanti su e giù per Londra per suonare il nostro ancora anonimo tour,nell'atto di prendere decisioni importanti riguardo la nuova casa,nel trambusto lavorativo che affligge i più...ecco,in questo ricevere il succo dell'energia degli altri è fondamentale.può aiutare notare la facilità con cui uno parla al telefono,quanto amore viene riposto nella preparazione di una carbonara vera,o quanto si possa sorridere in condizioni difficili...quanto si possa spaziare con la fantasia ed 'un pò di' eclettismo.
sentire semplicemente via blog che qualcosa nel tuo migliore amico volge al meglio beh,emoziona e migliora.
iniziamo con buona musica stanotte,ne abbiamo fatta di buona stasera.da domani saremo ancora più pronti.
probabilmente comprerò un trolley nuovo.
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mercoledì, febbraio 03, 2010
Malattie infettive del bestiame.
Caden - Significa un sacco di cose.Lo vedrai,significa molte cose.
L'attrice all'audizione per la parte di Caden - Bene,Caden Cotard è un uomo già morto.Lui vive in un mondo di mezzo,tra tesi e antitesi...e il tempo è concentrato,cronologicamente confuso.Eppure fino a poco tempo fa,ha lottato con coraggio per dare senso alla sua situazione.Ma adesso si è trasformato in una pietra.
Il prete al funerale nella scena - Tutto è molto più complicato di quanto pensi.Si vede solo un decimo di ciò che è vero.Ci sono milioni di piccole cose attaccate ad ogni vostra scelta.Potete distruggere la vostra vita ogni volta che lo desiderate.Ma forse voi lo saprete solo tra 20 anni e non potrete mai trovare la traccia della fonte e avete solo una possibilità di giocarla.Provate ad immaginare il vostro divorzio.E ci dicono che non c'è destino,ma c' è, e siete voi a crearlo e anche se il mondo va avanti per secoli e secoli voi siete qui solo per una frazione di una frazione di secondo.Molto del vostro tempo lo passate da morti o da mai nati ma mentre vivete,voi aspettate invano...sprecate anni per una telefonata,una lettera,un libro...per qualcuno o qualcosa che vi faccia sentire bene.E non arriverà mai,magari sembrerà,ma non sarà realmente così.Passate il tempo nel vago rimpianto o vaga speranza che qualcosa di buono verrà.Qualcosa che vi faccia sentire connessi.Qualcosa che vi faccia sentire pieni,qualcosa che vi faccia sentire amati e la verità è che mi sento così arrabbiato.E la verità è che mi sento così triste.E la verità è che mi sono sentito male per così tanto tempo,e per tanto a lungo ho fatto finta di star bene solo per andare d'accordo,solo per...non so perchè.Forse perchè nessuno vuole ascoltare la mia miseria perchè ognuno ha la sua.
Bene,Fanculo tutti quanti.Amen.
Voce all'orecchio - Ora sei in attesa e nessuno se ne preoccupa.e quando la tua attesa finirà questa stanza esisterà ancora e continuerà ad accogliere vestiti,scarpe e scatole...e forse un giorno un'altra persona in attesa...e forse no.La stanza non se ne preoccupa.
C'è stato qualcosa una volta,prima di te,un eccitante e misterioso futuro...ora è dietro di te,visuto,incompreso,deluso.Hai realizzato che non sei speciale.Hai lottato nella vita ed ora stai scivolando silenziosamente fuori da essa.E' l'esperienza di tutti,di ognuno di noi.Le specifiche contano poco.Tutti sono tutti.Tu sei Adele.Tutte le sue tristezze ti appartengono.Tutta la sua solitudine,i capelli grigio paglia,le sue mani rosse rovinate.Sono le tue.E' tempo tu lo capisca.
Cammina.
Come le persone ti adorano,smettono anche di adorarti...come loro muoiono,si muovono,perdono,perdono la loro bellezza,la loro gioventù...come il mondo ti dimentica,come riconosci la tua transitorietà...come pian piano incominci a perdere le tue caratteristiche,come impari che nessuno ti sta guardando...e non c'è mai stato,il solo pensiero ti guida.Non provieni da niente,non arriverai a niente...guidi facendo passare il tempo.
Adesso sei qui.Sono le 7:43.Ora sei qui.Sono le 7:44.Ora stai andando...
Caden - Dove sono tutti?Ci sono i sogni di tutti in questi appartamenti...tutti quei pensieri che non saprò mai.Questa è la verità...
Posso appoggiare la mia testa sulla tua spalla?Ti voglio bene.Ora ho un'idea,so come fare l'opera.Se tutti...
Voce all'orecchio - Muori.
Tratto da "Sineddoche New York"_C.Kaufman
L'attrice all'audizione per la parte di Caden - Bene,Caden Cotard è un uomo già morto.Lui vive in un mondo di mezzo,tra tesi e antitesi...e il tempo è concentrato,cronologicamente confuso.Eppure fino a poco tempo fa,ha lottato con coraggio per dare senso alla sua situazione.Ma adesso si è trasformato in una pietra.
Il prete al funerale nella scena - Tutto è molto più complicato di quanto pensi.Si vede solo un decimo di ciò che è vero.Ci sono milioni di piccole cose attaccate ad ogni vostra scelta.Potete distruggere la vostra vita ogni volta che lo desiderate.Ma forse voi lo saprete solo tra 20 anni e non potrete mai trovare la traccia della fonte e avete solo una possibilità di giocarla.Provate ad immaginare il vostro divorzio.E ci dicono che non c'è destino,ma c' è, e siete voi a crearlo e anche se il mondo va avanti per secoli e secoli voi siete qui solo per una frazione di una frazione di secondo.Molto del vostro tempo lo passate da morti o da mai nati ma mentre vivete,voi aspettate invano...sprecate anni per una telefonata,una lettera,un libro...per qualcuno o qualcosa che vi faccia sentire bene.E non arriverà mai,magari sembrerà,ma non sarà realmente così.Passate il tempo nel vago rimpianto o vaga speranza che qualcosa di buono verrà.Qualcosa che vi faccia sentire connessi.Qualcosa che vi faccia sentire pieni,qualcosa che vi faccia sentire amati e la verità è che mi sento così arrabbiato.E la verità è che mi sento così triste.E la verità è che mi sono sentito male per così tanto tempo,e per tanto a lungo ho fatto finta di star bene solo per andare d'accordo,solo per...non so perchè.Forse perchè nessuno vuole ascoltare la mia miseria perchè ognuno ha la sua.
Bene,Fanculo tutti quanti.Amen.
Voce all'orecchio - Ora sei in attesa e nessuno se ne preoccupa.e quando la tua attesa finirà questa stanza esisterà ancora e continuerà ad accogliere vestiti,scarpe e scatole...e forse un giorno un'altra persona in attesa...e forse no.La stanza non se ne preoccupa.
C'è stato qualcosa una volta,prima di te,un eccitante e misterioso futuro...ora è dietro di te,visuto,incompreso,deluso.Hai realizzato che non sei speciale.Hai lottato nella vita ed ora stai scivolando silenziosamente fuori da essa.E' l'esperienza di tutti,di ognuno di noi.Le specifiche contano poco.Tutti sono tutti.Tu sei Adele.Tutte le sue tristezze ti appartengono.Tutta la sua solitudine,i capelli grigio paglia,le sue mani rosse rovinate.Sono le tue.E' tempo tu lo capisca.
Cammina.
Come le persone ti adorano,smettono anche di adorarti...come loro muoiono,si muovono,perdono,perdono la loro bellezza,la loro gioventù...come il mondo ti dimentica,come riconosci la tua transitorietà...come pian piano incominci a perdere le tue caratteristiche,come impari che nessuno ti sta guardando...e non c'è mai stato,il solo pensiero ti guida.Non provieni da niente,non arriverai a niente...guidi facendo passare il tempo.
Adesso sei qui.Sono le 7:43.Ora sei qui.Sono le 7:44.Ora stai andando...
Caden - Dove sono tutti?Ci sono i sogni di tutti in questi appartamenti...tutti quei pensieri che non saprò mai.Questa è la verità...
Posso appoggiare la mia testa sulla tua spalla?Ti voglio bene.Ora ho un'idea,so come fare l'opera.Se tutti...
Voce all'orecchio - Muori.
Tratto da "Sineddoche New York"_C.Kaufman
mercoledì, agosto 26, 2009
commozione da disservizio
sottofondo: hush - kula shaker cover
Ho conosciuto Glasy al Forrò Pirata,come lo chiamano per questo martellante mix musicale che lo contraddistingue. Eravamo al quarto giorno in Fortaleza e non mi parve vero di poter scambiare due chiacchiere con lei, soprattutto in un faticoso ma simpatico italo-portoghese.
Mi torna in mente ora un'indicazione che mi diede ad un certo punto...-Se vivi dove hai detto,forse potresti conoscere un mio vecchio amico- disse con aria curiosa -Cura un chiosco sul vostro lungomare, ha un occhio diverso dall'altro.
Si trattava del chiosco dove per il lungo e torrido periodo estivo usavo occupare un sontuoso quadrato di sabbia libera delle dimensioni del mio telo+infradito.
Associo questo episodio liberamente al periodo iniziale della mia permanenza a Londra. Fui in contatto con un ragazzo italiano che lavorava per una agenzia immobiliare. Luca era,seppi successivamente, cugino di mia cugina - o qualunque definizione possa avere questo tipo di parentela -.
Come quando, passando per Antibe diretti verso il territorio basco,chiamai un amico che non sentivo da tempo il quale si trovava in villeggiatura... si può intuire dove.

Ora vedo un film. Va via la luce. Spengo il monitor e riaccendo il salvavita raggiunto con fatica nella stanza accanto.
Tre brevi flash intermittenti e buio. Tutti i cani del vicinato stanno latrando. Tutti gli antifurti stanno suonando, voci lontane si spengono all'improvviso.
Accendo una sigaretta, torna la luce e mentre realizzo che non vedrò mai la fine di quel film -perchè inizio a credere ai suggerimenti delle coincidenze- mi sporgo dalla ringhiera per sentirmi un patriarca maledetto che osserva la sua città morta.
Scrivo questi avvenimenti perchè mi rendo conto soltanto ora di presenziare l'unico appartamento rimasto ad avere energia elettrica qui, o almeno nel raggio di uno sguardo indagatore. Blackout-esente.
Sono qui, dal balcone, la mia vita sta per subire svolte improvvise, sento un formicolìo nei piedi ma l'unico rumore che mi accompagna è l'insistente battere il soffitto di una falena.
Ho conosciuto Glasy al Forrò Pirata,come lo chiamano per questo martellante mix musicale che lo contraddistingue. Eravamo al quarto giorno in Fortaleza e non mi parve vero di poter scambiare due chiacchiere con lei, soprattutto in un faticoso ma simpatico italo-portoghese.
Mi torna in mente ora un'indicazione che mi diede ad un certo punto...-Se vivi dove hai detto,forse potresti conoscere un mio vecchio amico- disse con aria curiosa -Cura un chiosco sul vostro lungomare, ha un occhio diverso dall'altro.
Si trattava del chiosco dove per il lungo e torrido periodo estivo usavo occupare un sontuoso quadrato di sabbia libera delle dimensioni del mio telo+infradito.
Associo questo episodio liberamente al periodo iniziale della mia permanenza a Londra. Fui in contatto con un ragazzo italiano che lavorava per una agenzia immobiliare. Luca era,seppi successivamente, cugino di mia cugina - o qualunque definizione possa avere questo tipo di parentela -.
Come quando, passando per Antibe diretti verso il territorio basco,chiamai un amico che non sentivo da tempo il quale si trovava in villeggiatura... si può intuire dove.

Ora vedo un film. Va via la luce. Spengo il monitor e riaccendo il salvavita raggiunto con fatica nella stanza accanto.
Tre brevi flash intermittenti e buio. Tutti i cani del vicinato stanno latrando. Tutti gli antifurti stanno suonando, voci lontane si spengono all'improvviso.
Accendo una sigaretta, torna la luce e mentre realizzo che non vedrò mai la fine di quel film -perchè inizio a credere ai suggerimenti delle coincidenze- mi sporgo dalla ringhiera per sentirmi un patriarca maledetto che osserva la sua città morta.
Scrivo questi avvenimenti perchè mi rendo conto soltanto ora di presenziare l'unico appartamento rimasto ad avere energia elettrica qui, o almeno nel raggio di uno sguardo indagatore. Blackout-esente.
Sono qui, dal balcone, la mia vita sta per subire svolte improvvise, sento un formicolìo nei piedi ma l'unico rumore che mi accompagna è l'insistente battere il soffitto di una falena.
giovedì, luglio 16, 2009
alba
-è così facile perdersi per cicli di tempo a cadenza stagionale...banali errori di scrittura su un pentagramma non ancora pensato pieno
-non essere saccente adesso! (ride)
-ti basta: una città che non somigli troppo a los angeles ma aneli ad esserlo,le distrazioni che questo sistema immaturo può offrire e la ricerca,evidente...
-dai dillo ...non cercare di negarlo proprio ora.
-...di una certa tranquillità...senilità,passione per momenti di lussurioso ozio?
distrazioni di breve durata,la consapevolezza è un peso costante,ma non si può fare a meno di valutare tutte le opzioni disponibili...
-ehi,sai meglio di me che avere comodità intorno in una città come questa è una gran festa! parlare da un portatile in balcone a 28° di notte in mezzo a fiori e rumorosi gatti non è passabile...
-lo riconosco amico ,ma sto pensando al sesso ovviamente...mi chiedo...possibile che basti una folata di vento leggermente profumata di sandalo a farti allontanare da una strada che percorri con la grinta di una trebbiatrice?! (sorride amaramente)
lascio che le sorprese prendano il sopravvento, a volte,mi intriga molto poter chiedere di più al singolo momento...prendere aria fresca tra i capelli e vantarsi soli del proprio appeal almeno per qualche giorno...
-sembra di sentir parlare la tv mentre manda easy rider per il ciclo "estate film avventura" (sbadiglia ridendo)
-goliardici stasera eh?(pausa)...è che arrivano mille stimoli, non ti pare?
-...
-ma si cosa può saperne un blogger dalla sigaretta facile di cosa sono le distrazioni?in fondo nemmeno sai di cosa sa...
-cosa?
-il sandalo!ma ascolti mentre parlo??
-cazzo,a volte mi fai proprio uscire di testa!
-semplicemente perchè ti racconto di ciò che ho dentro in certi momenti?
-ma no...cioè si!non puoi continuare a fare di te un romanzo senza finale...rilassati!
-il rilassamento non è per certe serate evidentemente...comunque mi sembrava chiaro e facile facile: l'idea di scopare senza pensieri e lasciare che le cose vadano un pò per conto loro cercando lusinghe in giro non è poi così aliena no?
-finalmente.abbiamo un punto.cosa c' è dunque di male?
-in cosa?
-come in cosa?
-in cosa ci sarebbe del male?
-in quello che hai detto cazzo!
-ma io non ho parlato di male...porto via il rhum?che mal di testa aaah
-se ti stai chiedendo se è aliena,pensi sia forse male come progetto no?lo metti cazzo in preventivo!
-no non metto 'cazzo' in preventivo,metto divertimento.
-si ma ti stai facendo mille domande o no?
-rifletto sul modo di vivere un'ultima estate qui come si deve.
-dove vai?
-ma sei fuori?
-il progetto,quella cosa per cui sto lavorando...
-ahah si si si il progetto!niente di meno...(smorfia)
-ti odio quando improvvisi uscite da caratterista...cosa credi,solamente tu puoi avere idee razionali e risolvere problemi?
cos è non credi possa farcela?
-ma di cosa parli, si ci credo ma vedo quanto ti è difficile portare avanti un peso così...poi mi stai dicendo di lasciar andare le cose a modo loro...
-hai mandato indietro il nastro allora?
-senti me ne vado,stavolta l'alba la passerai in solitudine ok?
-ma dai è che mi fa piacere che possiamo finalmente parlare di questa cosa!abbiamo ripreso il filo...
-cazzo,questa non finirà come l'ultima però.
-ultima?in che senso?
-hai continuato per due ore a cantarmela sull' Opus Dei!cazzo ed io lì ad annuire alle tue follie!(ride) volevi farmi credere che avevi trovato il modo di diventare un fottuto virus all'interno di questo tuo "sistema fallimentare"...una follia ci pensi?l'opusdei!ma che cazzo infili in quelle sigarette??
-non mi prendesti sul serio,eppure ti dico che con un pò di costanza e stomaco si poteva fare!
-no no tu sei fuori totalmente...
-non sono fuori,sono troppo dentro.ed è da lì che capisci quanta maledetta forza di volontà e creatività ci vogliono!
-preferisco quando mi parli di scopare guarda...
-ci credo,sei all'asciutto da talmente tanto tempo che ti ecciterebbe anche pensare ad una madre superiora che ti lecca i tesori nascosti...veramente non capisco come tu faccia ancora ad aver voglia di vedere l'alba in queste condizioni.
-si da il caso che io non sia poi così all'asciutto.solo sono una persona selettiva.
(risata di gusto)-selettiva?ahah diciamo piuttosto che ad un'attenta analisi gli altri scelgono te dopo aver perso le speranze in un mondo migliore...
-hai già detto un vagone di volte che non piaccio,vogliamo ripetere questo sketch in un registratore e vedere se magari possiamo mandarlo a loop nello spazio in attesa che qualche fottuta creatura verde inizi a ridere??vaffanculo.
-dai la sincerità deve essere di sprono altrimenti che amicizia è?
-questa non è sincerità,è ferocia.
-la sincerità serve per preparare le persone all'impatto con cose sgradevoli.ti dico,consapevolezza.
-ieri in strada mi ha fatto i complimenti per la pelle delle braccia una sconosciuta mentre mi accarezzava.e allora?
-commovente.forse dovresti cominciare a pensare di cercare una relazione fissa...matrimonio??così sistemi tutto e puoi convincerti di essere normale.
-vaffanculo. numero due.voglio divertirmi e lo sai visto che anticamente ne stavamo parlando...
-si beh però si parlava di me che con le persone evidentemente ci so fare...bisogna essere diretti sempre,pretendere...insomma,come dici a volte...cazzuti.
-ok posso rimandare il suicidio a domani allora?vorrei farmi l'ultimo concerto..
-è già domani,l'alba è già qui. senti la musica?
-vorrei non averti mai incontrata.
-come avresti fatto?prima o poi saresti incappato in uno specchio.divertiti domani! (andandosene)
-dove ho messo le sigarette?!
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